Klose ha bisogno di battere l’Inter

Klose ha bisogno di battere l’Inter

 Ha un conto aperto con l’Inter. Quattro precedenti, tre sconfitte e una sola vittoria, ma Van Gaal lo aveva lasciato in panchina. Era il 23 febbraio 2011, il Bayern s’impose di misura a San Siro, ma un mese dopo riuscì a perdere (2-3) e ad essere eliminato all’Allianz Arena, altra…

 Ha un conto aperto con l’Inter. Quattro precedenti, tre sconfitte e una sola vittoria, ma Van Gaal lo aveva lasciato in panchina. Era il 23 febbraio 2011, il Bayern s’impose di misura a San Siro, ma un mese dopo riuscì a perdere (2-3) e ad essere eliminato all’Allianz Arena, altra partita trascorsa a guardare tra le riserve. Un anno prima la finale di Champions a Madrid. Doppietta di Milito, il  triplete di Mourinho al passo d’addio, il Bayern Monaco ko. E per Klose soltanto gli ultimi ventitré minuti di partita, l’ingresso a metà ripresa per sostituire Altintop con l’Inter già in vantaggio. Niente da fare, rimonta impossibile. Van Gaal aveva lasciato fuori Miro e Gomez, le due punte principe della Germania del ct Loew. Poi si capisce perché, alla scadenza di un contratto lungo quattro anni, Klose ha deciso di chiudere con la Bundesliga e con il club bavarese. Aveva voglia di tornare a giocare, di non sentirsi in discussione, di tornare a graffiare e segnare come la sua classe impone. La Lazio è diventata la sua casa, a Formello s’è trasformato in un re, celebrato dal campionato italiano e osannato in Germania, dove ora lo venerano più di prima.

STRAMA- L’Inter gli ha presentato il conto anche nella sua prima stagione italiana. Lazio sconfitta (1-2) nella partita d’andata a San Siro, il pareggio di Milito (ancora lui) e il raddoppio di Pazzini per rimontare il guizzo di Rocchi, che quella sera faceva coppia con Klose, l’unica in cui il tedesco s’è ritrovato titolare di fronte alle maglie nerazzurre. Miroslav costretto a saltare la partita di ritorno, lo stiramento appena superato e una botta alla caviglia in allenamento, più il timore di pregiudicare la partecipazione agli Europei in Polonia e Ucraina. La volata per la Champions era ormai sfumata, alimentando i rimpianti di Reja, capace di chiudere l’avventura sulla panchina biancoceleste con un rotondo successo (3-1) sull’Inter di Stramaccioni allo stadio Olimpico.

DIGIUNO- Klose torna titolare dopo aver affrontato a mezzo servizio la trasferta di Bologna, appena gli ultimi tredici minuti per provare a rovesciare il destino di una partita mai nata. E’ il tedesco la luce della Lazio, 9 gol su azione, uno in più del Principe argentino dell’Inter. Dieci reti contando anche la prima prodezza stagionale per piegare il Mura nei play off di Europa League. Il tedesco si è esaltato soprattutto allo stadio Olimpico: 6 gol segnati in casa sui 9 totali realizzati sinora. Petkovic non può farne a meno. Tre partite in cui Miroslav non è stato inserito nel blocco dei titolari, due sconfitte e un pareggio, ma soprattutto neppure un gol all’attivo. Cantano i precedenti: Lazio-Genoa 0-1 alla terza giornata (Klose sganciato solo nell’ultimo quarto d’ora), Catania-Lazio 4-0 (fuori per squalifica), Bologna-Lazio 0-0 (inizialmente in panchina perché appena recuperato). Stasera torna Klose e Petkovic respira. L’Inter nel mirino, prima o poi centrerà il bersaglio…

Il Corriere dello Sport

Cittaceleste

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy