Lazio, domina l’Olimpico

Lazio, domina l’Olimpico

 Fame di vittoria. E’ un digiuno prolungato, un’astinenza che acceca. Manca da troppo tempo la vittoria, manca tantissimo. Era il 13 gennaio, si giocava Lazio-Atalanta (2-0) e Petkovic si portò a casa i tre punti. Sono passati quarantadue giorni, sono trascorse cinque giornate di campionato e il successo non è…

 Fame di vittoria. E’ un digiuno prolungato, un’astinenza che acceca. Manca da troppo tempo la vittoria, manca tantissimo. Era il 13 gennaio, si giocava Lazio-Atalanta (2-0) e Petkovic si portò a casa i tre punti. Sono passati quarantadue giorni, sono trascorse cinque giornate di campionato e il successo non è stato più centrato. Due pareggi e tre sconfitte, solo due punti aggiunti alla classifica: è questo il misero score che appartiene ai biancocelesti. Vincere, non resta altro da fare. Vincere contro il Pescara, non c’è altra soluzione. La Lazio deve ripartire, le inseguitrici si sono fatte sotto, hanno lanciato l’assalto al terzo posto. Petkovic e i suoi uomini devono sfruttare l’impegno casalingo, dopo il match di stasera il calendario proporrà gli scontri diretti con il Milan (sabato sera) e la Fiorentina (domenica 10 marzo). Si riparta senza tentennamenti, si cancelli la batosta di Siena, si riprenda vigore. La Coppa Italia e l’Europa League hanno tolto energie, ne ha risentito la corsa Champions, è un dato di fatto innegabile.

LA SVOLTA -Espugnare l’Olimpico, questo serve. Sembra un paradosso, è la realtà. Nelle ultime due partite casalinghe i biancocelesti hanno perso contro il Chievo (0-1) e pareggiato col Napoli (1-1). E’ andata maluccio anche in trasferta: pareggio a Palermo, sconfitte contro Genoa e Siena. Le vittorie sono arrivate solo in Coppa Italia e in Europa League (nelle gare di ritorno contro Juventus e Borussia Moenchengladbach). La Lazio ha frenato in campionato, s’è fatta raggiungere dalle concorrenti, le stesse che avevano mangiato polvere nella prima parte di stagione. I numeri sono chiari: prima del match perso col Chievo, in nove gare interne, la Lazio aveva ottenuto otto successi e un pareggio. Petkovic dominava in casa, aveva costruito un fortino inespugnabile, non può essere crollato. La legge dell’Olimpico dev’essere ristabilita subito, già stasera. Vlado non ammetterà più errori, la squadra ha subito troppo per i suoi gusti. Un digiuno di vittorie così lungo non è accettabile, la corsa Champions è andata avanti, la Lazio è rimasta indietro. Va ritrovato il ritmo dei giorni migliori, il campionato italiano è duro, basta un calo per ritrovarsi sotto, per farsi risucchiare. La Champions è il grande obiettivo stagionale, per centrarlo occorre continuità di rendimento.

GLI INCROCI -Arriva il Pescara, ci si affida anche alle tradizioni per quanto possano valere. Sarà la decima sfida di serie A tra laziali e abruzzesi. La Lazio è in netto vantaggio, il conto parla di cinque vittorie a due per i padroni di casa, due anche i pareggi. Gli scongiuri sono ammessi: il Pescara non ha mai vinto all’Olimpico (tre vittorie biancocelesti e un pari). Nei quattro precedenti registrati a Roma la Lazio ha sempre segnato due gol. Petkovic ha chiesto massima attenzione, le statistiche a volte nascondono trappole pericolose. Il Pescara andrà affrontato senza presunzione, con lucidità. E’ vero, la squadra dell’ex Bergodi ha raccolto un solo punto nelle ultime sei giornate, ha subito 16 gol e non vince lontano dall’Adriatico da tre partite (due sconfitte seguite da un pareggio). Ma pensare che gli abruzzesi stenderanno tappeti rossi ai laziali è un errore grossolano. L’Olimpico è l’Olimpico, non è terra “nemica”, non può esserlo. La società ha chiamato a raccolta i tifosi proponendo biglietti a basso costo: in Curva Nord si entra pagando 10 euro. Non sono stati forniti dati ufficiali relativi alle presenze, la speranza è che non si giochi nel deserto. E’ più facile vincere giocando nel teatro dei sogni.

Il Corriere dello Sport

Cittaceleste

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