Petko,’Avanti senza calcoli’

Petko,’Avanti senza calcoli’

VERONA – Senza guardare la classifica, anche se vincere la terza partita di fila significherebbe restare in vetta e toccare un primato che in casa Lazio non si verificava dall’epoca di Maestrelli, Petkovic ha chiesto ai suoi giocatori di sbranare il Chievo, dimostrando di poter giocare ancora meglio rispetto alle…

VERONA – Senza guardare la classifica, anche se vincere la terza partita di fila significherebbe restare in vetta e toccare un primato che in casa Lazio non si verificava dall’epoca di Maestrelli, Petkovic ha chiesto ai suoi giocatori di sbranare il Chievo, dimostrando di poter giocare ancora meglio rispetto alle prime due uscite con Atalanta e Palermo. Contano lo spirito e la mentalità, il

percorso di crescita di una squadra destinata a sorprendere il campionato, la verifica di un’idea: provare a infilarsi tra le grandi è il pensiero di Lotito e Tare e corrisponde al mandato affidato al tecnico di Sarajevo, ex Young Boys e Sion, scelto per sostituire e sviluppare il lavoro di Reja, eliminato per due anni di fila in volata dai preliminari Champions. Ma la trasferta del Bentegodi, oggi all’ora di pranzo, rappresenta la prima curva pericolosa della stagione, trappola insidiosa, anche perché arriva dopo uno stop di quindici giorni. Partite così misurano lo spessore di un gruppo e allora servono le risposte del campo. «Mi aspetto conferme di quello che abbiamo fatto sinora e attendo di vedere altri progressi, perché la Lazio è in grado di dare ancora di più e si può pretendere di più. Voglio che la squadra abbia una fame infinita, deve dare il massimo per provare a vincere ogni partita, senza calcoli. Ora non si guarda la classifica. Vorrei vedere lo spirito giusto, la voglia di dimostrare sul campo di essere più forti dell’avversario» ha raccontato l’allenatore bosniaco-croato, viaggiando come al solito sul binario dell’umiltà.

PRUDENZA

– In meno di un mese s’è ribaltato il mondo, sono cambiate opinioni e valutazioni. Lui sta cercando di tenere il timone dritto. «Non penso che prima non fosse calcolata la Lazio, forse non ero calcolato io e questa è la differenza. Ora tutti ci prendono sul serio, ma nel calcio italiano e soprattutto a Roma ci sono dei picchi troppo profondi. Dopo due vittorie oggi sembriamo dei campioni, magari dopo due sconfitte succederebbe il contrario. Ecco perché dobbiamo mantenere un trend positivo e sapere che gli avversari ci studieranno, prenderanno delle contromisure. Ma la Lazio deve essere variabile nel gioco, si possono studiare e mettere sul campo tante soluzioni» . Ha studiato il Chievo, s’è chiuso in una riunione tecnica con i suoi collaboratori prima dell’allenamento di rifinitura a Formello, sa che Di Carlo proverà a infilarlo con i tagli di Pellissier e Di Michele. «I risultati rappresentano uno stimolo e una spinta per continuare a migliorare. Ripartire dopo una sosta non è semplice, ma cerco conferme al momento positivo contro una squadra molto forte in casa. Restano compatti e con le ripartenze riescono a farti male. Bisogna fare attenzione al movimento degli attaccanti, molto veloci e pericolosi nei tagli» ha spiegato Petkovic, convinto di vedere il suo gruppo in partita dal primo minuto. La Lazio è un diesel, fatica a carburare in avvio, sta cercando di eliminare un difetto che spesso era comparso anche nella passata stagione. «A Bergamo avevamo una piccola scusa, perché arrivavamo da un periodo così e così, pieno di incertezze. E ci può stare che la squadra valuti le proprie risorse e parta con il freno tirato. A Verona mi aspetto di vedere dal primo secondo e per novanta minuti la vera Lazio».

CONFERME –

Ripartire subito forte. Riavvolgere il nastro e ricominciare dalle immagini viste con Atalanta e Palermo è il motivo che l’ha spinto a rinviare un modesto turnover, quei due o tre cambi necessari per far respirare il gruppo e coinvolgere tutti tra tanti impegni ravvicinati. «Per me esiste la prossima partita, dobbiamo fare punti e proseguire nel cammino. Poi, se vedo un giocatore stanco o se un giocatore mi dice di essere stanco, lo cambio. Ogni volta, e per quel momento, manderò in campo la formazione migliore» . Lulic, per esempio, non sta benissimo e verrà risparmiato per Londra. Ederson e Ciani verranno inseriti gradualmente. I vice di Klose dovranno portare pazienza. «Non c’è un vice, un terzo o un quarto. Tutti devono dare tutto per la squadra. Klose è un nostro punto di riferimento. Non so se lo metterò e quando si riposerà, ma sono convinto che quando verrà sostituito, faremo lo stesso bella figura».

(fonte Cds)

Cittaceleste.it

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