Kozak:”Due gol,ma non sono felice”

Kozak:”Due gol,ma non sono felice”

Felice e scontento, proprio così. Due gol e tre punti di sutura, gioie e dolori. E’ felice a metà perché gioca poco. Ma quando gioca, segna: «A nessun giocatore piace stare in panchina, adesso è così e non sono contento. Ma ora mi godo questa vittoria e questi due gol.…

Felice e scontento, proprio così. Due gol e tre punti di sutura, gioie e dolori. E’ felice a metà perché gioca poco. Ma quando gioca, segna:  «A nessun giocatore piace stare in panchina, adesso è così e non sono contento. Ma ora mi godo questa vittoria e questi due gol. Non è facile essere sempre sotto pressione, sapere che ci sono poche opportunità per giocare. Il modulo lo decide il mister, io cerco di metterlo in difficoltà giocando bene e impegnandomi al massimo» . Furia Kozak, segna e vuole più spazio. In estate aveva chiesto la cessione, a gennaio potrebbe richiederla. Furia Kozak, quattro reti europee in centosessantasette minuti di gioco. E’ la sua riscossa, la sua rivincita. Era finito nel dimenticatoio, è tornato prepotentemente rimescolando le gerarchie d’attacco. I gol di Libor, gli applausi di Klose dalla panchina, l’allievo festeggiato dal maestro. Una splendida doppietta firmata di piede, senza capocciate. La testa, il bomber ceco, ieri se l’è rotta in un contrasto di gioco. Ha giocato bendato, ma ci ha visto benissimo. Stavolta i gomiti li hanno affondati nel suo costato, non riusivano a fermarlo i difensori del Panathinaikos. Super Kozak, bomber d’Europa. Quattro reti in due partite, segna a raffica quando gioca in Coppa. Aveva schienato il Mura nel match di ritorno, ha mandato al tappeto i greci rifilandogli lo stesso numero di gol, era entrato nel finale contro il Maribor, solo un minutino di gioco o poco più. Kozak ha fatto il vuoto, il Panathinaikos s’è inchinato deferente.

LA MEDIA – Ha medie gol da urlo. Era partito in pole, come vice Klose, dopo la doppietta al Mura. Arrivò il match col Genoa, la sconfitta dell’Olimpico, e Petkovic diede fiducia a Floccari. Poi è stato il turno di Rocchi, di Kozak s’erano perse le tracce. Rieccolo in campo, rieccolo sotto porta, rieccolo grande, rieccolo bomber affamato, animale da gol come lo definì Reja.  «Io cerco sempre di dare il massimo, sapevo che sarebbe stata una bella opportunità per me. Non era facile entrare subito in partita, ma ero sicuro di fare bene. Abbiamo fatto vedere che tutti abbiamo voglia di giocare e di mettere il mister in difficoltà nelle scelte. Abbiamo dimostrato che possiamo giocare anche noi, è una gioia essere all’altezza dei titolari» . Due gol belli e diversi. Irridente quella veronica, splendida quella parabola morbida finita all’incrocio. E poi il raddoppio di rapina, tirando di prima, centrando l’angolino alla destra del portiere greco. Ha dato spettacolo Kozak, lui che non è un fantasista del gol, lui che non ha la grazia dei cannonieri di classe. Ma i palloni che tocca diventano oro, non è la prima volta che capita:  «Ho fatto appositamente quel gol. Quando ho ricevuto il passaggio non ho sentito l’avversario vicino, la palla mi è rimasta sotto e quindi dovevo un po’ alzarla. Per fortuna è andata bene» . Due gol, gli applausi di Klose, i complimenti di Petkovic in conferenza stampa:  «Sono molto contento per Libor, ha attraversato un periodo molto delicato, altri attaccanti hanno avuto la possibilità di giocare. Kozak ha dimostrato che mentalmente era pronto, ha affrontato una partita di valore e ha messo in mostra le sue qualità. Ora ho di nuovo la possibilità di allargare le scelte in attacco» , ha detto Vlado.

ZARATE – La riscossa di Kozak e di Zarate. Niente orecchie tirate, Maurito stavolta ha convinto Petkovic:  «Ha giocato per la squadra e la squadra gli ha permesso di esaltare le sue qualità. Zarate ha migliorato le carte per il resto del campionato» . Una prova convincente, tanta corsa, tanto impegno, tanto sacrificio. Una prova che rilancia le quotazioni di Maurito nella Lazio, è stata pure la sua serata. Non ha trovato il gol, l’ha fatto segnare a Floccari (è di Zarate l’assist che ha portato al 3-0). La Lazio ha ritrovato la vittoria, Libor e Mauro hanno ritrovato spazio, ma non il posto da titolari. Felicità a metà.

Il Corriere dello Sport

Cittaceleste

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