• SUL CAN. 669 DELLA TUA TELEVISIONE TROVI CITTACELESTE TV - 24 ORE AL GIORNO, IN DIRETTA, PER PARLARTI DI LAZIO!

«L’Europa e i giovani, mix ideale»

«L’Europa e i giovani, mix ideale»

E’ dentro il progetto Lazio più di ogni altro, perché ha vinto lo scudetto con la Primavera e ora insegue l’Europa League con Reja. Lotito l’estate scorsa aveva pensato di affidargli la direzione dell’Academy, Alberto Bollini voleva restare sul campo. E’ un uomo Lazio e ieri, intervenendo alla radio ufficiale,…

di redazionecittaceleste

E’ dentro il progetto Lazio più di ogni altro, perché ha vinto lo scudetto con la Primavera e ora insegue l’Europa League con Reja. Lotito l’estate scorsa aveva pensato di affidargli la direzione dell’Academy, Alberto Bollini voleva restare sul campo. E’ un uomo Lazio e ieri, intervenendo alla radio ufficiale, ha parlato di tutto. Partendo dalla rinascita della squadra ereditata da Petkovic a Capodanno. «Ora con Reja captiamo una maturità e una spensieratezza che qualche mese fa non vedevamo. Tutto e subito non si poteva fare. A gennaio non era semplice ripartire». Funziona il connubio con Reja, sono arrivati 28 punti in 15 giornate. «Non è male, anche perché il più positivo degli ottimisti a gennaio non ci avrebbe pensato. Dobbiamo continuare, siamo a due punti all’Europa, il gruppo ci deve credere, mancano sei partite, proveremo a centrare un obiettivo insperato. Con saggezza, entusiasmo e lavoro abbiamo ristabilito una situazione non facile» ha raccontato Bollini. E’ più di un vice, è operativo sul campo, cura l’addestramento della difesa e non solo. La Lazio si è sistemata dietro e ha ritrovato brillantezza nella fase offensiva. «I primi difensori sono gli attaccanti. Con la Samp la coppia centrale è stata impeccabile nelle distanze, nelle marcature, nella lettura delle traiettorie. Bravi Konko e Radu nell’uno contro uno sugli esterni. Gabbiadini quasi mai è andato al tiro. Anche il centrocampo ha fatto un buon filtro, la Samp non aveva rifornimenti puliti. Okaka è in un buon momento, ma Biava accorciava bene, sta dimostrando attraverso intelligenza tattica e il tempismo di essere uno dei migliori difensori italiani». Il 4-3-3 sta dando risultati. «Con il cambio di corsia Keita-Candreva abbiamo creato più pericoli. Mauri non lo scopro io, è molto intelligente, sa interpretare più ruoli, il suo ingresso ci ha aiutato».

 

CRESCITA – Procede l’integrazione del gruppo con i giovani già allenati da Bollini. «Provo una soddisfazione enorme, sapete quanto sono legato alla Primavera. Tre anni e mezzo di risultati incredibili e la valorizzazione di ragazzi arrivati in prima squadra. Vedere Onazi, Keita e gli altri emersi attraverso un grande lavoro da sotto è un piacere». Gli esordi pesano più delle medaglie. «Nel vivaio conta di più la valorizzazione o un trofeo? Io sono stato elogiato di più per i risultati. Eppure c’è stato anche altro. Nel 2006 ero alla Samp e portammo 5 ragazzi in serie A, l’anno successivo ero alla Fiorentina e ne portammo altrettanti. La finale scudetto fu proprio tra Fiorentina e Sampdoria, in campo c’erano 19 ragazzi sui 22 che avevo allenato nell’anno solare».

MINALA
– Il passaggio dalla Primavera alla prima squadra è stato quasi impercettibile. «Non sono passati tanti giorni. Vivo molto forte il sentimento del gruppo, lasciato il 31 dicembre. Dopo uno scudetto, è difficile riuscire a ripetersi, ma questo gruppo ci sta riuscendo. Sette undicesimi arrivano dalla stagione passata, a cui si è aggiunto Minala, tesserato alla fine di dicembre. Le soddisfazioni che viviamo sono individuali, intime. Io le vivo attraverso i messaggi che mi mandano i ragazzi della Primavera appena è finita la partita o quando vedono la prima squadra». Inzaghi è stato abilissimo a entrare in corsa. Non ha alterato gli equilibri, ha aggiunto altro entusiasmo. «E’ stato bravo Simone a portare avanti questo lavoro attraverso l’aiuto del vice Andrea Ferdenzi, dei preparatori Zappalà e Di Maria, del medico Morelli». Domani sera Bollini raggiungerà Firenze per assistere alla finale di Coppa Italia. «Il 3-1 dell’andata è un sigillo importante, ci vuole molta attenzione, ma non ricordo la nostra Primavera che non segna un gol: 34 punti nel girone d’andata sono stati un record. Ora Simone ha centrato una finale storica. Ricordo il precedente di dieci anni fa, 2-2 a Formello con l’Atalanta e sconfitta per 2-1 a Bergamo. Dall’altra parte giocavano Montolivo, Bianchi, Pazzini e altri poi arrivati in serie A. Fu una festa del settore giovanile. Mi auguro sia così anche al Franchi. I nostri ragazzi meritano questo trofeo».

FUTURO
– Lo sguardo è rivolto alla prossima stagione. Bollini ha parlato anche di chi ha vissuto gli ultimi mesi lontano da Formello. «Cataldi a Crotone ha vissuto una stagione di consacrazione, ha conquistato l’Under 21, credo sia nei programmi della società e di Reja. Rozzi a Madrid ha avuto poco minutaggio, ma gli va data fiducia, ha potenzialità e qualità. E poi c’è anche la Salernitana dove far crescere i nostri ragazzi, un patrimonio importante perché in Italia non c’è la seconda squadra».

Corriere dello Sport

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy