Lazio, i motivi della frenata

Lazio, i motivi della frenata

E’ stata una frenata inevitavile, una costante progressione e la lunga serie di impegni ha solo complicato il cammino della Lazio, che aveva cominciato a rallentare alla fine di gennaio. Chiuso il girone d’andata a quota 39 punti, stabilendo il nuovo primato della gestione Lotito e raggiungendo le stesse medie…

E’ stata una frenata inevitavile, una costante progressione e la lunga serie di impegni ha solo complicato il cammino della Lazio, che aveva cominciato a rallentare alla fine di gennaio. Chiuso il girone d’andata a quota 39 punti, stabilendo il nuovo primato della gestione Lotito e raggiungendo le stesse medie di Eriksson e Maestrelli nelle stagioni dei due scudetti, Petkovic è salito sull’altalena. Bene in Europa League e nella doppia semifinale di Coppa Italia con la Juve, male in campionato. Anzi malissimo. Otto punti nelle ultime nove giornate. La vittoria faticosa con l’Atalanta era stato il segnale di una crisi incipiente. Dopo, a distanza di un mese e mezzo, è arrivato
Pesa l’assenza di Klose, Hernanes e Ledesma a corto di fiato. E certe scelte del club non aiutanosoltanto il successo sul Pescara. Due vittorie, due pareggi (con Palermo e Napoli), ben cinque sconfitte (Chievo, Genoa, Siena, Milan e Fiorentina). Nelle stesse nove partite del girone d’andata, la Lazio aveva conquistato 18 punti. Meno 10 nel confronto, inasprito da altri numeri. Due ko consecutivi e doppio sorpasso subìto in classifica nei confronti diretti per la Champions, 0-3 a San Siro con il Milan e 0-2 con la Fiorentina, cinque gol incassati e neppure uno realizzato in 180 minuti. Nel solo girone di ritorno, quasi tutto senza Klose, la Lazio ha segnato 9 gol e ne ha subìti 15.

BIG IN CALO – Pesa l’assenza del tedesco. Da quando si è fatto male, la Lazio ha vinto una sola volta (2-0 con il Pescara) nonostante la buona vena di Floccari, che adesso sta cominciando a pagare due mesi di partite senza respiro. Non è più questione di moduli, ma solo di condizione fisica e nervosa approssimativa. La squadra biancoceleste fatica a ricaricare le pile. Ci sono alcuni dei suoi giocatori più importanti in riserva. Basta guardare Hernanes e Ledesma. Hanno giocato quaranta partite dall’inizio della stagione. E’ fisiologico accusare una flessione di rendimento. Il playmaker italo-argentino era stato risparmiato a Stoccarda e anche alla vigilia della sfida con la Fiorentina era apparso stanco. Petkovic l’ha mandato in campo lo stesso e poi ha sganciato Onazi, a cui non si possono dare all’improvviso troppe responsabilità, anche se è apparso più fresco. Nel girone d’andata la Lazio era stata trascinata dai gol di Hernanes e Klose. Fuori il tedesco, negli ultimi due mesi sono mancati i colpi del Profeta, che ha dovuto anche sopportare un trauma cranico. E Petkovic, rispetto a Reja, non ha mai potuto disporre di un centrocampista come Matuzalem per dare il cambio alla regìa.

RICAMBI – Hernanes e Ledesma con il fiato corto. Ieri sera mancava anche Candreva, squalificato. E solo negli ultimi venti minuti s’è rivisto Mauri, fermo da un mese. Il capitano è indispensabile per collegare centrocampo e attacco, per dare quel tocco di imprevedibilità. E’ mancato tantissimo in questo mese e il primo tempo di ieri sera ha dimostrato quanto Ederson, brillante protagonista a Stoccarda, abbia ancora bisogno di rodaggio per ritrovare condizione dopo tanti mesi di stop. Giocano sempre gli stessi e le scelte della società hanno pesato in negativo. Quando si è fatto male Konko, non era più possibile impiegare Cavanda. A Capodanno si sono spente le ultime possibilità di portare al rinnovo Diakitè, miglior difensore centrale della Lazio nella stagione passata. Unico cambio di ruolo per Biava come marcatore. Cana, Dias e Ciani sono omologhi e tra loro non si integrano bene. Ieri Petkovic ha lasciato a riposo Biava, il re degli anticipi. Sarà stato un caso, ma la Lazio in tutto l’anno non aveva mai preso un gol come quello realizzato da Jovetic.

Il Corriere dello Sport

Cittaceleste

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