Klose vuole un gol buono

Klose vuole un gol buono

 Klose prenota un gol buono. La mano galeotta e la confessione del San Paolo lo hanno fatto diventare un simbolo del fair play e s’è pure guadagnato i complimenti di Blatter, gran capo della Fifa. Il centravanti tedesco era rimasto a secco anche a Londra con il Tottenham, fallendo un…

 Klose prenota un gol buono. La mano galeotta e la confessione del San Paolo lo hanno fatto diventare un simbolo del fair play e s’è pure guadagnato i complimenti di Blatter, gran capo della Fifa. Il centravanti tedesco era rimasto a secco anche a Londra con il Tottenham, fallendo un gol a porta vuota, e poi nell’ultimo quarto d’ora con il Genoa, quando Petkovic lo aveva sganciato con l’obiettivo di spezzare l’equilibrio e vincere la partita. Tre partite di fila fanno la statistica, sono più di un indizio. Da quando è arrivato a Formello, Klose non ha mai raggiunto le quattro presenze consecutive senza segnare. C’è un solo precedente, relativo allo scorso autunno, in cui il suo digiuno è stato più lungo, ma venne frazionato in due parti a causa di un’assenza per infortunio nel mezzo e con un minutaggio ridottissimo. Si fa presto a riassumere la storia: niente gol per Klose in Europa League con lo Zurigo (3 novembre e solo 45’ in campo), l’ingresso negli ultimi 7 minuti per sbloccare la partita con il Parma (1-0 gol di Sculli il 6 novembre), niente trasferta a Napoli il 19 novembre per una contusione alla tibia, digiuno con la Juventus (0-1 il 26 novembre), con il Vaslui in Europa League (primo dicembre) e con il Novara (5 dicembre). Il pescatore di gol si sbloccò il sabato successivo a Lecce realizzando una doppietta e favorendo anche la rete di Cana.

RUOLINO – Perché, la verità è questa, da quando indossa la maglia della Lazio, Klose non è rimasto a secco per più di tre partite di fila. Ha segnato con regolarità e costanza impressionanti, ha giocato per la squadra e ha finalizzato, s’è rivelato un valore aggiunto per Reja nella stagione passata e si è confermato agli stessi livelli con Petkovic, tornando a giocare in Italia dopo le vacanze, gli Europei e uno stiramento che lo aveva di fatto costretto a chiudere la stagione a metà marzo, con largo anticipo rispetto alla volata per la Champions.

INIZIO – Il Siena è avvertito. La Lazio è entrata in zona Klose. Tottenham, Genoa e Napoli si sono salvate. Gira e rigira, il tedesco tornerà a segno. Sarebbe la prima volta in assoluto, da un anno e mezzo a questa parte, se oggi infilasse la quarta presenza consecutiva con la maglia biancoceleste senza entrare nel tabellino dei marcatori. Miroslav tornerà a guidare l’assalto, cercando un’altra prodezza per esaltare l’Olimpico: il 2 settembre aveva steso il Palermo realizzando una doppietta, al Bentegodi dopo la ripresa del campionato era riuscito a mettere in rete con un tap-in dopo l’incursione di Hernanes. Tre gol in cinque presenze. E in Europa League, la sera del 23 agosto, aveva spianato la strada ai biancocelesti incornando di testa gli sloveni del Mura.

MEDIE – Nel Bayern Monaco, con Van Gaal, aveva perso spazio, fiducia e considerazione. Alla Lazio sta vivendo un’altra fase prestigiosa della sua carriera: 16 gol in 32 presenze in campionato indicano la media di Klose, che segna in serie A un gol ogni due partite. Il conto, mettendoci l’Europa League, sale a 20 reti in 40 partite con la Lazio. Tutti numeri che confortano Petkovic. Difficile che il tedesco, sotto porta, continui a sbagliare…

Il Corriere dello Sport

Cittaceleste

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