Klose è l’uomo derby

Klose è l’uomo derby

Uomo del sorpasso, signore del gol, pescatore di derby. Un altro 2-1 firmato da Miroslav Klose, centravanti pazzesco. Una favola, quasi come il 16 ottobre di un anno fa, quando il tedesco inchiodò Stekelenburg sotto la Nord, portò Reja in trionfo al novantaduesimo, interrompendo la maledizione romanista che durava da…

Uomo del sorpasso, signore del gol, pescatore di derby. Un altro 2-1 firmato da Miroslav Klose, centravanti pazzesco. Una favola, quasi come il 16 ottobre di un anno fa, quando il tedesco inchiodò Stekelenburg sotto la Nord, portò Reja in trionfo al novantaduesimo, interrompendo la maledizione romanista che durava da cinque partite. Anche ieri ha lasciato il segno, stendendo la Roma nel momento decisivo del derby, ad un soffio dall’intervallo. Quando Hernanes è partito in percussione, Klose ha chiamato il pallone con un cenno, vedeva lo spazio tra Marquinhos e Balzaretti, s’è infilato nel mezzo, quasi telecomandando quel tiro sbagliato, sporcato dalle pozzanghere. Non l’ha preso nessuno Miro, stop di destro e sinistro rapidissimo, rubando il tempo a Goicoechea in uscita. Gol della svolta, il secondo in tre derby. Li ha vinti tutti e forse non è un caso che la Lazio, da quando è arrivato il tedesco, riesca a imporsi con il carattere e una forza superiore. «Questa vittoria è molto importante per i tifosi, per la società, per la squadra. Su un campo difficile abbiamo giocato una grande partita» ha raccontato Klose, quando era ancora a bordo campo. «Uomo derby? No. Per me la squadra è sempre al numero uno. E’ molto importante che facciamo tutto bene e oggi abbiamo fatto tutto bene. Ho segnato un gol, ma non me ne frega niente… L’importante era soltanto che la squadra vincesse con la Roma».

MULLER – Ha festeggiato a lungo sotto la Nord, si sente laziale ormai. «Ora è meglio che rientri nello spogliatoio. Piove. Due giorni fa ho avuto un po di febbre. Quindi sono andato sotto la Curva e mi sono cambiato la maglia… I nostri tifosi sono meravigliosi». Venerdì sera era stato a cena con Loew, ct della Germania, ieri in tribuna Monte Mario. Come Otto Rehhagel, suo antico maestro, il tecnico che nel Duemila l’aveva lanciato in Bundesliga con il Kaiserslautern. Sono andati via insieme dopo la partita. Ma Klose ha parlato di Petkovic, vero mago della Lazio. «E’ stata una partita bellissima. Sono molto felice. Dove possiamo arrivare? Il campionato è ancora lungo, abbiamo una grande squadra e un pubblico meraviglioso, ma dobbiamo guardare di partita in partita. Squadra più forte? Anche l’anno scorso avevamo una grande squadra, il tecnico è molto bravo e abbiamo voglia di fare bene. Futuro? Ho ancora un anno e mezzo di contratto, vediamo cosa succederà dopo». Ora un altro esame, sabato con la capolista bianconera a Torino. «E il mio secondo gol nel derby, ma era fondamentale portare a casa la vittoria. Ora aspettiamo la partita con la Juventus». Prima di misurarsi con Antonio Conte, Klose cercherà di battere un altro record. Gli manca un solo gol per raggiungere Gerd Muller, leggenda del calcio tedesco, diventando l’attaccante più prolifico di sempre della Germania. Ci proverà mercoledì sera all’Amsterdam Arena, all’Olanda ha sempre fatto gol. Come alla Roma.

Il Corriere dello Sport

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