La difesa cambia sempre

La difesa cambia sempre

 Gira e rigira non giocano mai gli stessi, o quasi mai. Una difesa, tante difese, anche troppe. Solo una volta, nel girone di ritorno, la Lazio ha potuto esibire la stessa retroguardia. E’ successo nelle sfide disputate contro il Chievo (0-1) e il Napoli (1-1), si sono giocate a distanza…

 Gira e rigira non giocano mai gli stessi, o quasi mai. Una difesa, tante difese, anche troppe. Solo una volta, nel girone di ritorno, la Lazio ha potuto esibire la stessa retroguardia. E’ successo nelle sfide disputate contro il Chievo (0-1) e il Napoli (1-1), si sono giocate a distanza di due settimane.
Povero Petkovic, ha dovuto rivoluzionare la difesa continuamente, così non è facile trovare
Infortuni, squalifiche e indisponibilità: Petkovic ha dovuto rivoluzionare la retroguardiai meccanismi, ne risente tutta la squadra. Difesa a tre o a quattro, l’ordine degli addendi è stato cambiato sempre per cause di forza maggiore: infortuni o squalifiche, indisponibilità varie (alcune volute, vedi l’esclusione di Cavanda, non certo ascrivibile sul conto dell’allenatore).

IL RESOCONTO – Difesa rivoluzionata, ci sono le prove. Petkovic ha dovuto cambiare gli esterni e i centrali, ha dovuto associare cursori e marcatori diversi. Gli esempi: contro l’Atalanta (2-0), nel primo match del ritorno, toccò a Konko, Biava, Ciani e Radu. A Palermo (2-2) si passò al modulo a “tre”, inizialmente trovarono spazio Biava, Ciani e Radu. Contro il Chievo (0-1) il tecnico laziale poté affidarsi al quartetto titolare Konko-Biava-Dias-Radu. A Genova (3-2) no, furono schierati Ciani, Cana e Radu. I quattro Konko-Biava-Dias-Radu tornarono in campo contro il Napoli (1-1). Nuova rivoluzione a Siena (3-0), giocarono Biava, Dias e Ciani. E col Pescara (2-0) fu il turno di Konko, Cana, Dias e Radu. Altri cambi nelle partite con Milan (3-0), Fiorentina (0-2) e Torino (1-0). A Milano la difesa fu formata schierando in linea Pereirinha, Biava, Dias e Radu; contro i viola in casa Cana prese il posto di Biava; a Torino hanno avuto fiducia Pereirinha,
Contro Chievo e Napoli l’eccezione: in campo il quartetto base con Konko Biava, Dias e RaduCana, Ciani e Radu.

GLI OSTACOLI – La difesa rappresenta le fondamenta di una squadra, poter contare su un pacchetto arretrato affiatato è un vantaggio. Petkovic ha incontrato vari ostacoli da gennaio in poi, l’organico si è ristretto, gli impegni si sono moltiplicati e le fatiche sono aumentate. Vlado si augura di poter affrontare il rush finale in condizioni diverse, i continui cambiamenti difensivi non sono stati dettati soltanto dal ricorso al turnover. Le condizioni dei singoli difensori hanno subito un calo, è stato generato dagli stop frequenti. La fase difensiva va collaudata nuovamente e serve più attenzione: a Torino la squadra ha incassato l’undicesimo gol su angolo o punizione, i calci piazzati continuano ad essere determinanti in negativo.

LA DIFFERENZA – I gol subiti in serie A sono saliti a quota 35, due in meno delle reti realizzate (37). Nel girone di ritorno la squadra ha incassato troppo, bisogna fermare l’emorragia. Si sono giocate dieci partite, i biancocelesti hanno beccato 16 gol, sono tantissimi. Tutti questi sono spunti di riflessione, non vengano considerati come critiche pretestuose. Nelle dieci giornate iniziali del campionato si erano registrati altri numeri: la Lazio aveva incassato 11 reti, ne aveva realizzate 16, viaggiava su medie diverse ed era in costante crescita. Oggi la prospettiva è diversa, in campionato serve una scossa. Mancano nove partite al traguardo, il terzo posto si è allontanato, le speranze non sono finite. Non mollare mai, Lazio.

Il Corriere dello Sport

Cittaceleste

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