Lazio di eroi in Germania

Lazio di eroi in Germania

Emozionante, rocambolesco, meritatissimo. È un pareggio che vale oro quello che la Lazio strappa al Borussia Park in dieci uomini a pochi secondi dal gong. Un 3-3 che arriva proprio all’ultimo tuffo: a compierlo è il redivivo Kozak che, dopo un digiuno durato tre mesi, si scatena con una doppietta,…

Emozionante, rocambolesco, meritatissimo. È un pareggio che vale oro quello che la Lazio strappa al Borussia Park in dieci uomini a pochi secondi dal gong. Un 3-3 che arriva proprio all’ultimo tuffo: a compierlo è il redivivo Kozak che, dopo un digiuno durato tre mesi, si scatena con una doppietta, confermandosi cannoniere di coppa (7 i suoi centri stagionali in Europa League). La copertina stavolta è sua, ma il merito del risultato è di tutta la squadra biancoceleste che, dopo un primo tempo deludente, dà il meglio di sé nel corso di una ripresa in cui succede tutto e il contrario di tutto. Qualificazione ancora in bilico, perché il Borussia come tutte le squadre tedesche non muore mai. Ma, certo, il 3-3 pone la squadra di Petkovic in una situazione ideale in vista del ritorno tra una settimana all’Olimpico di Roma.

Tedeschi «italiani»
Il Borussia mette le mani sul match nel primo tempo grazie a una tattica italianista. La formazione di casa lascia l’iniziativa alla squadra romana, resta raccolta nella sua metà campo per poi scatenarsi con ripartenze micidiali. Sulla prima passa in vantaggio poco dopo il quarto d’ora. La difesa biancoceleste si fa trovare impreparata sulla penetrazione di Herrmann e a Dias non resta altro che atterrare l’avversario lanciato a rete. Rigore netto che Stranzl trasforma con una bomba cui Marchetti non può opporsi. La Lazio prova a macinare gioco, ma riesce a stuzzicare Ter Stegen solo con un paio di tiri da fuori (di Candreva e Hernanes) e con un colpo di testa di Floccari. Ma l’occasione più nitida la produce ancora il Gladbach sul finire di tempo. Altro contropiede letale, Gonzalez è costretto a mettere a terra Herrmann a pochi passi dall’area di rigore. Punizione dal limite che Arango tira sul palo, poi Herrmann sbaglia il tap-in.

Cambia la musica
Ma la tattica vincente di Favre nei primi 45 minuti è favorita anche dal modulo laziale che, alla prova dei fatti, si rivela troppo accorto e con poco peso in attacco. Petkovic lo capisce e corregge sapientemente la squadra nell’intervallo. Fuori uno spento ed irriconoscibile Ledesma, dentro Kozak per un 4-4-2 che copre meglio il campo grazie all’ottimo lavoro dei due esterni Candreva e Lulic. Sono le due ali gli ispiratori dell’uno-due con cui la Lazio ribalta il risultato nei primi venti minuti della ripresa. Il laterale romano serve a Floccari la palla dell’1-1 al 12’ (l’attaccante calabrese timbra così il sesto gol nelle ultime otto partite), il bosniaco assiste invece Kozak al 19’ per la rete del sorpasso.

Dias, che combini
Sembra fatta per la Lazio. Ma a rimettere tutto in discussione ci pensa uno sciagurato Dias. Non pago del rigore causato nel primo tempo, il brasiliano ne provoca un altro per un’evitabile cintura ai danni di Stranzl. E si fa pure espellere per doppia ammonizione. È lo stesso terzino a presentarsi sul dischetto come nel primo tempo, ma stavolta Marchetti lo ipnotizza e riesce a respingere il tiro. Ma la superiorità numerica spinge il Borussia a crederci. E così, dopo il sorpasso subito dalla Lazio, sono i tedeschi ad effettuare il controsorpasso. Il 2-2 arriva sul terzo rigore della serata. Un po’ meno netto degli altri (Cana tocca leggermente De Jong che si lascia cadere), ma l’arbitro è inflessibile. Dagli 11 metri Marx non sbaglia. Il 3-2 arriva a tre minuti dal 90’ grazie a una punizione di Arango, con Marchetti in colpevole ritardo. Finita? Neanche per sogno. A 30 secondi dal termine ecco il 3-3 di Kozak, pescato alla perfezione da Hernanes.

La Gazzetta dello Sport

Cittaceleste

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