Klose, il Totem c’è

Klose, il Totem c’è

Una missione compiuta e una da compiere. Miro Klose è stato di parola: aveva promesso che sarebbe rientrato per il derby e così sarà. Dopo i piccoli assaggi con Catania e Fenerbahçe, stasera tornerà titolare a due mesi dall’infortunio di Marassi col Genoa. Ora però c’è la seconda missione da…

Una missione compiuta e una da compiere. Miro Klose è stato di parola: aveva promesso che sarebbe rientrato per il derby e così sarà. Dopo i piccoli assaggi con Catania e Fenerbahçe, stasera tornerà titolare a due mesi dall’infortunio di Marassi col Genoa. Ora però c’è la seconda missione da compiere: guidare la Lazio alla quarta vittoria consecutiva nella stracittadina, impresa che i biancocelesti non centrano da 39 anni e che in assoluto hanno realizzato solo due volte.

L’anti-Roma La serie positiva, che stasera può toccare il suo massimo storico, è iniziata per la Lazio proprio con l’arrivo del tedesco e grazie a un suo acuto. Quello con cui a 30 secondi dalla fine del derby del 16 ottobre 2011 Klose segnò il gol che regalò alla Lazio una vittoria che mancava da due anni e mezzo e che pose fine alla serie di 5 vittorie consecutive dei giallorossi. Da allora il Totemtedesco è diventato l’uomo derby. Con lui in campo i biancocelesti hanno vinto anche le due successive sfide con la Roma e in entrambe Klose è stato decisivo. Procurandosi il rigore che ha spezzato l’equilibrio del derby del 4 marzo 2012 (Lazio in vantaggio con Hernanes dal dischetto e Stekelenburg espulso; la partita è poi finita 2-1 per la Lazio). E segnando uno dei tre gol con cui la squadra di Petkovic si è aggiudicata la sfida di andata di questo campionato l’11 novembre scorso. E non è tutto. Perché, prima di diventare laziale, Klose aveva già incrociato una volta la Roma, con il Bayern nella Champions 2010-11: 2-0 per il Bayern e un gol (il secondo) di Klose. Era la partita di andata che si giocò a Monaco, Klose saltò poi la sfida di ritorno a Roma.

Il postino suona ancora? Il tedesco, insomma, il suo poker (di vittorie consecutive con la Roma) lo ha già realizzato. Ora vuole però regalarlo anche alla Lazio. Lui, apparentemente freddo e distaccato, sente in realtà moltissimo la sfida. «Ti dà sensazioni uniche», disse tempo fa. Per non perderla, all’andata, beccò un provvidenziale cartellino giallo (era diffidato) nella penultima partita prima del derby. E non corse così il rischio di saltare la Roma per squalifica. A fargli capire fino in fondo cosa significhi vincere un derby nella Capitale fu un postino (di fede laziale) all’indomani di quel suo gol che regalò la vittoria alla Lazio allo scadere. «Invece di consegnarmi la posta si buttò ai miei piedi e li baciò», raccontò qualche tempo dopo tra il divertito e l’esterrefatto.

Condizioni precarie Anche alla vigilia di quel derby deciso all’ultimo secondo Klose non era nelle migliori condizioni. Particolare che non gli impedì di essere l’uomo del match. Petkovic spera in un bis, ma stavolta il Totem è effettivamente al 50-60%. I grandi campioni, però, sanno decidere le sfide importanti anche quando sono a mezzo servizio. Per questo il tecnico di Sarajevo non ha avuto dubbi nel puntare su di lui. Così come Klose non ha avuto dubbi nel rispondere presente. E’ il derby, non una partita qualsiasi. E c’è una tradizione favorevole contro laRomada rinnovare.

La Gazzetta dello Sport

Cittaceleste

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