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La cantera della Lazio

La cantera della Lazio

Non è più possibile etichettarlo come un talento della Primavera. Keita Balde Diao, numero 14 della Lazio, fa già la differenza. Crescita esponenziale, prospettive da top player se non si guasterà: 20 presenze in serie A, neppure a tempo pieno, 4 gol e 3 assist, l’ultimo a Candreva contro la…

di redazionecittaceleste

Non è più possibile etichettarlo come un talento della Primavera. Keita Balde Diao, numero 14 della Lazio, fa già la differenza. Crescita esponenziale, prospettive da top player se non si guasterà: 20 presenze in serie A, neppure a tempo pieno, 4 gol e 3 assist, l’ultimo a Candreva contro la Sampdoria. Reja l’ha sganciato e lo gestisce, ma difficilmente tornerà a metterlo in panchina. E’ stato un colpo vero. Tare lo aveva scoperto nell’estate del 2011, aveva ancora 16 anni, ora ne ha appena compiuti 19. Lotito se lo gode e sta preparando un altro rinnovo di contratto. Lo blinderà senza clausola di rescissione. La Lazio lo ha strappato al Barcellona: 410 mila euro di indennizzo ai blaugrana, altri 50 mila il costo dell’intermediazione. Una specie di bingo come è stato Pogba per la Juve. Keita sta diventando titolare, si è messo nella scia di Onazi (pagato 160 mila euro) e di Cavanda (15 mila l’indennizzo pagato allo Standard Liegi), che arrivò a Formello nel 2006 e ha avuto un percorso più lungo nel settore giovanile biancoceleste. 

 

ESORDIO – Domenica ha debuttato in serie A anche Joseph Minala, ‘96 di carta d’identità, scoperto da Bollini a settembre e voluto fortemente a Formello. Nella stagione passata giocava con la Vigor Perconti negli Allievi Nazionali, due anni fa era arrivato quasi da clandestino alla stazione Termini. Denunciò di essere stato abbandonato alla Polizia. Una storia pazzesca. «I giovani potranno darci una grande mano in questo finale di campionato» ha raccontato Reja dopo il successo sulla Sampdoria. E’ la Cantera della Lazio. In attesa degli acquisti pesanti (almeno quattro o cinque di livello) per avviare un nuovo ciclo della prima squadra, la società si gode e comincia a raccogliere i risultati di un lavoro avviato più di due anni fa con il vivaio. La bontà del gruppo si misura attraverso i risultati della Primavera, due finali scudetto consecutive e domani la possibilità di vincere la Coppa Italia al Franchi con la Fiorentina. E poi ci sono da contare gli esordi in A, sempre più numerosi.

SUL TRAMPOLINO
– Un anno fa Petkovic aveva fatto debuttare Luca Crecco, esterno di fascia sinistra. Nella stagione precedente Reja aveva lanciato Antonio Rozzi, finito in prestito a settembre al Real Madrid Castilla. Non ha avuto un buon minutaggio, tornerà alla base. E’ un classe ‘94, la società ci crede, ha già debuttato (e segnato un gol) con l’Under 21 di Di Biagio prima di smarrire spazio, fiducia e considerazione. Ha perso un anno, dovrà recuperare in fretta. Il futuro è suo. Come per Danilo Cataldi, mandato in prestito al Crotone. Esperienza fondamentale in serie B, Di Biagio lo ha promosso e inserito nell’Under 21, tornerà per restare. Reja e Bollini lo considerano nel progetto della Lazio che verrà. La società ha lavorato in una doppia direzione. Stranieri, ragazzi scoperti all’estero in età giovanissima, ma anche e soprattutto talenti di estrazione romana, cresciuti a Formello oppure al campo Gentili sulla via Cassia. In rampa di lancio c’è Mamadou Tounkara, classe ‘96, considerato anche più forte del suo gemello Keita. Sta recuperando, dopo l’infortunio al ginocchio, il serbo-svizzero Milos Antic. E il croato Josip Elez (ex Haiduk Spalato, costato 450 mila euro) è la risposta della Lazio a Jedvaj, pagato 5 milioni dalla Roma. Ma occhio ai prodotti di casa: Reja domenica ha portato in panchina Serpieri, stopper della Primavera. Sono in ascesa Pollace e Filippini, i due terzini. E Cristiano Lombardi non si ferma più: sta segnando un gol dietro l’altro. Ricorda Rocchi come velocità d’esecuzione e capacità di inquadrare la porta.

Corriere dello Sport

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