La Lazio crolla senza Klose

La Lazio crolla senza Klose

Da Champions o no, terzo posto o nono in classifica: lo dicono anche i numeri, con o senza Klose fa tutta la differenza del mondo. Ma la Lazio deve attrezzarsi. Perché Miro non può giocarle tutte. Perché l’Europa League — piaccia o no — andrà giocata e onorata, anche per…

Da Champions o no, terzo posto o nono in classifica: lo dicono anche i numeri, con o senza Klose fa tutta la differenza del mondo. Ma la Lazio deve attrezzarsi. Perché Miro non può giocarle tutte. Perché l’Europa League — piaccia o no — andrà giocata e onorata, anche per volere esplicito della società. E allora la sconfitta con il Genoa, oltre a confermare la dipendenza da Klose, ha anche dato alcune risposte chiave a Petkovic. In fila: la coppia Kozak-Zarate non funziona e snatura il gioco di una squadra che si trova a meraviglia col 4-5-1. Maurito è ancora dentro al tunnel. E Floccari ha scalato posizioni senza giocare.

Ecco Floccari Potenza del calcio: promosso il giorno dopo chi è stato bocciato la sera prima. Ora è proprio Floccari l’alternativa numero uno a Klose. Lo ha fatto capire Petkovic, lì davanti qualcosa non ha funzionato: «È importante che ogni giocatore, soprattutto chi gioca meno, sfrutti al meglio le occasioni che gli vengono concesse. Con questa sconfitta si mischiano le carte di nuovo», ha detto il tecnico. Traduzione: la prossima chance la concederò ad altri. E così spera pure Rocchi, seppur in terza fila, ancora mai impiegato in questa stagione.

Con o senza Per carità, sarebbe meglio se Klose non mancasse mai. Perché la statistica è impietosa. Davvero c’è chi pensa che la Lazio possa farne a meno a cuor leggero? La risposta è nei numeri: con Miro in campo dal primo minuto, tra lo scorso campionato e l’attuale, sono arrivati 53 punti in 29 gare, 1,82 di media a partita, proiezione di 69 punti a fine torneo, terzo posto a spasso se si considera l’andamento 2011-12. Senza Klose tra i titolari, è un’altra Lazio: 18 punti in 13 match, 1,38 di media, 52 potenziali a fine campionato che l’anno scorso valsero il nono posto in classifica. È la differenza tra un giro di campo in festa e un fallimento totale: ecco che cos’era Klose per Reja, ecco cos’è per Petkovic.

Il confine di Mauro E la differenza si è vista anche contro il Genoa: quell’occasione, poi fallita, Miro se l’è costruita da solo. Kozak non ci è riuscito mai. Zarate ci ha provato nel primo tempo, unico lampo di una partita che ha segnato un confine nel rapporto tra l’argentino e i tifosi. Zarate era stato riaccolto benissimo in estate, portato per mano in ritiro e poi accompagnato in ogni sua giocata. Fino al Genoa. Fino ai fischi, prima e durante la sostituzione. Maurito si è giocato male una chance enorme. Petkovic ha tirato una riga. Non accantonerà l’argentino, ma ora arriva il momento degli altri. Dietro Klose c’è Floccari. Napoli, Siena, Maribor e Pescara prima della sosta: una missione unica, evitare altri turn over dolorosi.

fonte: gazzetta dello sport

Simone Davide

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