Kozak e Zarate: assalto a Klose

Kozak e Zarate: assalto a Klose

ROMA – La notizia di due giorni fa: Kozak e Zarate sono stati provati da Petkovic nel blocco dei titolari impiegato con il Sulmona. L’ipotesi: potrebbero scendere in campo al Bentegodi dal primo minuto. Il centravanti ceco e l’attaccante argentino vanno all’assalto di Klose, appena rientrato dalla trasferta con la…

ROMA – La notizia di due giorni fa: Kozak e Zarate sono stati provati da Petkovic nel blocco dei titolari impiegato con il Sulmona. L’ipotesi: potrebbero scendere in campo al Bentegodi dal primo minuto. Il centravanti ceco e l’attaccante argentino vanno all’assalto di Klose, appena rientrato dalla trasferta con la nazionale. Petkovic sceglie e ci pensa, ferma restando l’idea di portare avanti il più possibile lo stesso assetto collaudato (con successo) nelle prime quattro uscite ufficiali della stagioni. Ma la sfida con il Chievo apre una lunga serie di impegni ravvicinati tra campionato ed Europa League, sette partite in tre settimane che orienteranno il destino della squadra biancoceleste. La necessità di preventivare il turnover in alcuni ruoli, l’esigenza di coinvolgere nel progetto e sfruttare in pieno il potenziale offensivo a disposizione. Dietro a Klose, che può anche essere gestito e tutelato, proprio perché si tratta dell’unico vero fuoriclasse della Lazio, ci sono altre quattro punte. E il borsino di Petkovic si aggiorna in continuazione. Kozak ha confermato il sorpasso su Floccari, Zarate ha staccato Rocchi. Questo dice il campo in attesa che lo scenario cambi di nuovo, perché così vuole la concorrenza e tutti lottano sulla stessa linea. Kozak e Zarate, in coppia, hanno steso gli sloveni del Mura. Storia del 30 agosto all’Olimpico. Una tripletta in tandem per mettere il sigillo all’ingresso nei gironi di Europa League, due gol il gigante ceco e un destro in diagonale del puntero argentino, che non segnava con la Lazio dal 22 maggio 2011. Hanno bussato a Petkovic, sono pronti per riprendersi la scena anche in campionato. Ma Klose tirerà il fiato subito oppure a Londra?

KOZAK-Quella notte e quei due gol al Mura hanno cambiato tutto. Petkovic ha iniziato a guardarlo con occhi diversi e la Lazio l’ha blindato. Lotito aveva pensato di cedere alle richieste di Kozak, aveva pensato di prestarlo (a malincuore) al Siena per farlo crescere, per non farlo sentire chiuso dietro Klose, Floccari e Zarate. Quel Kozak da sfondamento alla fine se l’è tenuto stretto. Il trasferimento in Toscana sfumò a poche ore dal  gong  del mercato. La Lazio affrontò gli sloveni giovedì 30 agosto e la doppietta di Kozak assicurò la qualificazione alle fase a gironi di Europa League.

LA CRESCITA –  Si è fatto largo, è balzato in pole nelle gerarchie La sua media gol cresce sempre più Mura, due gol martedì nell’amichevole contro il Sulmona a Formello. Un doppio biglietto da visita per sperare in una chiamata contro il Chievo. Per carità, non parliamo di super test, ma è da valutare la crescita dimostrata dal bomber ceco, la puntualità sotto porta, la sua prolificità. Sta scalando le gerarchie tra gli attaccanti, ha scavalcato Floccari, è balzato in pole nelle preferenze, nella classifica dei vice Klose. «E’ malato, malato di gol» , ripeteva Reja. E’ nato per segnare e crescere all’ombra di Miro può aiutarlo, può fargli bene. L’importante è che Kozak trovi spazio non solo quando c’è da tappare un buco o quando c’è da risolvere una pratica in corso. Non è solo l’uomo del pronto intervento, l’ha dimostrato. L’ha detto con educazione, gli dà fastidio essere considerato l’attaccante di scorta e d’emergenza. Reja aveva dubbi, ci pensava due volte prima di sganciarlo dal primo minuto, lo vedeva meglio da subentrante. Petkovic gli ha fato fiducia nel match di ritorno contro il Mura ed è stato ripagato. Kozak era stato utilizzato poco nel precampionato, spingeva per giocare altrove. In quella famosa notte tutto cambiò all’improvviso: Libor segnò due gol, scaraventò un pallone sotto la traversa e ribucò il portiere degli sloveni da lì a poco. Due gol, si prese la copertina della serata e si trovò al centro di un lungo dopo gara. I protagonisti smentirono, ma il bomber ceco rimase negli spogliatoi dell’Olimpico per parlare con Lotito, Tare e Petkovic. Lì si decise il suo futuro, la sua conferma.

LA STORIA –  Kozak e la Lazio, può essere questa la stagione della consacrazione. Non ha mai avuto paura di volare, fece il salto dalla B ceca all’Europa laziale. Lo volle l’ex diesse Sabatini, lo battezzò Lotito. Sono passati tanti anni, il piccolo Kozak è cresciuto. Lui che piccolo non è mai stato per caratteristiche fisiche evidenti:  «Ricordo i miei primi calci al pallone con l’Opava. Ero poco più che bambino quando scelsi di diventare calciatore e lo feci nella squadra più importante della mia Regione. Agli inizi giocavo in difesa, facevo lo stopper e solo per qualche minuto durante la partita l’allenatore mi spostava in attacco, lo faceva perché ero alto. Il tempo di fare gol e poi tornavo dietro» , raccontò una volta il bomber ceco. Libor è diventato un idolo in famiglia e tra gli amici. Terzogenito di papà Ladisla e mamma Elisa, è l’eroe di Brumovice, il villaggio di seimila anime che l’ha visto nascere e che tifa per vederlo giocare titolare.

ZARATE-  Kozak e Zarate, una coppia nata funzionante. Destini che s’incrociano, storie che s’accomunano, spazi che s’allargano, gol che piovono. Kozak e Zarate dietro Klose. Anzi no, all’assalto di Klose. Bomber Miro è intoccabile, ma non è un robot, qualche volta deve riposare anche lui, meglio non spremerlo. E allora toccherà anche da altri giocare là davanti quest’anno, per fortuna c’è varietà di scelta.

MAURITO – Uno che scalpita da anni è Maurito, il Pibe di Haedo. E’ un peccato non averlo ancora visto accanto a Klose, è un piacere vederlo in tandem con Kozak. Si trovano bene, hanno La sua rincorsa è iniziata in estate Petkovic gli chiede sacrificio nel gioco Quel gol al Chievo colpito contro il Mura e si sono riproposti martedì nell’amichevole col Sulmona. Avversari a parte, i due compari funzionano, sanno integrarsi. Zarate aspetta la grande occasione, ha iniziato una lunga rincorsa e vuole completarla. Sta lavorando senza sosta da due mesi, senza risparmiarsi, s’allena in silenzio, rispettando regole e orari, pensando solo al campo, all’amore per la sua Lazio. Petkovic lo stima, l’ha seguito e coccolato in ritiro, gli ha dato consigli e ora potrebbe regalargli una maglia da titolare. Zarate è stato provato nel test di tre giorni fa, agiva sulla sinistra, partiva largo. Ha firmato una doppietta, un gol l’ha siglato sfruttando un calcio d’angolo, incornando di testa, lui che non è un watusso.

GRUPPO E RUOLO –  Il gruppo l’ha accolto bene, non c’è stata crisi di rigetto. Rocchi, il capitano, ha speso parole dolci nei confronti di Maurito durante il ritiro di Auronzo. E Brocchi ieri ha fatto lo stesso, ha inviato a Zarate messaggi d’affetto, l’ha spinto a crederci, s’è augurato di rivederlo sgusciante e imprendibile come accadeva in passato. Maurito vuole ripagare la fiducia, è pronto al sacrificio, è pronto a tutto pur di giocare. Sa che Petkovic chiede pressing e attenzione alla fase difensiva, li chiede anche a Klose, nessuno può tirarsi indietro. Maurito s’è detto pronto a coprire la mansione, si aspettano conferme in campo. Fisicamente sta bene, mentalmente è carico. Il matrimonio con Natalie e la nascita di Mia, la sua primogenita, l’hanno reso più maturo. Vuole tornare su grandi livelli, la Lazio lo aspetta, i tifosi non hanno mai smesso di amarlo, credono in lui. E’ forte la sua voglia di campo e di gol. In campionato non gioca con la Lazio dal 22 maggio 2011, dal match di Lecce, dalla domenica in cui segnò una doppietta.

IL CHIEVO –  Zarate intriga Petkovic, Zarate punta il Chievo. A Verona ha colpito in passato, era il 26 settembre 2010, sono passati due anni, segnò il gol vittoria, si sbloccò, non realizzava dal febbraio precedente. La Lazio quel giorno volò in testa alla classifica, s’affiancò all’Inter, diventò capolista in condominio. Non è tutto: l’argentino servì un assist al bacio a Pandev, era il 29 ottobre 2008, il macedone segnò il gol del momentaneo 1-1, i biancocelesti erano in svantaggio. Decise tutto un autogol di Mantovani, il Chievo finì al tappeto. Zarate a Verona sa colpire, sa essere decisivo, sa vincere. 

fonte: corriere dello sport

Simone Davide-Cittaceleste.it

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