L’altro derby della Lazio

L’altro derby della Lazio

Non bastasse l’antipatia storica tra le tifoserie di Fiorentina e Lazio, oltre a una classifica che le pone in questa stagione dirette concorrenti al terzo posto, a mettere più pepe sul piatto domenicale c’è una colonia molto folta di ex giallorossi. Sono tanti, tutti motivatissimi, magari qualcuno preferirebbe fare lo…

Non bastasse l’antipatia storica tra le tifoserie di Fiorentina e Lazio, oltre a una classifica che le pone in questa stagione dirette concorrenti al terzo posto, a mettere più pepe sul piatto domenicale c’è una colonia molto folta di ex giallorossi. Sono tanti, tutti motivatissimi, magari qualcuno preferirebbe fare lo sgambetto alla Roma visto il trattamento ricevuto, ma tutti vogliono centrare una vittoria di prestigio e continuare a fare volare la Fiorentina. Si parte dall’allenatore che poteva anche vivere questa sfida a panchine invertite. Vincenzo Montella era stato individuato dal diesse Tare come l’ideale tecnico giovane a cui affidare il nuovo ciclo dopo quello di Reja. Vincenzino era tentato, poi l’intromissione dell’«amata» Roma lo portò a declinare l’offerta che peraltro non era stata ancora presentata ufficialmente. La fuga della proprietà americana dopo un colloquio andato male lo spinse tra le braccia dei Della Valle senza ulteriori approcci laziali. Per Montella otto gol nei derby con la storica quadripletta a Peruzzi nella sfida vinta 5-1 dai giallorossi contro la sgangherata truppa guidata allora da Zaccheroni, e un successo (doppietta di Totti) nell’unica stracittadina da allenatore a confermare una tradizione molto favorevole. Ma non solo il tecnico della Fiorentina anche il diesse Daniele Pradè è tifosissimo della Roma di cui è stato dirigente per tanti anni durante la gestione Sensi. E due, tra panchina e tribuna. Proprio sugli spalti sarà costretto ad accomodarsi Pizarro che ha lasciato la Roma dopo sei stagioni nella Capitale con tante gare contro la Lazio. Non ci sarà per l’ammonizione rimediata domenica scorsa contro il Chievo. L’antipatia biancoceleste è dimostrata da tante dichiarazioni polemiche nei derby nonostante Mancini avesse provato a portarlo a Roma sull’altra sponda del Tevere prima dell’arrivo di Spalletti. In ballottaggio per sostituirlo (in realtà con poche speranze perché reduce da un lungo infortunio) Alberto Aquilani, romanista da sempre. Poi altri due giocatori hanno legato la loro carriera alla Roma: uno giocherà, Luca Toni, solo una breve parentesi ma molto fruttuosa oltre a un derby nel quale fratturò il setto nasale a Stendardo. Ricordi negativi per i laziali visto che l’attaccante decise pure una partita con la sua Fiorentina (23 ottobre 2007) che aprì una serie di tre 1-0 a favore dei viola poi interrotta dagli ultimi due blitz laziali al Franchi. Più positiva la tradizione con il portiere di riserva Lupatelli che difendeva i pali giallorossi nel derby scudetto del 2000. Insomma la Lazio è attesa da un’imboscata, sono tutti pronti a festeggiare la terza caduta in campionato da parte di questa Fiorentina con un’anima tanto giallorossa.

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