Klose a tutti i costi

Klose a tutti i costi

Lui spera di esserci e Petkovic è pronto a tirare un sospiro di sollievo. Lui risponde al nome di Miro Klose, centravanti di professione, attaccante di razza, uomo-squadra biancoceleste. Con lui in campo la Lazio è arrivata a un passo dal vertice. Senza di lui non ha mai vinto una…

Lui spera di esserci e Petkovic è pronto a tirare un sospiro di sollievo. Lui risponde al nome di Miro Klose, centravanti di professione, attaccante di razza, uomo-squadra biancoceleste. Con lui in campo la Lazio è arrivata a un passo dal vertice. Senza di lui non ha mai vinto una partita di campionato. Ieri il bomber tedesco ha lavorato a Formello con i propri compagni per l’intero allenamento anche se non è sembrato al top. Questa sera, con l’aquila sul petto, dovrebbe essere lui il condottiero di una squadra spavalda e ambiziosa. Il popolo laziale culla il sogno della settima finale di coppa Italia, in più di cinquantamila (a ieri sera erano 48.500 i biglietti venduti) affolleranno gli spalti dello stadio Olimpico per sostenere la loro formazione al cospetto dei campioni d’Italia: arriva la Juve di Conte, saranno novanta minuti di fuoco, o forse più. Le polemiche accese dal club juventino dopo il pareggio casalingo contro il Genoa ottenuto nell’ultima di campionato accendono ancor più una sfida di per sé appassionante. Le due squadre non sembrano attraversare un momento propizio, involute nel gioco e nei risultati. Ma in questa fredda notte di fine gennaio alla Lazio basterebbe anche un pari senza gol: si porta in dote il pareggio per uno a uno ottenuto otto giorni fa a Torino. Il gol di Mauri – arrivato quasi allo scadere e dopo ave rischiato più volte di incassare il raddoppio bianconero – è un patrimonio che va difeso, protetto, capitalizzato. Per questo il tecnico di Sarajevo cercherà di blindare la cassaforte difesa da Marchetti mandando in campo altri cinque difensori. La finale ha un valore altissimo, almeno a detta del goleador della sfida di andata: «Questa è una partita che vale mezza stagione – dichiara Mauri in sala stampa – arrivare in finale sarebbe importante, abbiamo superato agevolmente i turni di qualificazione al di là dei rigori col Siena. È una manifestazione a cui teniamo molto, è un trofeo che abbiamo vinto in passato, e che vorremmo riportare nella nostra bacheca». Le ambizioni ci sono, la determinazione non manca: servirà la Lazio migliore per poter centrare la finale in programma all’Olimpico il prossimo 25 maggio. «Noi non siamo una squadra in grado di poter gestire il risultato – ammette ancora il fantasista monzese – dovremo giocarci la partita a viso aperto. Cercheremo di vincere, di fare un gioco d’attacco anche perche chi scende in campo contro la Juve unicamente per difendersi, prima o poi il gol lo prende». Un’analisi legittima, anche se i biancocelesti nelle due sfide disputate a Torino in questa stagione non hanno propriamente giocato all’arma bianca. Anzi. «Prima della semifinale di andata abbiamo rivisto la partita di campionato giocata a Torino e ci siamo detti che ripetendo quella prestazione non avremmo portato a casa un risultato positivo. Così siamo scesi in campo con un atteggiamento diverso, più propositivo, rischiando qualcosa in più ma ottenendo un risultato prezioso». Prima contro terza, per Stefano Mauri eliminare i bianconeri dalla coppa Italia non avrebbe un sapore particolare. «È una squadra come un’altra che dobbiamo incontrare nel cammino verso la finale – sottolinea – con le grandi, eccezion fatta per la sfida persa a Napoli, abbiamo fatto sempre grandi partite. La Juve in questi due anni ha dimostrato di essere una grande squadra, sanno gestire la fase di non possesso in maniera ottimale, attaccano gli spazi, cercano di recuperare la palla col baricentro molto alto. In questo momento stanno pagando il fatto di giocare ogni tre giorni, proprio come noi. Tutte le squadre impegnate nella semifinale di coppa Italia in campionato hanno fatto fatica, e non hanno vinto. Sarà una bella partita, e i nostri tifosi ci daranno una grossa mano. Spero soltanto che l’arbitro non sia condizionato dalle ultime polemiche». Arbitrerà Banti di Livorno, non una buona notizia per la Lazio. Vidal, Vucinic, Hernanes, Ciani e Brocchi sono diffidati: un’ammonizione precluderebbe loro la finalissima.

Il Tempo

Cittaceleste

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