La Lazio invoca la tecnologia

La Lazio invoca la tecnologia

Era nervoso Lotito. Un silenzio polemico al Franchi per ammorbidire le tensioni e perché ha sempre preferito esprimersi nelle «sedi istituzionali» , come tante altre volte in passato era accaduto. La Lazio si è difesa attraverso l’intervento del ds Tare, che ha ricordato i precedenti dell’arbitro Bergonzi (lo stesso dell’ultimo…

Era nervoso Lotito. Un silenzio polemico al Franchi per ammorbidire le tensioni e perché ha sempre preferito esprimersi nelle «sedi istituzionali» , come tante altre volte in passato era accaduto. La Lazio si è difesa attraverso l’intervento del ds Tare, che ha ricordato i precedenti dell’arbitro Bergonzi (lo stesso dell’ultimo Udinese-Lazio, finito in rissa) e le parole di Petkovic. In modo elegante il tecnico di Sarajevo ha colpito duro. Ha parlato di partita condizionata non solo negli episodi decisivi. L’interpretazione e il criterio usato da Bergonzi hanno indispettito la Lazio, che nel primo tempo ha subìto il palleggio della Fiorentina e aveva timore di andare al contrasto. Quattro ammonizioni e due espulsioni a fronte di un altro atteggiamento con i viola. Olivera graziato due volte (su Ledesma subito e poi su Hernanes) e Tomovic che strattona la maglia di Mauri: il difensore viola poteva, anzi doveva essere espulso per somma di ammonizioni, al 40′ del primo tempo e la partita era ancora inchiodata sullo 0-0.

CLIMA PREVENTIVO – Lotito in fondo se l’aspettava e per questo motivo ha preferito asternersi a Firenze. Messaggi precisi aveva inviato all’inizio della settimana intervenendo a Gr Parlamento. La Fiorentina era uscita lamentandosi dalla partita di Verona con il Chievo. Era stato creato un clima ideale per mettere le mani avanti e Lotito se n’era accorto. «Viola non tutelati? Siamo stati sempre abituati a misurarci sui nostri problemi, gradiremo non ci fossero delle esternazioni che possano disturbare. Se ci sono problemi vanno visti all’interno delle istituzioni e non esternarli, altrimenti sembra di lanciare un grido d’allarme che può creare dei condizionamenti» aveva dichiarato lunedì scorso.

MOVIOLA – Ieri il presidente della Lazio si dev’essere misurato sul tema nelle sedi istituzionali. Si trovava al Consiglio Federale. Prima di entrare negli uffici di via Allegri ha rilasciato alcune dichiarazioni. Non ha parlato della partita di Firenze, ma ha allargato il concetto e il discorso, ribadendo il suo pensiero, già espresso in passato. Lotito si batte per l’introduzione della tecnologia per limitare gli errori. «Sono per la moviola in campo. I giudici di porta sono inadatti. Gli errori degli arbitri incidono sul campionato e possono alterarlo. La partita di Firenze l’hanno vista tutti, ma le valutazioni non spettano a me. È inutile predicare valori dello sport basandosi sul rispetto dell’avversario e del merito, ci deve essere par condicio per tutti. Il merito in campo non deve arrivare da un errore arbitrale» . Ridurre la discrezionalità, aumentare la certezza delle valutazioni. E non creare confusione con troppi arbitri in campo. «Si pestano i piedi e non si aiutano tra loro» ha osservato Petkovic. La Lazio, prima di altri club, s’era misurata con gli arbitri d’area voluti da Platini in Europa League. Pesano gli errori, scavano la differenza. «Non bisogna dare adito alle interpretazioni. Ci deve essere certezza del giudicato. Per evitare problemi che fanno male alla credibilità del sistema occorre risolverli con un mezzo tecnico che dia maggiore autenticità alle scelte, non viziate da errori e condizionamenti psicologici. Da un errore si può scavare
un divario di sei punti in classifica» . Era il vantaggio della Lazio sui viola prima di giocare al Franchi

Il Corriere dello Sport

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