Klose non si ferma più

Klose non si ferma più

 Quando Candreva è partito come un missile sulla fascia destra, Klose ha alzato gli occhi, si è accorto che Abate era troppo avanti e Bonera, fermo come un palo della luce, stava guardando il pallone. Il tedesco, quasi senza farsi vedere, è andato a cercare lo spazio libero sul palo…

 Quando Candreva è partito come un missile sulla fascia destra, Klose ha alzato gli occhi, si è accorto che Abate era troppo avanti e Bonera, fermo come un palo della luce, stava guardando il pallone. Il tedesco, quasi senza farsi vedere, è andato a cercare lo spazio libero sul palo più lontano e poi ha “chiamato” Candreva. E’ bastato un gesto, la mano destra alzata e il fantasista di Tor de Cenci, che il pallone lo mette dove vuole e cambia gioco sventagliando anche da cinquanta metri, ha capito tutto. Senza perdere un istante, cross morbido a tagliare l’area di rigore, un assist al bacio. Klose s’è avventato sul pallone, ha aperto il piatto e ha fulminato Amelia. L’Olimpico è esploso, brividi veri, una notte fantastica, di calcio
sublime. La prodezza del tedesco, il Milan in ginocchio, la Lazio tra le grandi. Quasi una favola. Niente capriola per Miroslav: a 34 anni continua a segnare con regolarità impressionante, ma ha deciso di non concedersi licenze, ha voglia di andare avanti ancora a lungo. Meglio festeggiare senza rischi. Altra sfumatura significativa per capire lo spessore del campione.

DUELLO – Klose ha steso il Milan un’altra volta, questa volta vincendo. Ai rossoneri, nel settembre 2011, aveva realizzato il suo primo gol italiano. Quella sera la squadra di Reja ne fece due a San Siro e non riuscì a evitare la rimonta di Ibrahimovic e Cassano. Ieri riprenderne tre all’Olimpico era impossibile, anche se qualche sofferenza nel finale c’è stata. Sesto gol in otto giornate di campionato (sette da titolare, con il Genoa Petkovic lo sganciò nell’ultimo quarto d’ora). Con la zampata sotto la Curva Nord, Klose ha agganciato Cavani in testa alla classifica marcatori. Nella stagione passata un infortunio muscolare e una squadra incapace di assisterlo in fase offensiva, ne rallentarono l’ascesa nel girone di ritorno e il tedesco si fermò a quota 13 gol. Chissà dove riuscirà ad arrivare quest’anno e se dullerà sino all’ultima giornata con il Matador per il titolo dei bomber. Ibra è andato in Francia al Psg e la Juve davanti non ha un cannoniere principe. Non ci sono centravanti più forti di Cavani e Klose in Italia, questa è la verità e la speranza per Napoli e Lazio di restare agganciati al treno bianconero, che sta viaggiando a velocità irresistibile.

FIRENZE – Fuoriclasse senza tempo, signore del gol, campione di fair play. Klose, dopo i tre gol in due partite realizzati con la Germania che gli hanno permesso di avvicinarsi al record di Gerd Muller e di raccogliere gli applausi a Berlino della cancelliera Angela Merkel, s’è gestito in campo come pochi sanno fare. Prima mezz’ora con un filo di gas, poi ha ingaggiato un duello a spallate con Yepes e Bonera, ha rincorso e aiutato il centrocampo della Lazio nella fase di non possesso del pallone, facendo attenzione a non prendere il giallo. Il gol e la sofferenza nel finale. Tagliavento, che pure ha perso il controllo della partita nell’ultima mezz’ora, gli ha portato il rispetto che si deve ai campioni. Klose era e resta in diffida. Così potrà giocare anche domenica prossima a Firenze, dove di sicuro sarà accolto in modo diverso dalla stagione passata, quando venne fischiato perché tutti i tifosi viola gli rimproveravano quel gol in fuorigioco realizzato con il Bayern Monaco in Champions League. Giovedì il tedesco è stato premiato dalla Fiorentina a Formello con il “Cartellino Viola”, il premio istituito da Della Valle per celebrare i gesti (rari) di fair play nel calcio. Quel gol segnato di mano e restituito al Napoli alla fine di settembre è già diventato la cartolina di Miroslav Klose, ha fatto il giro del mondo e ha fatto parlare ancora di più delle sue prodezze: 10 gol in 15 partite ufficiali dall’inizio della stagione (compresa la nazionale), 7 in 10 con la Lazio, 270 in carriera.

Il Corriere dello Sport

Cittaceleste

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