La stangata spacca i tifosi

La stangata spacca i tifosi

La stangata dell’Uefa nei confronti della Lazio — due giornate a porte chiuse in Europa League — ha aperto un profondo dibattito nell’ambiente biancoceleste. Da una parte c’è chi, soprattutto a caldo, se la prende con l’Uefa stessa, “colpevole” di aver punito un’intera tifoseria per colpa di una minoranza: «Vergogna,…

La stangata dell’Uefa nei confronti della Lazio — due giornate a porte chiuse in Europa League — ha aperto un profondo dibattito nell’ambiente biancoceleste. Da una parte c’è chi, soprattutto a caldo, se la prende con l’Uefa stessa, “colpevole” di aver punito un’intera tifoseria per colpa di una minoranza: «Vergogna, non è giusto che per 10 incivili paghino tutti». E ancora: «È stata una pena esagerata. E se hanno visto questi 200 tifosi che facevano un saluto romano, avrebbero dovuto sentire anche il resto dello stadio che fischiava». Dall’altra c’è chi si accoda alla linea della società e punta il dito contro i responsabili di quel braccio teso al termine dell’inno nazionale: «Hanno rotto le scatole, la politica deve restare fuori dallo stadio». Oppure: «Mettersi a fare il saluto romano con gli osservatori dell’Uefa a 10 metri è un autogol grosso come una casa. Come fa la società a controllare questi individui?». Questi i commenti che vanno per la maggiore tra i forum e nelle radio. Segno che anche la tifoseria biancoceleste non ha più intenzione di essere ostaggio di comportamenti di una minoranza.
Dal campo: Mauri out per il Milan, ieri non si è neanche allenato. Non c’era nemmeno Cavanda: è la conferma che, nonostante l’infortunio di Konko, il belga non verrà reintegrato. Petkovic studia le possibilità per sostituire il francese: la prima è quella vista contro il Pescara, con Pereirinha terzino destro nel classico 4-1-4-1. Le alternative sono l’arretramento di Lulic sulla linea dei difensori, oppure il passaggio al 3-5-1-1 con lo stesso bosniaco e Radu ad agire come esterni e Candreva in appoggio all’unica punta.La stangata dell’Uefa nei confronti della Lazio — due giornate a porte chiuse in Europa League — ha aperto un profondo dibattito nell’ambiente biancoceleste. Da una parte c’è chi, soprattutto a caldo, se la prende con l’Uefa stessa, “colpevole” di aver punito un’intera tifoseria per colpa di una minoranza: «Vergogna, non è giusto che per 10 incivili paghino tutti». E ancora: «È stata una pena esagerata. E se hanno visto questi 200 tifosi che facevano un saluto romano, avrebbero dovuto sentire anche il resto dello stadio che fischiava». Dall’altra c’è chi si accoda alla linea della società e punta il dito contro i responsabili di quel braccio teso al termine dell’inno nazionale: «Hanno rotto le scatole, la politica deve restare fuori dallo stadio». Oppure: «Mettersi a fare il saluto romano con gli osservatori dell’Uefa a 10 metri è un autogol grosso come una casa. Come fa la società a controllare questi individui?». Questi i commenti che vanno per la maggiore tra i forum e nelle radio. Segno che anche la tifoseria biancoceleste non ha più intenzione di essere ostaggio di comportamenti di una minoranza.
Dal campo: Mauri out per il Milan, ieri non si è neanche allenato. Non c’era nemmeno Cavanda: è la conferma che, nonostante l’infortunio di Konko, il belga non verrà reintegrato. Petkovic studia le possibilità per sostituire il francese: la prima è quella vista contro il Pescara, con Pereirinha terzino destro nel classico 4-1-4-1. Le alternative sono l’arretramento di Lulic sulla linea dei difensori, oppure il passaggio al 3-5-1-1 con lo stesso bosniaco e Radu ad agire come esterni e Candreva in appoggio all’unica punta.

La Repubblica

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