La difesa che non va

La difesa che non va

I numeri non sbagliano mai. Quelli della Lazio edizione 2013, cioè dall’inizio del nuovo anno solare, sono impietosi. Soprattutto nelle gare in trasferta. I biancocelesti hanno collezionato tre sconfitte e un pareggio nelle quattro gare esterne di campionato giocate da gennaio. Gare nelle quali la Lazio ha segnato quattro gol…

I numeri non sbagliano mai. Quelli della Lazio edizione 2013, cioè dall’inizio del nuovo anno solare, sono impietosi. Soprattutto nelle gare in trasferta. I biancocelesti hanno collezionato tre sconfitte e un pareggio nelle quattro gare esterne di campionato giocate da gennaio. Gare nelle quali la Lazio ha segnato quattro gol e ne ha subiti ben undici, ossia quasi tre a partita. Ma, allargando l’orizzonte alle partite disputate all’Olimpico, non è che le cose vadano molto meglio. La Lazio ha infatti conquistato otto punti nelle otto partite giocate nel girone di ritorno. Nelle quattro partite giocate in casa in questo periodo sono arrivate due vittorie, un pareggio e una sconfitta. Due i gol subiti, cinque quelli realizzati: numeri migliori rispetto a quelli bruttissimi delle trasferte, ma neppure troppo esaltanti.

Doppio calo
E’ innegabile che, con il nuovo anno solare, la Lazio non sia stata più la squadra brillante, solida e pratica che era stata fino alla sosta natalizia. Cosa è successo? Il calo è stato fisico e mentale, il resto lo hanno fatto gli infortuni. Certo, non bisogna dimenticare che in questo stesso periodo ci sono state le imprese di Coppa Italia (finale conquistata eliminando prima il Catania e poi la Juve) e di Europa League (approdo agli ottavi, ottenuti ai danni del Borussia Moenchengladbach). Gli impegni delle coppe hanno portato lustro, ma hanno pure tolto energie. Hanno dato alla squadra una maggiore autostima, ma hanno lasciato il segno a livello nervoso. Il risultato è una squadra che ha smarrito le sue certezze, che ha perso i suoi equilibri e che, in molti uomini-chiave, sente il peso di una stanchezza insopportabile. Anche perché i ricambi sono limitati e gli infortuni hanno complicato ancora di più la situazione. E così si è materializzata una flessione che ha provocato un arretramento in classifica reso ancora evidente dai risultati maturati ieri.

Rebus difesa
Occorre una sterzata immediata per non perdere ulteriore terreno, serve ritrovare al più presto equilibri e certezze per evitare di rovinare un’annata che fin qui è stata in ogni caso più che positiva. Già, ma come? Beh, la cosa più urgente è ritrovare la solidità difensiva. La Lazio aveva incassato 19 reti nelle prime 20 giornate di campionato, nelle ultime sette gare ne ha beccati 13. Da una media leggermente inferiore al gol a partita si è passati ad una di quasi due gol per gara. E, attenzione, perché delle 19 reti prese nelle prime 20 giornate sette gol erano arrivati in due sole partite (3-0 a Napoli e 4-0 a Catania). Si dice che il problema sia che il centrocampo non faccia più filtro come prima perché i due uomini deputati a farlo — Ledesma e Gonzalez – hanno la spia della benzina che segna riserva. E’ sicuramente un problema, che si può ovviare facendo maggiore ricorso a Cana e Onazi che in questo momento offrono maggiori garanzie rispetto a qualche mese fa. L’albanese, che è una risorsa che va assolutamente sfruttata, può peraltro essere utilizzato pure nel reparto arretrato. Dove, in questo momento, il grosso problema si chiama Konko. La sua prolungata assenza è un bel guaio perché Pereirinha ha confermato a San Siro di essere un giocatore interessante, ma non come difensore. Serve inventarsi qualcos’altro: difesa a tre, Lulic terzino o Biava decentrato sulla destra. O magari altro ancora. Ma in un modo o nell’altro giovedì a Stoccarda e poi domenica all’Olimpico con la Fiorentina
la Lazio deve ritrovare la sua solidità.

La Gazzetta dello Sport

Cittaceleste

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