La maledizione continua

La maledizione continua

Una maledizione senza fine. Dopo Klose, Mauri e Konko, per limitarsi ai soli titolari, la Lazio perde anche (o meglio ancora) Andrè Dias. L’infortunio del brasiliano è serio – lesione di primo grado all’adduttore della coscia destra – e la prognosi è preoccupante: almeno 15-20 giorni per ricominciare a correre,…

Una maledizione senza fine. Dopo Klose, Mauri e Konko, per limitarsi ai soli titolari, la Lazio perde anche (o meglio ancora) Andrè Dias. L’infortunio del brasiliano è serio – lesione di primo grado all’adduttore della coscia destra – e la prognosi è preoccupante: almeno 15-20 giorni per ricominciare a correre, circa un mese per rivedere il difensore in campo. Escludendo complicazioni.
Per la Lazio è una nuova, terribile tegola. Proprio nella settimana in cui i recuperi di Klose e Mauri sembrano materializzarsi, Petkovic si ritrova con l’ennesimo problema da risolvere. E non da poco, perché la difesa biancoceleste – insuperabile nella prima parte di stagione – sta vivendo un periodo difficile: 16 gol subiti nelle ultime 9 partite in serie A (nelle prime 20 gare furono appena 19), tanti piccoli problemi fisici (ultimo in ordine di tempo il dolore articolatorio all’anca accusato da Giuseppe Biava) e una solidità smarrita.
Per ovviare alle continue difficoltà, Petkovic ha già testato diverse soluzioni. Nelle 18 gare giocate dalla Lazio nel 2013, il tecnico di Sarajevo ha schierato ben 10 difese diverse, passando dall’assetto a quattro al modulo a tre marcatori con fortune alterne. Nelle ultime 9 gare, poi, Petkovic non ha mai potuto confermare la stessa linea difensiva, spesso a causa delle assenze. Una centrifuga in parte obbligata ma certo confusionaria per la squadra biancoceleste, protagonista finora di un girone di ritorno da incubo, con 8 punti in 10 giornate e un terribile quartultimo posto nella classifica parziale.
In questo scenario l’infortunio di Andrè Dias proprio non ci voleva. Il brasiliano, già costretto al forfait per gli ultimi due impegni contro Stoccarda e Torino, sembrava aver smaltito il fastidio muscolare e durante la scorsa settimana si era allenato con regolarità. E invece sabato mattina, durante la partitella di fine seduta, Dias si è bloccato nuovamente, tanto da dover programmare una risonanza magnetica alla gamba destra, un esame svolto ieri pomeriggio alla clinica Paideia. Il volto preoccupato del brasiliano all’uscita faceva presagire il peggio, il comunicato ufficiale diffuso dalla Lazio poco dopo ha soltanto confermato i timori: «Gli accertamenti effettuati – si legge nella nota – hanno evidenziato la presenza di una lesione muscolare di primo grado a carico del muscolo adduttore, con interessamento della fascia muscolare e della giunzione mio-tendinea. I tempi di recupero sono attualmente stimati intorno ai quindici-venti giorni».
La previsione, già molto negativa per la Lazio, è però provvisoria. Nell’ipotesi migliore il brasiliano potrà ricominciare a correre attorno al 10 aprile e tornare in campo circa due settimane dopo, magari per la semifinale d’andata dell’Europa League (25 aprile) se i biancocelesti supereranno l’ostacolo Fenerbahce. Visti i precedenti – per Dias è il terzo infortunio in appena un anno allo stesso adduttore – la prudenza è però d’obbligo. Dunque per rivedere il brasiliano bisognerà probabilmente attendere il mese di maggio.
Con questa brutta novità, la Lazio ricomincia oggi la preparazione per lo sprint finale. Sabato pomeriggio all’Olimpico arriva il Catania, primo appuntamento di un tour de force da brividi: Fenerbahce, Roma, ancora Fenerbahce e poi Juventus, tutti impegni da affrontare senza André Dias. Per la gara col Catania la difesa è un rebus, perché Ciani è squalificato e Biava non potrà essere ancora al meglio. Ma ora tutti dovranno stringere i denti: in 15 giorni la Lazio si gioca un’intera stagione. Ai problemi della difesa – e più in generale di un organico non abbastanza ampio – ci sarà tempo per pensare.

Il Tempo

Cittaceleste

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