Lampard addio,caccia ad Arshavin

Lampard addio,caccia ad Arshavin

Il mercato aperto da oggi pone davanti al solito bivio, lo stesso che per due anni la Lazio ha imboccato nella direzione sbagliata. Almeno così canta la carta, le due qualificazioni Champions sfuggite per inezie (differenza reti il primo anno e un punto nel secondo) bruciano ancora, ma solo alla…

Il mercato aperto da oggi pone davanti al solito bivio, lo stesso che per due anni la Lazio ha imboccato nella direzione sbagliata. Almeno così canta la carta, le due qualificazioni Champions sfuggite per inezie (differenza reti il primo anno e un punto nel secondo) bruciano ancora, ma solo alla fine di gennaio si saprà se hanno prodotto almeno un insegnamento. Il tormentone, per ora, è sempre lo stesso, «prima vendere e poi comprare», eppure qualcosa sembra essere davvero cambiato a giudicare dalla velocità con cui la Lazio sta cercando di liberarsi degli elementi ormai fuori dal progetto «Petko» per potersi concentrare sulle tante piste del mercato in entrata. Gli obbiettivi, un centrocampista e una punta, sono stati concordati con Petkovic, i piani sono delineati così come la ripartizione dei compiti interni: via Rocchi destinazione Inter, c’è ancora da risolvere la grana Zarate: «Niente Fenerbahce, ora comincia la guerra, diamo a Lotito cinque giorni per abbassare le sue richieste altrimenti Zarate resta fino a fine contratto», ha detto Luis Ruzzi, manager di Maurito, rimproverando al presidente di sparare cifre fuori mercato eminacciando di arrivare a scadenza (giugno 2014) per andare via a zero euro. È direttamente Lotito a tenere per le briglie il mercato in Italia, entrate e uscite. Il presidente ha «congelato» sia Kozak che Floccari, potrebbero restare entrambi a meno che non si profilino operazioni particolarmente allettanti. C’è una pista che porta ad Ilicic del Palermo, ma è in particolare con l’«outlet » Cagliari, club finanziariamente in ginocchio per l’investimento fatto sul nuovo stadio, che si potrebbe aprire una trattativa: alla Lazio fanno gola Nainggolan, Nené ed Ekdal, scritti in ordine di interesse, e uno fra Floccari e Kozak (più il cartellino di Foggia) potrebbe essere girato in Sardegna per portare a compimento l’affare. L’ambasciatore all’estero, invece, è Igli Tare, a lui il compito di allacciare i rapporti usando il nome di Klose come grimaldello per aprire trattative sulla carta impossibili. In prima battuta il d.s. biancoceleste cerca colpi alla Lulic, minima spesa e massimo rendimento. In quest’ottica i nomi caldi sono quelli del 27enne Abdellaoue dell’Hannover e del 19enne Jesus Corona del Monterrey. Ma entro breve Tare volerà prima in Germania e poi a Londra dove proverà a stingere su un nome di grido. Il 35enne Lampard è il sogno impossibile, perché il Chelsea non lo lascerà partire se non a giugno e perché il giocatore ha già fatto pervenire una richiesta di almeno 4milioni d’ingaggio. Troppi per gli standard biancocelesti. Però prendono quota altri due prossimi svincolati, due piste che la Lazio è decisa a battere fino in fondo: il 32enne Malouda, jolly francese del Chelsea, e il 31enne Arshavin, centrocampista versatile di proprietà Arsenal che ad agosto è tornato a Londra dopo il prestito allo Zenit di Spalletti.

Il Corriere della Sera

Cittaceleste

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