Lazio grande con le grandi

Lazio grande con le grandi

Inter prima, Napoli e Lazio al secondo posto, Roma al quarto. La Juve è solo quinta. Poi Fiorentina e Milan. Questa è la classifica degli scontri diretti alla fine del girone d’andata e se diamo un’occhiata al calendario (degli stessi scontri diretti) del girone di ritorno la prima considerazione non…

Inter prima, Napoli e Lazio al secondo posto, Roma al quarto. La Juve è solo quinta. Poi Fiorentina e Milan. Questa è la classifica degli scontri diretti alla fine del girone d’andata e se diamo un’occhiata al calendario (degli stessi scontri diretti) del girone di ritorno la prima considerazione non è benevola nei confronti dei campioni d’Italia che, già non avendo brillato contro le pari-categoria, su 6 partite grosse ne giocheranno 4 fuori e solo due in casa, con Fiorentina e Milan.

CONTRADDIZIONE INTER – La stagione della squadra di Stramaccioni, già strana per conto suo, lo diventa ancora di più se confrontiamo le due classifiche, quella reale (4° posto) e quella degli scontri diretti (1° posto). Per come ha interpretato le partite con le grandi, bisogna parlare di una squadra forte, sicura di sè, concreta, con un solido spessore caratteriale. Ha fatto 12 punti in queste 6 partite, ma poi ne ha fatti solo 23 nelle altre 13: 2 punti a partita contro le big, 1,76 contro tutte le altre, raggiungendo il punto più basso a San Siro nella sconfitta contro il Siena, oggi ultimo in classifica anche se per colpa della penalizzazione. Spiegare questo fenomeno con le cadute di tensione può essere un buon inizio, ma non esaurisce il problema.

VANTAGGIO LAZIO/NAPOLI – Hanno due punti in meno dell’Inter nella graduatoria degli scontri diretti ma anche 4 in più (se al Napoli verranno restituiti i due tolti con la penalizzazione) in quella generale. Il loro equilibrio è rimarcato e interessante, parla di due squadre pronte all’assalto della Juve. La Lazio poteva non perdere a Firenze (Bergonzi ne ha combinate di tutti i colori), ma ha avuto anche un po’ di fortuna a resistere al furore dei bianconeri allo Juventus Stadium. Il Napoli, a sua volta, ha strappato qualcosa di più di quanto si meritava quando ha battuto la Fiorentina al San Paolo, ma ha perso poi malamente l’occasione di battere il Milan dopo il 2-0 parziale (2-2 il finale).

JUVE DA RIVEDERE – La sua tradizione è sempre stata quella di schiacciare le formazioni più deboli e anche la squadra di Conte (tolta qualche eccezione, ultima la Samp) è entrata in questo solco. Uno degli esempi più nitidi è la vittoria di Palermo: senza fatica, ha vinto 1-0 impedendo ai siciliani di tirare in porta. Ma negli scontri diretti tutta questa forza, questa arroganza tecnica non si vede. In 6 partite, la Juve ha vinto solo 2 volte. E se è vero che contro la Lazio poteva arrivare la terza vittoria, è altrettanto vero che nel secondo tempo di Firenze non è quasi mai uscita dal suo centrocampo. Spiegare questa difficoltà con la mancanza di carattere fa ridere. No, è qualcosa di più tecnico, una sofferenza che sta nei dettagli, forse nella struttura del suo organico: quando l’equilibrio è marcato, si avverte di più la mancanza del grande giocatore e della sua grande giocata risolutrice.

LA ROMA E LA REGOLA DEL 4 – La squadra di Zeman ha fatto un punto in più di quella di Conte, ma le occasioni perse superano di gran lunga quelle sfruttate e questa linea appartiene sia alle sfide con le formazioni più importanti che a quelle di seconda fascia. La Roma può incassare quattro gol a Torino senza aprire bocca, può farne altrettanti al Milan e alla Fiorentina rischiando qualcosa, può prenderne altri 4 dal Napoli. Nelle gare fra grandi l’equilibrio dovrebbe essere più evidente, eppure in questo genere di partite 4 volte su 6 la Roma ha subìto o segnato 4 gol. Magìe (o follie?) zemaniane.

MATURAZIONE VIOLA – La Fiorentina è al penultimo posto di questa classifica molto speciale e piuttosto indicativa. Ha fatto 7 punti. A Napoli e a Milano contro l’Inter poteva anche pareggiare, in casa contro la Juve poteva anche vincere, ma si vede bene da questo tipo di sfide che alla squadra di Montella manca ancora lo spessore della grande. Per ora è bella, grande lo diventerà in futuro. La sensazione è che invece il Milan dovrà aspettare ancora un po’. E’ ultimo, 4 punti in 6 partite. E ultimo (intendiamo ultimo delle grandi) è anche nella classifica generale. La tendenza è confermata.

Il Corriere dello Sport

Cittaceleste

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