Kozak vuole sfondare in serie A

Kozak vuole sfondare in serie A

Il pallone di Lazio-Stoccarda, con il logo dell’Europa League, lo ha portato nel salotto di casa. Prima di infilarlo in borsa e uscire dallo spogliatoio dell’Olimpico, giovedì sera ha chiesto ai suoi compagni di autografarlo, gesto apprezzato dalla squadra e svelato dal team manager Manzini. Le firme in bella evidenza…

Il pallone di Lazio-Stoccarda, con il logo dell’Europa League, lo ha portato nel salotto di casa. Prima di infilarlo in borsa e uscire dallo spogliatoio dell’Olimpico, giovedì sera ha chiesto ai suoi compagni di autografarlo, gesto apprezzato dalla squadra e svelato dal team manager Manzini. Le firme in bella evidenza di Radu, Hernanes e Candreva, gli autori degli assist. Tre inviti al bacio per Libor Kozak, che se avesse trasformato anche il cross di Lulic avrebbe calato il poker, eguagliando il record di Inzaghino (4 gol al Marsiglia in Champions). Un minuto dopo ha incornato di testa e infilato il portiere tedesco Ulreich, passando alla storia per la sua prima tripletta e per il balzo prepotente al comando della classifica
Cerca conferme anche in Italia A Torino esordì dal primo minuto in campionatomarcatori: 10 gol dall’inizio del torneo, 8 a partire dalla fase a gironi. Ha scavalcato Cavani, staccato Palacio e Rondon, entrando nella scia del colombiano Falcao, re dei bomber nelle ultime due edizioni dell’Europa League con le maglie di Porto e Atletico Madrid.

DIFFERENZA – L’impresa con lo Stoccarda, realizzata a un mese di distanza dalla doppietta del Borussia Park, gli ha regalato fiducia, convinzione e riflettori. Forse anche la convocazione in nazionale. Ha qualche possibilità di entrare oggi nella lista dei convocati della Repubblica Ceca per le partite con Danimarca e Armenia. Lo stiramento di Floccari, unito all’infortunio di Klose, gli riconsegnerà un posto da titolare. Stasera il centravanti ceco tornerà a guidare la Lazio. Ha bisogno dei cross di Candreva e Lulic per spezzare il digiuno e cominciare a sovvertire un’etichetta scomoda. In Europa segna con regolarità impressionante e sfrutta ogni occasione, 10 gol in 9 presenze per un totale di 550 minuti in campo, alla media di una rete ogni 55′. In campionato non gli sono bastati 469 minuti, frazionati in 12 presenze, per andare a segno. Ha sofferto la concorrenza di Klose e Floccari, prima anche di Rocchi, e si trova ancora a secco. Nelle gerarchie di Petkovic era partito come vice del centravanti tedesco. Ha perso terreno tra dicembre e gennaio, adesso si ritrova una nuova occasione.  «Perché segna di meno in Italia? Questione di convinzione. E poi deve abituarsi a muoversi in spazi più stretti, ma sono sicuro che possa imporsi anche nel nostro campionato» ha spiegato ieri il tecnico di Sarajevo, provando ad analizzare la differenza di rendimento del ceco.

QUEL PALO – Un’altra opportunità per riprendersi la Lazio da protagonista. E’ la quarta volta in cui Kozak parte titolare in questo campionato. Tre precedenti poco confortanti. Petkovic gli aveva consegnato un posto con il Genoa all’Olimpico (0-1), a Bologna (0-0) dove rimediò anche un cartellino rosso per doppia ammonizione, e infine a Siena (0-3) quando era stato schierato in coppia con Floccari. Due sconfitte, un pareggio, neppure un gol all’attivo per la squadra biancoceleste. Eppure sotto la guida di Reja, negli ultimi due campionati, Kozak era riuscito a segnare 10 gol in 36 presenze. Una buona media, molto vicina a quella tenuta quest’anno in Europa League. Libor vuole tornare a volare anche in serie A. Lotito e il ds Tare ci hanno sempre creduto e lo hanno difeso senza prendere in considerazione le tante richieste arrivate a Formello. Delio Rossi lo fece esordire il 2 maggio 2009 a San Siro con l’Inter, sganciandolo negli ultimi minuti come fece due settimane dopo con la Reggina: la Lazio si stava preparando alla finale di Coppa Italia. Kozak torna nello stesso stadio dove giocò, il 31 maggio 2009, per la prima volta da titolare in serie A. Era l’ultima di Rossi sulla panchina biancoceleste e la partita di addio al calcio di Nedved, la Juve giocava ancora all’Olimpico di Torino, finì 2-0 per i bianconeri con la doppietta di Iaquinta. Kozak, quasi debuttante, colpì un palo. Stasera, sotto la neve, proverà a rimettere a posto la storia.

Il Corriere dello Sport

Cittaceleste

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy