L’avviso di Petkovic, “La Lazio non si batte”

L’avviso di Petkovic, “La Lazio non si batte”

C’è un simpatico steward dello Stoccarda, italiano emigrato in Germania, che alla Mercedes-Benz Arena ieri pomeriggio, prima della conferenza stampa, ci ha accolto così:«Siete di Roma, vero? Dovreste sprofondare, voi e tutti i politici, siete la rovina dell’Italia ». Pensavamo scherzasse. Faceva sul serio. Anche contro di lui, e in…

C’è un simpatico steward  dello Stoccarda, italiano emigrato in Germania, che alla Mercedes-Benz Arena ieri pomeriggio,  prima della conferenza stampa, ci ha accolto così:«Siete di Roma, vero? Dovreste  sprofondare, voi e tutti i politici, siete la rovina dell’Italia ». Pensavamo scherzasse. Faceva sul serio. Anche contro di lui, e in un clima di totale diffidenza per il caso razzismo  e le conseguenti porte chiuse per il ritorno, giocherà oggi la Lazio a Stoccarda. E chissà se lo steward sa già che di fronte troverà una Lazio che in Europa non fallisce mai. Non tradisce: l’aspetti e la trovi. È l’altra faccia della Lazio: non quella che si perde in provincia, ma
una più solida che mette in tasca il passaporto e via. Vittorie o pareggi, sconfitte mai. Solo conferme Federico Marchetti l’ha spiegata così: «Ricerca  del prestigio internazionale ». La chiave è tutta lì. È
una squadra e un allenatore che dall’estate scorsa si sono messi in testa l’obiettivo europeo  e non l’hanno mollato per  un attimo, anche a costo di lasciare qualche particolare per strada. Una scelta in controtendenza con il resto del panorama italiano (vero Mazzarri?), una strada che ha portato la Lazio ad essere invincibile fin qui in Europa: dieci match, sei vittorie, quattro pareggi, seconda serie di imbattibilità più lunga eguagliata. «Ecco,  dobbiamo scendere in campo ricordandoci di questi numeri— spiega Vladimir Petkovic  —. Dobbiamo essere coscienti dei nostri mezzi, per continuare la striscia positiva in Europa League». Facile a dirsi. E pure i precedenti farebbero pensare bene, se è vero che lo Stoccarda in Europa in questa stagione non ha vinto nemmeno una partita in casa: «E qui ci giochiamo mezza qualificazione  », sussurra il tecnico. Che poi la voce la alza, per difendere la sua squadra dalle critiche:  «Dalla Lazio non voglio risposte qui in Germania. Voglio
conferme, perché so quello che siamo in grado di fare e l’abbiamo fatto vedere tante volte. E dico di più: neppure i primi 15 minuti a Milano mi  sono dispiaciuti».(In)difesa I restanti 75 minuti  però hanno confermato una tendenza molto pericolosa, che neppure l’ultimo viaggio europeo a Moenchengladbach
aveva sminuito: nelle ultime  quattro trasferte la Lazio ha sempre incassato tre gol. «Ma prima del Milan, per due gare di fila non ne avevamo subiti — ribatte Vladimir Petkovic  —.Sì, c’è una differenza di rendimento tra quello che riusciamo a produrre all’Olimpico e i match in trasferta. Ma è così per molti, quasi per tutti. Ecco,
dobbiamo eliminare questa differenza se vogliamo davvero diventare una grande squadra», l’appello del tecnico. A partire da stasera, ovvio.  E senza pensare alle porte chiuse del ritorno: «Non cambieremo il nostro atteggiamento per questo. Lo Stoccarda è  forte, ma noi conosciamo i loro punti deboli. E in campo vedrete una grande Lazio».

La Gazzetta dello Sport

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