La Lazio rifiata in Europa

La Lazio rifiata in Europa

Missione compiuta e Lazio ritrovata. Ancora una volta l’aria di Coppa fa bene ai biancocelesti, che tornano a vincere (l’ultimo successo era stato quello sulla Juve del 29 gennaio, in Coppa Italia) si qualificano agli ottavi di una competizione europea (evento atteso da 10 anni) e soprattutto escono da quel…

Missione compiuta e Lazio ritrovata. Ancora una volta l’aria di Coppa fa bene ai biancocelesti, che tornano a vincere (l’ultimo successo era stato quello sulla Juve del 29 gennaio, in Coppa Italia) si qualificano agli ottavi di una competizione europea (evento atteso da 10 anni) e soprattutto escono da quel tunnel psicologico in cui si erano cacciati dopo gli ultimi risultati negativi in campionato.

Tutto facile
Petkovic temeva la proverbiale tempra dei tedeschi, mai domi anche quando il pronostico è contro di loro. Alla prova dei fatti, però, i timori si rivelano eccessivi. La qualificazione della Lazio, già ipotecata dopo il 3-3 dell’andata, non è mai in discussione. Perché mai, a parte il quarto d’ora finale, il Borussia riesce ad arrivare dalle parti di Marchetti. Mentre i biancocelesti dopo appena dieci minuti sono già in vantaggio. Marchiano errore in fase di disimpegno di Dominguez e Candreva non deve far altro che rubare palla, puntare Ter Stegen ed infilarlo. Il 4-5-1 riproposto per l’occasione da Petkovic dopo le nefaste variazioni sul tema (leggi utilizzo della difesa a tre) consente alla Lazio di coprire bene tutte le zone del campo senza concedere nulla agli avversari. E consente pure di affondare in maniera incisiva grazie alle volate dei due esterni Candreva e Lulic e al grande lavoro di raccordo dell’unica punta Floccari. Che non segna (e a dire il vero neppure tira in porta) ma è fondamentale nel far salire la squadra e favorire gli inserimenti dei centrocampisti. E’ proprio uno di questi, Gonzalez, a siglare il raddoppio poco dopo la mezzora. Tap-in vincente dell’uruguaiano dopo il tiro di Radu che Ter Stegen non trattiene.

Difesa ritrovata
La partita finisce qui. Perché il 2-0 spegne ogni velleità dei tedeschi, nonostante il loro desiderio di ripagare in qualche modo i quasi otto mila tifosi biancoverdi arrivati fino a Roma (trasferta amarcord per i più anziani tra loro: perché in questo stesso stadio, nel 1977, il Borussia giocò la finale di Coppa dei Campioni, perdendola col Liverpool per 3-1). Favre prova a ridestare la squadra nella ripresa con il giovane Younes (interessante il ragazzo), ma anche lui va a sbattere contro la difesa della Lazio, che per una sera torna quella ermetica dello scorso autunno. Lo zero alla voce gol subiti è in effetti l’altra grande notizia della serata per la squadra di casa. I biancocelesti ne avevano incassati sei nelle ultime due partite (a Moenchengladbach e Siena) e ne avevano presi 15 nelle ultime 8 gare. Stavolta le cose vanno diversamente grazie ad un Ledesma che si ripropone come filtro efficacissimo davanti alla difesa e grazie ad un quartetto difensivo concentrato. La Lazio concede giusto un paio di opportunità ai tedeschi nei minuti finali, quando però la gara è già in archivio.

Ancora tedeschi
Lazio avanti in Coppa, quindi. Ed ancora imbattuta in Europa quest’anno. Col 2-0 sul Borussia sale a 10 gare senza k.o. la striscia positiva dei biancocelesti. E’ la seconda migliore di sempre per la Lazio nelle coppe europee (la migliore in assoluto è di 18 risultati utili di fila). E può ora proseguire contro un’altra squadra tedesca, lo Stoccarda. Se sarà ancora la Lazio vista contro il Borussia il sogno europeo di Petkovic ha buone probabilità di continuare

La Gazzetta dello Sport

Cittaceleste

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