Klose al comando

Klose al comando

Si fatica, in Italia, a considerare l’Europa League un torneo vero. La colpa è di quei club che l’hanno spesso snobbata, trattata come un tempo (anche recente) le grandi trattavano la Coppa Italia. L’errore è evidente e ci serviamo di Tottenham-Lazio per un’ulteriore dimostrazione: rispetto a Lilla-Bate Borisov e Braga-Cluj,…

Si fatica, in Italia, a considerare l’Europa League un torneo vero. La colpa è di quei club che l’hanno spesso snobbata, trattata come un tempo (anche recente) le grandi trattavano la Coppa Italia. L’errore è evidente e ci serviamo di Tottenham-Lazio per un’ulteriore dimostrazione: rispetto a Lilla-Bate Borisov e Braga-Cluj, che aprono due gironi di Champions League, non è forse una partita più ricca, più interessante, più appassionante? Ma ogni tentativo di dimostrare che questa è una Coppa da non prendere sottogamba andrà a vuoto fin quando una squadra e un allenatore non la metteranno al centro dei loro pensieri. Questa squadra potrebbe essere la Lazio e questo allenatore Petkovic, oggi sorpresa in serie A e magari da stasera anche in Europa. Nella due giorni italo-inglese, iniziata ieri sera con Chelsea-Juventus e che prosegue stasera con Tottenham-Lazio, abbiamo portato a Londra le due squadre in testa alla serie A insieme al Napoli. Ma se la Juve ha giocato contro la prima della Premier League, la Lazio potrà avere il vantaggio di incontrare una squadra che ancora non ha assorbito in pieno le idee di Villas Boas, più debole sul piano tecnico per le cessioni di Modric e Van der Vaart e che ha fatto appena 5 punti in 4 partite. Al suo confronto, la Lazio vola.

GOL A CENTROCAMPO – Gli Spurs hanno compiuto in estate un percorso simile a quello della Lazio, passando da Redknapp, allenatore stimato e amato in Inghilterra, una specie di Mazzone di Londra, a un tecnico che basa quasi tutto il suo lavoro sulla tattica. Il processo di rinnovamento è più o meno a metà dell’opera, però già adesso del Tottenham ci sono un paio di aspetti da considerare e temere. Il primo: i gol arrivano spesso dal centrocampo, grazie alle caratteristiche dell’americano Dempsey (13 gol l’anno scorso nel Fulham) e dell’islandese Sigurdsson (9 gol da gennaio a giugno con lo Swansea). Il secondo: partiti Modric e Van der Vaart, la qualità è rimasta tutta sulle ali dove giocano Lennon e Bale.

LA NUOVA LAZIO – Petkovic ha fatto più in fretta di Villas Boas. In estate ha cambiato la Lazio di Reja, ha attraversato rapidamente alcuni moduli fino ad approdare a quello definitivo, con la difesa a quattro, Ledesma poco oltre, quattro centrocampisti con libertà per Hernanes e una sola punta. L’idea non è quella di presidiare il centrocampo avversario, ma di arrivare in area con 4 o 5 giocatori. E’ così che si sta esaltando Hernanes, padrone del gioco laziale, protagonista assoluto di questo avvio di stagione. Anche in passato aveva raggiunto le cime che sta toccando in questo periodo, aveva già giocato bene, benissimo, ma non aveva mai giocato così tanto, non si era mai fatto coinvolgere in questo modo dalla manovra della squadra. Petkovic l’ha messo al centro della sua idea e il brasiliano gli sta dando ragione.

IL NUOVO HERNANES – E’ con questo talento dalle dimensioni adesso ben chiare che la Lazio cercherà di giocare alla pari col Tottenham. Il nuovo Hernanes e il vecchio Klose rappresentano i rischi maggiori per la difesa londinese che in Premier ha subìto 5 gol in 4 partite. Per Petkovic è una grande occasione: in Italia si è fatto largo con le sue idee fra lo scetticismo generale, adesso può cominciare a provarci anche in Europa. Londra, il Tottenham, l’Europa League possono diventare il suo territorio di caccia. Per crescere, lui e la Lazio hanno bisogno di altre certezze lontano dalla serie A. Oggi può essere il giorno giusto.

Il Corriere dello Sport

Cittaceleste

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