La Lazio si ferma

La Lazio si ferma

Troppi segnali nefasti, dal volo abortito di Olympia che si ferma sulla copertura senza guardare la partita, al Chievo che all’Olimpico banchetta spesso, per finire alle sedici partite di seguito senza perdere. Sbaglia tutto, stanca e senza idee, si consegna all’ordinata difesa degli avversari e va in castigo dopo tante…

Troppi segnali nefasti, dal volo abortito di Olympia che si ferma sulla copertura senza guardare la partita, al Chievo che all’Olimpico banchetta spesso, per finire alle sedici partite di seguito senza perdere. Sbaglia tutto, stanca e senza idee, si consegna all’ordinata difesa degli avversari e va in castigo dopo tante buone cose. Decide Paloschi nel cuore della ripresa, ma c’è poco da dire sul risultato finale perché la banda di Petkovic è solo la lontana parente di quella ammirata prima della sosta di Natale. Troppi elementi fuori condizione, qualche altro spompato e allora il ko annunciato da altre prestazioni non trascendetali salvate da un pizzico di fortuna, si materializza in un freddo pomeriggio di gennaio. I biancocelesti si giocano il tesoretto che avevano faticosamente conquistato nella lottta Champions, con un punto nelle ultime due gare c’è poco da stare allegri anche perché all’orizzonte c’è la trasferta di Genova senza la coppia difensiva titolare (Biava e Dias, ammoniti, saranno squalificati) e un calendario che si fa sempre più complicato (ben 9 trasferte su 16 partite da giocare). Sbagliano tutti a cominciare da Petkovic che stravolge la sua creatura lasciando fuori Hernanes e Mauri, oltre che l’infortunato Klose. Tornano Dias e Brocchi dall’inizio, Candreva e Lulic sono gli incursori incaricati di non far sentire troppo solo Floccari. Corini col solito col 3-5-2, Thereau e Paloschi sono le frecce a disposizione del tecnico veronese. Si parte col giallo: Olympia vola alta e stavolta decide di fermarsi sulla copertura dello stadio. Inutili i tentativi del falconiere di farla tornare sul trespolo, l’aquila biancoceleste sceglie di vedersi la partita da lassù. Poi la gara, senza grandi sussulti, tanto da dover annotare l’affannosa corsa all’indietro di Marchetti per non farsi beffare da una conclusione da centrocampo dell’indemoniato Paloschi e i fischi poco sensati dell’incerto arbitro Giacomelli. Nel primo tempo un tiro verso la porta avversaria di Konko, una percussione di Candreva sempre più lontano dal giocatore ammirato nella prima fase della stagione e poco altro. Nella ripresa subito dentro Mauri, ci prova Floccari, Mauri di testa sbaglia dal dischetto di rigore: segnali che confermano la mancanza di lucidità. La stanchezza per i tanti impegni ravvicinati e la trasferta di Torino nelle gambe sono macigni sui muscoli dei biancocelesti e così arriva il gol di Paloschi che spegne, semmai qualcuno ne avesse avuti, i sogni tricolori della Lazio. Entra anche Hernanes, Mauri sbaglia col sinistro da ottima posizione, Dias gira tra le braccia di Puggioni una delle poche mischie vinte dai ragazzi di Petkovic. Inutile anche l’ingresso di Kozak, non ci sono idee, solo tanti palloni buttati in area. Ci si mette anche l’arbitro a non concedere una punzione dal limite a Hernanes che in una serata così avrebbe potuto regalare qualche speranza (inspiegabile il giallo al brasiliano). La Lazio sembra cotta e tra solo 48 ore ci sarà la sfida di coppa Italia contro la Juve che toglierà altre energie preziose. Petkovic ci arriva malissimo anche se peggio di ieri non si può fare aspettando qualche aiuto dal mercato che adesso appare indispensabile.

Il Tempo

Cittaceleste

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