LA SFIDA – Marchetti e Berisha ora si lanciano i guantoni di sfida. Etrit può firmare il rinnovo?

LA SFIDA – Marchetti e Berisha ora si lanciano i guantoni di sfida. Etrit può firmare il rinnovo?

Domenica Berisha si è preso la gloria, col rigore decisivo parato al Chievo, e lo ha persino superato nelle presenze stagionali: 18 Etrit, 16 Federico, è il momento di ristabilire le gerarchie. E scacciare ogni cattivo presagio: con l’albanese una sola sconfitta in questo campionato, con Marchetti addirittura sette ko

ROMA – Guantoni di sfida lucidati, Marchetti fissa negli occhi Berisha. Grigioni spara i palloni, è corsa a chi vola più alto a Formello. Dalle recinzioni sembra quasi abbia le molle, finalmente Federico è pronto. Il suo recupero stava diventando un giallo: fermo dal 14 dicembre per uno stiramento, per quella maledetta corsa a centrocampo per festeggiare il gol di Matri contro la Samp. Un mese e mezzo dopo, il portiere si lancia senza pensieri. Già perché, durante questo lungo stop, ha pure sgombrato la mente dal rinnovo. La firma con la Lazio sino al 2019 è la parata più bella per rientrare da numero uno tra i pali. A Udine o mercoledì col Napoli, bisognerà scongiurare intoppi in questi ultimi allenamenti. Si capirà qualcosa in più già da oggi. Marchetti accelera perché la sua porta scricchiola. Domenica Berisha si è preso la gloria, col rigore decisivo parato al Chievo, e lo ha persino superato nelle presenze stagionali: 18 Etrit, 16 Federico, è il momento di ristabilire le gerarchie. E scacciare ogni cattivo presagio: con l’albanese una sola sconfitta in questo campionato, con Marchetti addirittura sette ko. Così non va, è il momento di mostrare sul braccio l’Avesta.

I FREDDI NUMERI – Ridagli ora i guantoni, vi parerà il mondo. Marchetti si è ripreso, scrive oggi IlMessaggero, Marchetti rivuole la porta. Eppure qualcuno a Formello continua a far notare più di qualche numero: nelle 16 partite giocate da Federico in stagione, la Lazio ha viaggiato a una media di 1,13 punti a partita e subito 22 gol (1,38 ogni gara) per un totale di ben 8 sconfitte, 3 pareggi e 5 vittorie; con Berisha, invece, su 18 incontri complessivi collezionati 2,10 punti a gara e incassate 21 reti (1,16 a match), per un bottino complessivo di 11 successi, 4 pari e 3 soli ko (appena uno in Serie A). Statistiche inquietanti per Marchetti, ma il collega albanese è stato agevolato da vari contesti: Etrit in campo praticamente in tutte le partite di Europa League (5 su 6), competizione dove la Lazio è la gemella bella di se stessa. E in campionato – a differenza di Marchetti fra i pali nel momento peggiore della difesa biancoceleste – dentro nell’ultima fase, quella della “resurrezione” da dietro. Il numero uno dell’Albania sta però mostrando (papera di Firenze, a parte) a tutti la sua affidabilità. Definito “eroe della patria” dal Primo Ministro a seguito della storica qualificazione ai prossimi campionati Europei, Berisha è pronto alla guerra sino a giugno. Se riuscirà a scalzare Marchetti, resterà. Altrimenti stavolta vorrà essere ceduto. Ma secondo la Gazzettadellosport, ora potrebbe anche rinnovare il contratto, nonostante la Lazio continui a seguire Kalinic, dopo il mancato trasferimento all’Aston Villa.

IL RICORDO DI NAPOLI – Chissà che questa lotta intestina fra i pali non produca effetti benefici. Marchetti è abituato alla scalata, deve risalire in alto. Sempre in bilico fra inferno e paradiso, adesso riparte da terra. E afferra il suo destino per ridisegnarlo un’altra volta ancora, a Udine o al massimo nel turno infrasettimanale. A proposito, a Napoli ancora si ricordano di una sua parata. «Che tu sia maledetto», gli urlarono al San Paolo. Quando Federico al novantatreesimo, sguardo posseduto, strisciò sull’erba, raggiunse il secondo palo e fece piangere Lavezzi. Un miracolo all’ombra del Vesuvio, che fece urlare Reja a fine gara: «Vale più di un gol». Allora tifosi biancocelesti, scatenati fra radio e forum: «Abbiamo trovato l’erede di Peruzzi». Oggi invece il rapporto coi laziali va ricostruito: non è piaciuta la sua uscita sulla «Curva assente», Marchetti è stato frainteso. E’ pronto a chiedere scusa dal vivo all’Olimpico, al Napoli e Higuain chiuderà la porta.

Cittaceleste.it

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy