La Lazio va

La Lazio va

Sì, questa può essere ancora la Lazio di Kozak e Zarate, tre gol per stendere il Mura e mettere il sigillo sull’ingresso ai gironi di Europa League. Hanno giocato e deciso la partita i due attaccanti che oggi, all’ultimo giorno di mercato, rischiano ancora di partire. Petkovic non ha convocato…

Sì, questa può essere ancora la Lazio di Kozak e Zarate, tre gol per stendere il Mura e mettere il sigillo sull’ingresso ai gironi di Europa League. Hanno giocato e deciso la partita i due attaccanti che oggi, all’ultimo giorno di mercato, rischiano ancora di partire. Petkovic non ha convocato Floccari e Rocchi, gli altri due attaccanti che hanno scelto di restare alla Lazio, scartando (sino a ieri sera, a meno di ripensamenti) le possibilità di cessione. Di sicuro, considerando Klose seduto in panchina, il campo dice che non ci sarebbe bisogno di rinforzi. Davanti sono anche in troppi. E la notte dell’Olimpico, finita tra gli applausi a scena aperta, ha scolpito un’altra verità: questa comincia a essere veramente la Lazio di Petkovic, capace a tratti di giocare un calcio divertente e soprattutto efficace, fatto di palleggio alternato a travolgenti fiammate. Più Hernanes stellare, al centro del gioco, vero colpo di fine estate. Peccato per il gol preso alla fine e realizzato da Travner, abile a sfruttare l’unica disattenzione concessa dalla difesa.
DISEGNO – Rispetto a Bergamo, Petkovic ha messo due punte di ruolo ed è tornato ad affidarsi al 4-4-2 delle prime amichevoli estive. La Lazio ha impiegato venticinque minuti a trovare le misure giuste sul campo, soprattutto perché il Mura difendeva in dieci e perché Kozak e Zarate, circondati da troppi sloveni, stentavano a ingranare. Il centrocampo, però, ha destato subito una buona impressione. Bene il nigeriano Onazi, rapido di palleggio e di pensiero. In crescita esponenziale Hernanes, mai visto a questi livelli, calato nel ruolo di mezz’ala, disposto alla corsa e al sacrificio senza rinunciare al talento e ai suoi colpi di classe. E’ servita al 24′ una punizione a girare, sventata da Drakovic, per accendere Maurito, forse anche troppo nervoso e smanioso di sfruttare l’occasione. Da quel momento, accelerando il ritmo e prendendo velocità come chiede Petkovic, la Lazio ha cominciato a stritolare il Mura, messo sotto assedio.

TRIPLETTA – Alla mezz’ora è arrivato il gol di Kozak. Zarate ha tentato il tiro al volo ed è stato rimpallato. Sul contrasto, il ceco ha arpionato il pallone e con una zampata di sinistro lo ha sparato sotto la traversa. Sull’entusiasmo la squadra di Petkovic ha continuato a spingere, accorciando le distanze tra i reparti con la copertura degli spazi. Bravo Bizzarri a negare il pareggio a Fajic, che si è costruito da solo l’occasione, bevendosi con un doppio dribbling Biava e Dias, ma in campo c’era solo la Lazio, ispirata da Hernanes, quasi travolgente nelle sue azioni. Sembrava volare il Profeta da una parte all’altra del campo. Kozak di tacco ha servito Zarate, la botta al volo dell’argentino è stata alzata sulla traversa da Drakovic, ma il portiere sloveno al 42′ è stato costretto ad arrendersi. Raid e passaggio filtrante di Scaloni: Maurito ha stoppato e di esterno destro in diagonale ha infilato in rete: non segnava con la Lazio dal 22 maggio 2011, a Lecce. In avvio di ripresa Maurito, senza trovare l’angolino, ha sfiorato il bis. Al 9′ è arrivato il terzo gol firmato da Kozak, rapido a recuperare un pallone perso da Janza e poi a battere Drakovic in uscita. Ultima mezz’ora di show e occasioni a raffica. La Lazio c’è.

Il Corriere dello Sport

cittaceleste

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