Lazio, alzati e vai avanti

Lazio, alzati e vai avanti

I limiti e le contraddizioni di un calcio centrifuga sono racchiuse nei prossimi novanta minuti. Cancellare il tracollo di Siena, eliminando il Borussia Moenchengladbach, significherebbe per Petkovic superare Reja e raggiungere Mancini, centrando il traguardo degli ottavi di Europa League che la Lazio non raggiunge da dieci anni. Bisogna tornare…

I limiti e le contraddizioni di un calcio centrifuga sono racchiuse nei prossimi novanta minuti. Cancellare il tracollo di Siena, eliminando il Borussia Moenchengladbach, significherebbe per Petkovic superare Reja e raggiungere Mancini, centrando il traguardo degli ottavi di Europa League che la Lazio non raggiunge da dieci anni. Bisogna tornare alla stagione 2002/03 e alla vecchia Coppa Uefa per trovare i biancocelesti così avanti nel cammino europeo. Superata la fase a gironi, la squadra allenata dall’ex numero 10 di Eriksson superò in una faticosissima doppia sfida i polacchi del Wisla Cracovia e si regalò i turchi del Besiktas nel turno successivo. La corsa di Mancini venne interrotta in semifinale dal Porto di Mourinho, all’epoca quasi sconosciuto al grande pubblico eppure già snob e spigoloso. Petkovic parte dal 3-3 del Borussia Park e intravede all’orizzonte, dopo aver centrato l’ingresso in finale di Coppa Italia, un’altra autostrada verso la gloria. Battendo il suo amico Lucien Favre, due scudetti in Svizzera alla guida dello Zurigo, troverebbe agli ottavi la vincente tra Stoccarda e Genk, giocando ancora la partita di ritorno all’Olimpico. Buone prospettive di successo per il tecnico di Sarajevo e per la società, che in Europa non ha mai fatto strada. Sarebbe la prima volta agli ottavi per Lotito, nella passata stagione sbattuto fuori senza tanti complimenti dall’Atletico Madrid di Simeone, che poi avrebbe vinto il trofeo.

INVASIONE- Sono queste le contraddizioni del calcio italiano. Il doppio confronto di Coppa Italia con la Juventus e la battaglia di giovedì scorso in Germania hanno tolto energie fisiche e mentali alla Lazio, costretta a rallentare in campionato. Solo due punti nelle ultime cinque giornate, segnate da tre sconfitte. La squadra di Petkovic è ancora terza in classifica, ma è stata raggiunta dal Milan e ha visto avvicinarsi Inter e Fiorentina. Lotta apertissima per la qualificazione Champions, vero obiettivo. L’entusiasmo e le vittorie, però, aiutano a superare i momenti critici. La Lazio ha perso malissimo a Siena, forse è stata la peggiore prestazione della stagione, e per questo motivo stasera non potrà sbagliare. Perdere all’Olimpico e uscire di scena dopo la prova d’orgoglio a Moenchengladbach, significherebbe vanificare gli sforzi compiuti sinora. Servono la squadra migliore e un’altra prestazione da applausi, perché il pronostico, nonostante il pareggio con tre gol in trasferta, non è affatto scontato. Petkovic aveva ragione a invocare l’aiuto del popolo biancoceleste. I facili lamenti dei tifosi, che reclamavano rinforzi veri a gennaio, non sono accompagnati da una presenza massiccia allo stadio. Su 23 mila biglietti venduti, 8 mila sono stati acquistati dai tedeschi, che si riverseranno in massa a Roma. Un esodo quasi mai visto, una fetta del Borussia Park pronta a occupare la Curva Sud dell’Olimpico.

ARBITRO- E’ difficile pensare che la Lazio giocherà veramente in casa e allora bisognerà fare attenzione alle imprevedibili traiettorie di ogni partita. Occhi aperti, guardando bene come dirigerà l’arbitro turco Gocek. Una settimana fa la squadra biancoceleste ha pagato la severità esasperata del russo Karasev, pronto a fischiare ogni sospiro in area: tre rigori contro in novanta minuti rappresentano un evento rarissimo. E fanno venire anche qualche sospetto, pensando come lo speaker del Borussia Park (sollecitato dall’Uefa) giovedì scorso, al primo scoppio di un petardo, abbia avvertito la tifoseria della Lazio e minacciato la sospensione della partita, ricordando la diffida pendente sulla società e sull’Olimpico, nata in seguito alla doppia sfida con il Tottenham. Non può sbagliare la squadra di Petkovic, non possono sbagliare i tifosi, che si spera rispondano all’appello del tecnico di Sarajevo. Serve la partita perfetta anche fuori dal campo.

Il Corriere dello Sport

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