La Lazio di Hernanes,ma l’Inter…

La Lazio di Hernanes,ma l’Inter…

Un risultato diverso dell’Italia nel Mondiale in Sud Africa, abbinato con la cessione immediata di uno degli eroi del triplete, avrebbero potuto far prendere una piega diversa alla carriera di Hernanes, che nei mesi immediatamente precedenti al trionfo di Madrid era praticamente un giocatore dell’Inter, e che invece in quell’estate…

Un risultato diverso dell’Italia nel Mondiale in Sud Africa, abbinato con la cessione immediata di uno degli eroi del triplete, avrebbero potuto far prendere una piega diversa alla carriera di Hernanes, che nei mesi immediatamente precedenti al trionfo di Madrid era praticamente un giocatore dell’Inter, e che invece in quell’estate firmò per la Lazio. Se il club nerazzurro non è riuscito a mettere in squadra un giocatore del calibro del brasiliano, deve dunque ringraziare… Marcello Lippi, che già tra gli interisti non ha molti amici, e la sfortunata spedizione azzurra nel 2010.
BEFFA… FEDERALE- Coutinho era stato acquistato nel 2008 quando aveva 16 anni, ma fu tesserato solo due estati dopo, al raggiungimento della maggiore età. Come succedeva dal 2008-09, l’Inter credeva di avere due posti per gli extracomunitari e invece il numero fu dimezzato dal Consiglio Federale dopo la precoce eliminazione degli azzurri in Sud Africa. L’obiettivo era quello di rilanciare i talenti e i vivai italiani, ma l’esperimento ebbe vita breve e dodici mesi più tardi gli extracomunitari tesserabili tornarono ad essere due. L’Inter però la beffa Hernanes l’aveva già subita e gli era rimasto solo il grande disappunto per un affare che non era stato concretizzato, nonostante un accordo di massima già raggiunto da tempo con il giocatore.
TRATTATIVA VANA- Gli uomini di fiducia dell’Inter da anni avevano inviato relazioni positive su Hernanes e i dirigenti lo avevano seguito a lungo, prima di allacciare la trattativa nella primavera del 2009. Ci furono più contatti fino alla fumata bianca avvenuta durante un incontro a Milano, al quale parteciparono uno dei rappresentanti del giocatore, un avvocato (Alessandro Bartoli) e il padre putativo di Hernanes, Gildo, un brasiliano di origini italiane (i suoi avi erano calabresi) che aveva curato anche il trasferimento del talento ancora in erba da Recife, la sua città natale, a San Paolo.
L’Inter si era riservata la possibilità di acquistare Hernanes per 14 milioni di euro, nell’estate 2009 o in quella successiva. In corso Vittorio Emanuele si sentivano al riparo da qualsiasi sorpresa, perché il calciatore aveva dato il suo assenso preferendo la destinazione nerazzurra a tutte le altre, Barcellona compreso. Nell’estate 2009, però, i 2 posti per gli extracomunitari furono occupati da Lucio ed Eto’o, mentre 12 mesi più tardi l’ostacolo insormontabile fu messo dal Consiglio Federale e dai tempi del mercato in uscita.
COUTINHO E IL CHIEVO- Branca e Ausilio nell’estate 2010 si trovano di fronte a una situazione spiacevole: avevano già speso la loro parola con la famiglia di Coutinho che avrebbero tesserato Philippe al compimento del diciottesimo anno di età e rispettarono la promessa, sicuri di avere un’altra “casella” libera. Il disastro Mondiale e la chiusura delle frontiere impedirono invece di vincolare Hernanes e allora i dirigenti nerazzurri tentarono l’ultima mossa disperata: parcheggiarlo al Chievo e portarlo a Milano qualche mese più tardi. Il brasiliano, però, non gradì questa mossa e si fece convincere dalla Lazio che, grazie all’inserimento di Lotito e Tare, intavolò una trattativa con il San Paolo e riuscì a chiuderla in breve.
L’Inter viceversa fu costretta a temporeggiare perché non aveva soldi da investire sul mercato: arrivarono solo ad agosto inoltrato, quando fu perfezionata per 22 milioni la cessione di Balotelli al City, ma a quel punto non c’erano più obiettivi sensibili e, per la rabbia di Benitez, la cifra non fu neppure investita. Hernanes era stato scelto da Mourinho, ma l’attuale tecnico del Chelsea lo avrebbe allenato volentieri. Invece se lo trovò come avversario e gli rifilò anche un gol nell’ultima partita prima di volare ad Abu Dhabi dove Zanetti e compagni vinsero il Mondiale per Club. Quella dell’Olimpico fu la gara finale di Rafa in Serie A sulla panchina dell’Inter. Un segno del destino che dovesse essere Hernanes, interista mancato, a griffarla.

Il Corriere dello Sport

Cittaceleste

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