L’altra Lazio non convince

L’altra Lazio non convince

Si può discutere della rimonta del Panathinaikos e del gol balordo realizzato da Toché, entrato a un quarto d’ora dalla fine per sostituire Fornaroli. Il significato profondo della trasferta ad Atene è un altro e non dev’essere collegato soltanto all’ennesima prestazione deludente di Zarate. Il francese Ciani continua a manifestare…

Si può discutere della rimonta del Panathinaikos e del gol balordo realizzato da Toché, entrato a un quarto d’ora dalla fine per sostituire Fornaroli. Il significato profondo della trasferta ad Atene è un altro e non dev’essere collegato soltanto all’ennesima prestazione deludente di Zarate. Il francese Ciani continua a manifestare incertezze, con l’ingresso di Onazi e Cana al posto di Hernanes e Gonzalez il centrocampo della Lazio ha perso consistenza. Anche Cavanda, nel finale, è entrato in confusione. Non possono giocare sempre gli stessi. Questo Petkovic lo sa benissimo ed è il motivo per cui sta ricorrendo con parsimonia al turnover. Ha ancora pochi giocatori sulla stessa linea dei titolari, ma ha bisogno di recuperarli, di coinvolgerli nel progetto, altrimenti per la Lazio diventerà durissima restare competitiva a lungo nello stesso modo in cui ha condotto la prima fase della stagione. Ora arriva un altro ciclo durissimo di partite, la prossima settimana trittico di campionato con Fiorentina, Torino e Catania. Poi ancora il Panathinaikos e il derby con la Roma. C’è bisogno di energie fresche. Preoccupa l’involuzione di Zarate, sfiduciato e fragile. Gioca con una pressione enorme addosso, può agire da esterno offensivo ma il modulo non è congeniale. Nel finale, appena il Panathinaikos s’è rovesciato in avanti, la fascia sinistra formata da Mauro e da Cavanda è diventata fragilissima. E’ in crisi tecnica e mentale. Bravo Petkovic a fargli capire che può ancora rientrare nel progetto. Ora dipenderà da lui sbloccarsi.

MODULO – Un dubbio lo fa venire il 4-1-4-1. Cana potrebbe sostituire solo Ledesma, ma non ha gli stessi piedi e Petkovic non se la sente di affidargli la regìa. L’albanese è entrato e ha preso subito un’ammonizione. Anche nella passata stagione faticò diversi mesi per entrare in forma. Certo può essere utile giocando davanti alla difesa e con un playmaker accanto, non al posto di Gonzalez. Onazi, dopo Londra, s’è eclissato. Problema di condizione, anche la trasferta in nazionale lo ha condizionato. Ma è giovane e non gli si possono dare troppe responsabilità, va aspettato. Ieri mancavano anche Lulic ed Ederson. Appena Radu riacquisterà una tenuta atletica sufficiente per reggere novanta minuti, Petkovic tornerà a impiegare il suo pupillo bosniaco da esterno di centrocampo, soprattutto ora che si è infortunato Mauri. Candreva, dall’altra parte, non ha un vero cambio, a meno che Ederson (quando avrà recuperato) non dimostri di poter giocare anche sulla fascia destra. Avrebbe bisogno di tempo e di prove Petkovic per testare le alternative al 4-1-4-1, l’assetto più affidabile con i titolari. Dietro, in attesa che si chiarisca il caso Diakitè, Ciani fatica a entrare in concorrenza con Biava e Dias. Ci sarebbe un modo per risolvere l’eterno dilemma del turnover. Avendo tanti attaccanti a disposizione, Petkovic potrebbe provare un altro modulo per l’Europa League. Il famoso piano B di cui parlava qualche giorno fa

Il Corriere dello Sport

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