Kozak:”Mai dire mai”

Kozak:”Mai dire mai”

Due gol di forza, due gol di prepotenza. Due gol per dimostrare quanto vale, per far rivedere le sue doti, ma il futuro è un rebus, potrebbe partire nell’ultimo giorno di mercato. «Nel calcio mai dire mai…» , ha detto ieri Kozak, protagonista della vittoria contro il Mura. Non ha…

Due gol di forza, due gol di prepotenza. Due gol per dimostrare quanto vale, per far rivedere le sue doti, ma il futuro è un rebus, potrebbe partire nell’ultimo giorno di mercato.  «Nel calcio mai dire mai…» , ha detto ieri Kozak, protagonista della vittoria contro il Mura. Non ha dato certezze, non sa cosa potrà succedere entro le 19. E’ tutto aperto, è tutto possibile. Kozak è arrivato tardi in zona mista, è rimasto negli spogliatoi a lungo, avrebbe incontrato il presidente Lotito e il diesse Tare. Non ha confermato il vertice, ma qualcosa bolle in pentola, sono in corso valutazioni. Kozak ha ricevuto alcune richieste, Kozak vorrebbe andare a giocare altrove, ha spinto molto per la cessione negli ultimi tempi. Kozak chiede spazio, si sente troppo chiuso:  «Con Petkovic ho parlato, tra di noi non ci sono problemi. E’ vero, sono un po’ scontento, ma bisogna andare avanti e dimostrare il proprio valore. La voglia di giocare c’è sempre, è normale che sia così. Cerco di farlo il più possibile» , ha confessato il gigante ceco. Ieri è partito titolare, ha bucato la porta degli sloveni due volte, è stato un cecchino. Ha firmato un gol di potenza e un gol di rapina, rubando palla agli avversari e centrando il bersaglio. Kozak segna, le reti l’hanno reso felice:  «Ho giocato e di questo sono felice, ho avuto un’opportunità e ho cercato di sfruttarla al meglio. Cerco sempre di mettere in difficoltà il mister» . Ha esultato con rabbia dopo il primo gol, ha spiegato il motivo:  «Ero un po’ arrabbiato, ma lo ero con me stesso. Prima del gol dell’1-0 avevo sbagliato un paio di palloni, non avevo sfruttato al meglio le occasioni che mi erano capitate. Ecco il perché della reazione. Devo essere più preciso» .

L’UMORE – Kozak non ha mai fatto polemiche, ha aspettato il suo turno in silenzio. Ma dentro ha sofferto, è partito sempre in terza o seconda fila, pur segnando, pur dimostrando il suo talento. Ama la Lazio, è la squadra che l’ha scoperto, cresciuto e valorizzato, ma deve guardare alla sua carriera. Ha voglia di giocare il più possibile:  «Nella Lazio sto bene, sotto questo punto di vista non ho problemi. Tutti vogliono giocare con maggiore continuità, penso sia normale. Prima di questa partita ero un po’ giù, i due gol mi hanno reso felice, ma l’importante era passare il turno e ci siamo riusciti. Vogliamo andare avanti il più possibile in Europa League, conta prima di tutto il bene della squadra, i singoli vengono dopo. La prestazione è stata positiva, ci siamo mossi bene, dovevamo centrare questo obiettivo e ci siamo riusciti. Ora c’è da pensare al Palermo»
«Ho esultato con rabbia perché avevo sbagliato troppo sotto porta. I gol mi hanno reso felice». La Champions è il grande obiettivo della Lazio, il tabù da sfatare:  «Speriamo di farcela quest’anno, abbiamo sfiorato la qualificazione per due stagioni, abbiamo una nuova possibilità e cercheremo di non sbagliare l’aggancio» . Kozak non è soltanto l’uomo dell’emergenza, il jolly da calare nel momento del bisogno, quando le partite sono bloccate. Kozak non è soltanto il bomber da convocare dalla panchina, da lanciare nella mischia in corsa:  «Non penso a questo, sento certi commenti, li conosco e non è una cosa bella, ma vado in campo tranquillamente. Non mi faccio condizionare dal fatto che gioco 15 minuti o 90. Do il massimo per la squadra, fa parte del mio modo di essere» . Kozak è cresciuto, ma non vuole fermarsi. Sta migliorando, sta trovando continuità di rendimento, non ha mai perso confidenza con il gol. Reja non lo vedeva dall’inizio, preferiva sganciarlo a partita iniziata:  «Mi manca ancora molto, devo crescere, devo migliorare tecnicamente per far parte di un campionato importante come la serie A. Ripeto, il mio compito è lavorare, devo farmi trovare pronto» . Nella Lazio o chissà dove…

Il Corriere dello sport

Cittaceleste

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy