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Piacciono Hinteregger e Astori.

Piacciono Hinteregger e Astori.

Numeri impietosi, una retroguardia da rifondare, così la Lazio è davvero indifendibile. Il tracollo di Napoli ha sciolto ogni dubbio, ha evidenziato dei limiti già conosciuti in passato, prevedibili e difficilmente rivedibili. Senza dimenticare, per gli amanti delle statistiche, il quinto poker subito in stagione, in 114 anni di storia…

di redazionecittaceleste

Numeri impietosi, una retroguardia da rifondare, così la Lazio è davvero indifendibile. Il tracollo di Napoli ha sciolto ogni dubbio, ha evidenziato dei limiti già conosciuti in passato, prevedibili e difficilmente rivedibili.

Senza dimenticare, per gli amanti delle statistiche, il quinto poker subito in stagione, in 114 anni di storia era accaduto solo in tre occasioni (1933/34, 1943/44 e 1948/49). Batoste e goleade che una squadra di livello non dovrebbe incassare, adesso un vecchio punto di forza è diventato all’improvviso l’anello debole: la difesa è sotto esame, gli ultimi risultati sono agghiaccianti, nemmeno Reja (esperto in materia) è riuscito a risollevare la situazione. Sono 44 i gol subiti dai biancocelesti in 33 partite di campionato, nona posizione in compagnia di Atalanta, Udinese e Milan, si tratta di uno score deludente che dovrà far riflettere società e staff tecnico. Soprattutto in ottica mercato, a pochi mesi dal festival dei trasferimenti, Tare e Lotito dovranno per forza di cose rinnovare e rinforzare il reparto più colpito. Giocatori giovani e di prospettiva, ma con una buona dose di esperienza alle spalle, in molti rischiano «il posto»: Novaretti che però gode della stima del diesse Tare, Cana e Ciani (lo cerca il Norwich) hanno deluso le aspettative, fallito tutte (o quasi) le chance a disposizione, ora i bonus sono terminati e il futuro potrebbe essere lontano da Roma.

Inevitabile, forse scontato: la Lazio per tornare competitiva dovrà ripartire da elementi nuovi, affidabili e pronti al campionato italiano, stop con le solite scommesse. Una rifondazione totale e necessaria: verso l’addio anche Biava (è tentato dall’Atalanta ma alla fine potrebbe anche firmare il rinnovo di un anno che gli è stato offerto a ripetizione da Lotito) e Dias (accordo lontano quasi certo il ritorno in Brasile dopo quattro stagioni con la maglia della Lazio).

Nel mirino più di un difensore, dunque: i nomi noti restano Humberto Rever e Martin Hinterreger. Il primo gioca nell’Atletico Mineiro, è un classe 85′, Tare lo segue da anni e tra poche settimane potrebbe sferrare l’attacco decisivo. Il secondo è di proprietà del Salisburgo, è giovanissimo (1992), ha una valutazione di 3 milioni di euro: Inter, Napoli e Arsenal hanno già chiesto informazioni, la concorrenza è agguerrita. Attenzione però alle occasioni che potrà offrire la serie A: il Cagliari si troverà costretto a cedere Astori, con la Roma l’accordo non è stato raggiunto, Lotito può inserirsi da un momento all’altro. La valutazione è destinata a scendere, con 12 milioni di euro la trattativa decolla.

Senza trascurare i possibili intrecci con la Juventus: Conte vuole a tutti i costi Lulic, alla Lazio piacciono Ogbonna e Caceres. Due affari difficili, soprattutto quello per l’uruguaiano: è gestito da Fonseca, dopo la querelle Muslera i rapporti sono inesistenti. L’allenatore del prossimo anno (Reja?) pescherà anche dalla Primavera: Elez e Serpieri i favoriti a salire in prima squadra. Intanto, dopo Napoli-Lazio, il diesse Tare è tornato sulla direzione arbitrale della sfida del San Paolo: «Meritiamo rispetto, non ci lamentiamo mai. Ma è un dato di fatto che nelle ultime 4 partite con Banti siamo stati penalizzati. Vorrei che l’Europa League passasse solo ed esclusivamente attraverso il campo».

Notizie da Formello: Biava e Keita migliorano, possono recuperare per il Torino facendo felice Reja . Assenti Gonzalez e Klose, ieri visite per Dias (fastidio al polpaccio) e Marchetti. Da valutare anche Postiga (fastidio all’inguine) e Onazi (problema al polpaccio). Stamattina la ripresa, sabato si gioca alle 15 in un Olimpico ancora deserto per lo sciopero della curva Nord. (Il Tempo – Gia.Che.)

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