La sconfitta totale di Vlado. Ora si svegli Felipe Anderson

La sconfitta totale di Vlado. Ora si svegli Felipe Anderson

Era semplice pronosticare il rilancio della Lazio, di nuovo in corsa per l’Europa League. Un’equazione matematica. Sarebbe bastato ripristinare la logica del calcio, attraverso la saggezza di Reja, e dare le adeguate coperture alla difesa per ritrovare quei valori perduti negli ultimi mesi. La classifica non rispettava lo spessore di…

Era semplice pronosticare il rilancio della Lazio, di nuovo in corsa per l’Europa League. Un’equazione matematica. Sarebbe bastato ripristinare la logica del calcio, attraverso la saggezza di Reja, e dare le adeguate coperture alla difesa per ritrovare quei valori perduti negli ultimi mesi. La classifica non rispettava lo spessore di questa Lazio, che non sarebbe potuta entrare in concorrenza per la Champions ma neppure doveva scivolare a quattro punti dalla serie B, come era accaduto dopo la sconfitta con il Torino e prima del confronto diretto con il Livorno. Già, perché il 15 dicembre all’Olimpico si respirava l’aria di uno spareggio salvezza. Impensabile per i valori della Lazio. I numeri di Reja significano la sconfitta totale di Petkovic: la società avrebbe dovuto esonerarlo molto prima che la Svizzera lo annunciasse come ct.

 

Non era uno scienziato un anno fa, non era diventato un brocco dopo l’estate. Ma quel successo in Coppa Italia del 26 maggio aveva segnato un confine ben preciso tra il primo e il secondo Petkovic, non solo nei rapporti con la società, ma sul campo. Appena arrivato, Vlado aveva assecondato le caratteristiche della Lazio, era andato incontro alla squadra, dimostrando buon senso. In questa stagione inseguiva il suo modello di calcio, redditizio solo in Svizzera e in Europa League, a livelli decisamente più bassi (e meno organizzati tatticamente) rispetto al campionato italiano. Puntava all’affermazione personale, voleva diventare un mago per attrarre l’interesse dei grandi club. Così ha finito per creare confusione e per scontentare tutti nello spogliatoio. Con Biava e Dias, Biglia, Hernanes e Ledesma, Petkovic perse 4-0 la finale di Supercoppa il 18 agosto e ne prese altri 4 a Torino due settimane dopo. Reja, con gli stessi giocatori e una mentalità diversa, il 25 gennaio è riuscito a inchiodare la Juve di Conte sull’1 a 1. Non è un caso.
Ora Edy non potrà più contare su Hernanes e l’eredità del derby è anche questa. Soprattutto nella ripresa, la Lazio ha sofferto il divario tecnico con la Roma. Mancava palleggio, non si veniva fuori con il fraseggio. E in panchina, a parte il rientrante Mauri, Reja e Bollini non disponevano di risorse in grado di incidere in una partita così delicata e importante. Il quesito si riproporrà presto e diventerà assillante con le partite di Europa League. Senza Ederson e con la cessione di Hernanes, toccherà soprattutto a Felipe Anderson svegliarsi, dimostrando di valere i 9 milioni spesi in estate. Reja gli ha dato subito alcune opportunità (Bologna, Parma, Napoli) e non le ha sfruttate a dovere. Ora non è più tempo di aspettare, ma di convincere. I colpi geniali, la diversità tecnica possono arrivare solo dall’ex gioiello del Santos.

Corriere dello Sport

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy