La scossa di Petkovic

La scossa di Petkovic

– Si parla ancora del Napoli e poco del Siena. Quei tre schiaffi fanno male, ma la Lazio ha bisogno di rialzarsi e di ripartire subito, dimostrando di aver digerito la notte grama del San Paolo. Petkovic è convinto che già oggi pomeriggio il suo gruppo reagirà, esibendo la voglia…

– Si parla ancora del Napoli e poco del Siena. Quei tre schiaffi fanno male, ma la Lazio ha bisogno di rialzarsi e di ripartire subito, dimostrando di aver digerito la notte grama del San Paolo. Petkovic è convinto che già oggi pomeriggio il suo gruppo reagirà, esibendo la voglia di scalare la classifica e tornare a brillare, la fame indispensabile per rubare i palloni e rischiare pochissimo in difesa. Un calcio feroce e determinato, sparito di fronte all’aggressione di Cavani.  «La squadra sta bene, è serena, ha voglia e rabbia di dimostrare tutto quello che non ha fatto a Napoli. Dobbiamo diventare più cinici, più cattivi e avere più voglia di vincere le partite». Per due volte, quando è andata sotto, la Lazio non ha avuto la forza di reagire. Era successo anche nel finale di partita con il Genoa.  «Forse dopo il gol annullato a Klose ci siamo sentiti mentalmente troppo bravi. La squadra era entrata bene in partita, nei primi 15-20 minuti ho visto giocatori del Napoli che si rivolgevano verso la panchina perché non sapevano cosa fare. Anche dopo il secondo gol c’è stata reazione. La terza rete di Cavani, invece, ci ha tagliato le gambe. Questo non mi è piaciuto. Non bisogna mollare. Le partite durano novanta minuti».

FIDUCIA – Petkovic ha allontanato ansie e timori, la Lazio c’è.  «Io non sono preoccupato per la mia squadre. Le preoccupazioni, invece, le vedo intorno» . Il tecnico di Sarajevo ha mantenuto aperto il ballottaggio tra Hernanes (piede sinistro contuso) e l’altro brasiliano Ederson.  «Il Profeta lo valutiamo in queste ore, avverte diversi dolorini. Ederson non è ancora al top. Non può esserlo non avendo minuti nelle gambe. Lo aspetto, sta migliorando ma vorrei vedere ancora più voglia di conquistare un posto da titolare» . Le analisi della notte del San Paolo lo hanno portato a stabilire una tesi precisa. Petkovic ha parlato di errori individuali, allontanando l’idea che il tracollo di Napoli fosse da collegare ad una squadra troppo lunga sul campo.  «Ci sono stati degli errori individuali. Non posso parlare di concetti, di centrocampo o di difesa, non posso dire che la linea era troppo alta oppure nostra debolezza. Ci sono stati dei difetti nella marcatura sull’uomo, nell’uscita. Parlerei di un difetto di concentrazione» .

CINISMO – Oggi la Lazio dovrà aumentare l’attenzione nella fase difensiva e trovare con maggiore precisione la via della rete.  «Sono tre partite che non facciamo gol? E’ un po’ troppo anche per me, ma abbiamo creato diverse occasioni, soprattutto con il Genoa. Bisogna essere più cinici, serve maggiore imprevedibilità. Al San Paolo siamo entrati nell’area del Napoli con pochi uomini per fare male agli avversari» ha risposto Petkovic, convinto che oggi all’Olimpico non sarà una passeggiata. Il Siena di Cosmi è tosto e, per quanto possano essere inattendibili le amichevoli estive, ha già battuto la Lazio alla fine di luglio durante il ritiro di Auronzo di Cadore.  «Sarà una partita molto dura. Affrontiamo una squadra in salute e che arriva da due vittorie consecutive. Sono in forma, davanti ci sono dei giocatori che possono fare la differenza e soprattutto riescono a segnare sempre nell’ultima mezz’ora. Dovremo cercare di aggredirli, di dominare la partita, ma servirà anche pazienza» . L’amichevole di fine luglio è un lontano ricordo.  «Quella partita mi ha ricordato e somigliava a quella con il Genoa di domenica scorsa. Creammo tante occasioni, perdendo in contropiede. Succede. Mi auguro che la Lazio sia più cinica e più cattivi sotto porta».

DIESEL – Petkovic cercherà di portare tutti allo stesso livello di forma. Lulic stenta a decollare, Floccari aspetta l’occasione giusta dal primo minuto.  «Non dipende dal ruolo, sono contento di avere giocatori polivalenti. Lulic è un diesel, ha sofferto l’infortunio, è stato anche in nazionale, si è allenato poco. Floccari è un attaccante di esperienza, sa muoversi, a volte può anche essere l’unico finalizzatore davanti perché sa muoversi. A Napoli è entrato e ha fatto quello che poteva. Avrà altre occasioni per dimostrare».

Il Corriere dello Sport

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