Lazio stile Juve

Lazio stile Juve

La Juventus come modello. Claudio Lotito pensa in grande. Il patron è euforico per il secondo posto in classifica, ma sprona la sua Lazio a fare ancora meglio e prendere d’esempio i bianconeri. «Sono convinto che questa squadra non sia inferiore a nessuno. L’abbiamo ampiamente dimostrato, mapuò crescere ancora di…

La Juventus come modello. Claudio Lotito pensa in grande. Il patron è euforico per il secondo posto in classifica, ma sprona la sua Lazio a fare ancora meglio e prendere d’esempio i bianconeri. «Sono convinto che questa squadra non sia inferiore a nessuno. L’abbiamo ampiamente dimostrato, mapuò crescere ancora di più e allo stesso tempo acquisire la mentalità vincente, quella che hanno le grandi squadre, e a mio parere siamo sulla strada buona. Scudetto? Ora penso alla qualità», le parole del numero uno biancoceleste che, mercato a parte, insiste molto sul concetto della mentalità. Il suo è un monologo accorato, quasi un appello ai suoi calciatori: «So bene che per vincere servono giocatori dal tasso tecnico importante, ma allo stesso tempo serve di più avere un atteggiamento vincente nella testa, come quello che ha la Juventus. Il nostro è un processo evolutivo,ma mai come questa volta, grazie all’arrivo di Petkovic, sono convinto che possiamo riuscirci, ma è fondamentale anche il supporto dell’ambiente». Lotito non si ferma: «Guardate la partita con la Sampdoria. A Genova abbiamo disputato una gara normale, ma i ragazzi hanno giocato con la mentalità da grande squadra. Nonostante fossimo in vantaggio di un solo gol, ho sempre avuto la netta sensazione di poterla chiudere da un momento all’altro. Il nostro problema? Aver fatto ottime prestazioni con Milan, Roma, Juve e Inter e poi essere crollati in quel modo a Catania. Sono felice e soddisfatto della Lazio, sia ben chiaro, anche se a volte questa squadra non azzanna quando dovrebbe, come se avessimo un specie d’atteggiamento di grande spessore morale nei confronti del nostro avversario».

SQUADRA DA POTENZIARE Parole forti e importanti, quelle del numero uno della società biancoceleste. Frasi che potrebbero anche far pensare a un mercato di gennaio sottotono, ma non è così: «Ribadisco – spiega Lotito a Radio- Radio – che se si vogliono raggiungere grandi obiettivi, bisogna essere determinati, avere uno spirito coeso e consapevolezza dei propri mezzi, ma se ci sarà la possibilità di rinforzarci non mi tirerò indietro, anche se prima bisogna vendere». E su questo argomento facile passare a Rocchi ormai a un passo dall’Inter. Sul capitano il presidente usa parole d’affetto: «Tommaso sta trovando poco spazio e ha voglia di andare altrove, ma se dovesse andare via il suo sarà un arrivederci. Da parte mia, lui ha avuto la totale disponibilità ad avere un ruolo dentro la società. E’ stato il mio primo acquisto e rappresenta la storia di questa squadra e di questa società e io, la storia, sono abituato a preservarla».

IL FUTURO DI MIRO Più avanti, tra due o tre anni, dopo che riuscirà a convincerlo a restare e rinnovare, tenterà di fare questo discorso pure con Miro Klose: «Un campione, in campo e nella vita. Un esempio». Parole splendide anche per Hernanes, «campione di grande moralità», Petkovic «un grande professionista» e Tare «una persona professionale e leale ». Parla di tutto Lotito, dal futuro in Lega alla possibile discesa in campo nel mondo della politica: «Non cerco una candidatura a tutti i costi. Ho dato una mia disponibilità, per il solo interesse della collettività».

Il Messaggero

Cittaceleste

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