L’arbitraggio penalizza la Lazio

L’arbitraggio penalizza la Lazio

Troppi gufi sul cielo di Formello e allora per fortuna a Palermo esce fuori un pareggio in rimonta che allunga a quindici i risultati utili consecutivi. Stavolta Olympia non è riuscita a bloccare i sinistri presagi, gli influssi negativi che in tanti hanno inviato sulla banda di Petkovic in questa…

Troppi gufi sul cielo di Formello e allora per fortuna a Palermo esce fuori un pareggio in rimonta che allunga a quindici i risultati utili consecutivi. Stavolta Olympia non è riuscita a bloccare i sinistri presagi, gli influssi negativi che in tanti hanno inviato sulla banda di Petkovic in questa settimana trascorsa vicina alla Juve. Gli infortuni di Gonzalez, Konko e soprattutto Klose come antipasto della jella che poi si è materializzata nella designazione di Gianluca Rocchi di Firenze. Qualcuno ha storto la bocca pensando a precedenti inquietanti per questo arbitro che, dopo Calciopoli (era stato indagato per presunti favori alla Lazio), non è più riuscito ad essere lucido con i biancocelesti. Due sconfitte a Palermo con rigori inventati ed espulsioni discutibili, otto sconfitte in quattordici gare e un derby, l’ultimo, in cui per puro caso il gol segnato inizialmente da Lamela non è stato decisivo. Tant’è, Rocchi non vede il gol del 2-0 che avrebbe dato, probabilmente, il colpo decisivo a avversari modesti e perdipiù stralunati. Quindi i presunti aiuti arbitrali a favore della Lazio, la squadra storicamente più sfigata dell’intera serie A, vengono ampiamente bilanciati dai disastri di Firenze e dal clamoroso errore di Rocchi. Ma non è il momento di guardarsi indietro anche se è chiaro che la Lazio in vetta ha di fatto scatenato una serie di malefici fino al colpo dl fischietto toscano. Sfortuna a parte, se la vogliamo chiamare così, la squadra biancoceleste non è sembrata lucida come in altre occasioni confermando che dopo la sosta natalizia fa sempre più fatica a portare a casa le vittorie. Lo ha ammesso anche Petkovic, meglio trovare i correttivi tattici senza stravolgere sempre lo spartito iniziale. Inoltre si conferma un trend non eccezionale in trasferta dove il rendimento è ben al di sotto di un gruppo che vuole centrare il ritorno in Champions League. Serve un’accelerata in campionato anche perché, dopo il Chievo all’Olimpico, la Lazio avrà ben nove gare in trasferta sulle sedici che resteranno. Ora la coppa Italia. Tra 48 ore di nuovo in campo per provare a conquistare un prestigioso traguardo, come la finale dell’Olimpico ma prima c’è da superare il doppio confronto con la Juve. Klose vuole esserci ma saranno decisivi i prossimi allenamenti. Senza di lui non si vince, ieri la conferma.

Il Tempo

Cittaceleste

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