La risposta che volevo

La risposta che volevo

La sfida tra le panchine rivelazione di questo campionato va così a Vladimir Petkovic. Il bosniaco stende anche l’Inter di Andrea Stramaccioni. Lo fa imponendo il suo gioco, quello che ha portato la Lazio lì, in zona Champions League. Non piega la sua formazione alle esigenze di una sfida contro…

La sfida tra le panchine rivelazione di questo campionato va così a Vladimir Petkovic. Il bosniaco stende anche l’Inter di Andrea Stramaccioni. Lo fa imponendo il suo gioco, quello che ha portato la Lazio lì, in zona Champions League. Non piega la sua formazione alle esigenze di una sfida contro i nerazzurri. Il tecnico manda le sue idee in campo. E alla fine ne esce con tre punti e la soddisfazione di aver vinto la sfida contro il collega. «Mi sono emozionato – confessa – per una vittoria contro un avversario importante, che prima di questa partita era quattro punti avanti e ora non più. Mi fa piacere vedere una squadra che si comporta da vera squadra. Ho avuto la risposta che mi aspettavo. Sono contento, ma si può fare meglio e dimostrare sin dalla prossima partita fuori casa che si può continuare lungo questa striscia». L’allenatore biancoceleste sorride, guarda con ottimismo al finale di questo girone: «Se diamo sempre il cento per cento – spiega Petkovic – possiamo essere tra le prime tre in classifica e continuare a lottare per quei posti». Del resto quella vista ieri sera all’Olimpico «è un’ottima Lazio. Abbiamo sofferto solamente dieci minuti, quando abbiamo perso le redini dell’organizzazione. Giocavamo contro l’Inter, una squadra che può metterti in difficoltà sempre. Comunque siamo stati bravi a condurre il match con grande intelligenza. In ogni caso la cosa più importante di questa serata è che abbiamo vinto». Un successo nato quando il tecnico ha saputo leggere il momento per variare la posizione dei suoi in campo. In particolare ha deciso di infilare Mauri tra centrocampo e attacco mettendo in difficoltà i nerazzurri. «Ho visto, e sapevo, che l’Inter aveva dei problemi al centro. Così ho deciso di spostare Mauri dietro a Klose per avere più equilibrio nella fase difensiva, ma soprattutto per essere maggiormente pericolosi nella zona offensiva. I cambi tattici e queste disposizioni ci hanno premiari, siamo stati bravi a sfruttare la nostra forza. La mia filosofia è che l’attacco è sempre la miglior difesa». Adesso, per Petkovic, che in campionato è al sesto risultato utile consecutivo e in casa ha una media punti da scudetto, resta il rebus trasferta. Fuori casa segna poco o nulla. L’allenatore spiega che «quando si gioca in trasferta è più facile chiudersi e ripartire, mentre noi cerchiamo sempre di condurre il gioco e davanti c’è comunque una squadra che in casa vuole fare bene. A volte riusciamo» a portare a casa punti «altre volte no. Dobbiamo solo essere più convinti che le nostre prestazioni migliori possiamo ripeterle». Avanti tutta, dunque, anche se i giocatori biancocelesti iniziano a mostrare lievi segni di affaticamento. Uno per tutti, Hernanes: «Parecchi giocatori sono stanchi in questo momento, Hernanes anche, forse è un po’ sovraccarico. Il punto – dice Petkovic – è che ci vuole la testa e la voglia per superare questi momenti, andare avanti e continuare a vincere».

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