INTEGRALE – Ecco i sogni di Keita e Anderson

INTEGRALE – Ecco i sogni di Keita e Anderson

ROMA – Sono amici per la pelle e per la maglia, si sono sfidati in una intervista doppia. Non saranno mai rivali anche se la presenza di uno (Felipe), spesso, esclude l’altro (Keita). Lo show l’hanno fatto in tv durante un’intervista realizzata da Lazio Style Channel. Da una parte Felipe…

ROMA – Sono amici per la pelle e per la maglia, si sono sfidati in una intervista doppia. Non saranno mai rivali anche se la presenza di uno (Felipe), spesso, esclude l’altro (Keita). Lo show l’hanno fatto in tv durante un’intervista realizzata da Lazio Style Channel. Da una parte Felipe Anderson, il nuovo fenomeno. Dall’altra Keita Balde Diao, il baby d’oro che fece sognare un anno fa e che oggi è a caccia continua di riscatto. Felipe Anderson Pereira Gomes e Keita Balde Diao hanno due soprannomi. «El Pipe», dice Felipe. «La Maravilla», ribatte Keita. Su una cosa sono d’accordo: tra un gol nel derby e la conquista della ragazza dei sogni scelgono «un gol nel derby!». Che show, un po’ di gaffe e quante risate…

 

Felipe Anderson. Felipe si definisce «centrocampista». Ha iniziato a giocare a 7 anni, l’emozione più grande risale «al primo gol segnato da professionista». “Ciao”, è stata la prima parola italiana che ha imparato e pronunciato. In camera non aveva il poster di un campione bensì «il poster della mia squadra». Ha definito Keita come «una grande persona, un grande amico, ha un grande futuro nel calcio». Pioli gli chiede «di essere sempre attivo in ogni partita». Il colpo calcistico preferito? «La rabona». Dell’amico Keita invidia «la forza fisica». Ha individuato Ederson come compagno preferito, ma senza offenderegli altri. Il campione di riferimento è «Neymar», il fratello calcistico. Non è scaramantico, è religioso: «Io prego», ha risposto. Ha un tatuaggio, è dedicato alla sua famiglia. Sogna di affrontare Buffon, si è dato alcuni voti: «Nove in generosità, cinque in disordine, sette in gelosia, otto in timidezza, nove in romanticismo». Si diverte con Instagram e la Playstation, adora la carbonara, ascolta musica gospel. Il calcio è tutto: «Un altro sport? Non c’è…». Una ragazza lo colpisce con lo sguardo, per conquistarla sceglie «un ristorante romantico», evita «chi non dice la verità». Il sogno di Felipe Anderson è «giocare un Mondiale». Ricorda le parole del suo primo allenatore, gli diceva di «credere sempre nel mio potenziale e di allenarmi facendo cose diverse dagli altri anche in quanto a sacrificio».

Keita. Keita si definisce «esterno», anche lui ha iniziato a giocare a 7 anni. L’emozione più grande? «Quando ho esordito in prima squadra». In camera aveva il poster di Samuel Eto’o, lo conobbe a Barcellona. Ha definito l’amico Felipe come un «grandissimo giocatore, una grandissima persona, un amico sempre presenze, nel bene e nel male». Keita sceglie il doppio passo e a Felipe ruberebbe «l’elettricità calcistica, quel pizzico di velocità che ha in più rispetto agli altri». Keita, in squadra, vota per Cavanda. Tra Neymar e Messi lui sceglie «Messi». Non ha tatuaggi e scherzando ha pungolato l’amico: «Io ho più stile…». Keita vorrebbe affrontare Dani Alves, s’è dato questi voti: «Generosità? 9,5. Disordine? 0. Ambizione? Tantissima. Quanto sono goloso? 10». Si diverte su Instagram e con la Playstation come il brasiliano, allontana chi «non è allegro». Keita va matto per l’amatriciana, il reggaeton e sceglie il ping pong come sport alternativo al calcio. Keita sogna di diventare «uno dei giocatori più forti al mondo». Una ragazza lo colpisce col sorriso. Ma la Lazio è la Lazio, per tutti e due, per Felipe e Keita. Amici simpatici, felici e contenti. (Corriere dello Sport)

Cittaceleste.it

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy