Lazio-Juventus Klose per rialzarsi

Lazio-Juventus Klose per rialzarsi

L’ultimo treno, forse, è già passato. Quella doppia sconfitta d’inizio marzo contro Milan e Fiorentina, due scontri diretti fondamentali nella corsa alla Champions, ha allontanato la Lazio da un 3° posto sfiorato ma mai raggiunto nelle ultime due stagioni. Oggi, nel giorno della super sfida alla Juventus, la distanza è…

L’ultimo treno, forse, è già passato. Quella doppia sconfitta d’inizio marzo contro Milan e Fiorentina, due scontri diretti fondamentali nella corsa alla Champions, ha allontanato la Lazio da un 3° posto sfiorato ma mai raggiunto nelle ultime due stagioni. Oggi, nel giorno della super sfida alla Juventus, la distanza è grande – 8 punti dal Milan, divario all’apparenza incolmabile – ma Vladimir Petkovic ci crede ancora.

All’epoca l’allenatore di Sarajevo lo negò in modo netto, ma le gare contro Milan e Fiorentina erano già decisive per la corsa al 3° posto. Oggi, quando mancano solo 7 partite alla fine del campionato, per la prima volta Petkovic utilizza «l’aggettivo proibito». «Non ho nessun rammarico per quanto accaduto nel ritorno – ha ammesso l’allenatore biancoceleste – noi ci crediamo ancora. Contro la Juve sarà una partita difficile e decisiva: vincere è importante perché poi potremo giocare una sola volta a settimana, un fatto che mi rende ottimista. Certo non dipende tutto dalla Lazio, ma noi faremo il massimo per recuperare se le squadre davanti faranno qualche passo falso».

Petkovic spera, l’aritmetica concede ancora una possibilità alla Lazio, ma la logica parla diversamente. Eppure la sfida alla Juventus è egualmente importante: affidare ogni speranza di qualificazione europea alla finale di Coppa Italia è molto rischioso. «Questo non è il momento per fare calcoli o bilanci – ha osservato Petkovic – dobbiamo solo raccogliere tutte le forze e le energie per dare il massimo, battere la Juve e ottenere tre punti fondamentali per il campionato». Un compito tutt’altro che semplice: «La Juventus è la squadra più forte della serie A – ha ammesso l’allenatore di Sarajevo – e praticamente ha già vinto lo scudetto, ma quest’anno con noi hanno già faticato. Malgrado l’eliminazione dalla Europa League stiamo bene, ho fatto i complimenti ai ragazzi per quanto fatto finora, ma ora serve un ulteriore sforzo. Nel calcio non esistono squadre imbattibili: per vincere dovremo dare il massimo, anzi di più, il 150%».

Petkovic sa come si fa: in tre partite giocate contro la Juventus quest’anno la Lazio ha raccolto una vittoria (decisiva per l’accesso nella finale di Coppa Italia) e due pareggi. Rispetto all’ultima sfida, la gara di ritorno della semifinale della coppa nazionale disputata a fine gennaio, la classifica dei biancocelesti è molto diversa: allora la squadra di Petkovic viaggiava a soli 6 punti dalla vetta, ancora al 3° posto, mentre oggi bisogna vincere per restare agganciati alla 4ª piazza occupata dalla Fiorentina. E soprattutto stasera, diversamente da gennaio, il tecnico di Sarajevo dovrà ancora una volta fare i conti con l’emergenza. Contro la Juve la difesa sarà decimata: Biava, Radu e Lulic sono squalificati, Dias e Pereirinha infortunati, Cavanda e Diakitè come sempre fuori rosa («Per me è un capitolo chiuso – ha spiegato Petkovic – mi concentro sui giocatori a disposizione», tra cui naturalmente non c’è Zarate, volato a Parigi per una vacanza). Per questo Gonzalez dovrà stringere i denti e Stankevicius giocherà a sinistra nell’esordio stagionale.

Vista la situazione, per una volta la differenza andrà fatta in avanti: dopo tre mesi la Lazio potrà schierare insieme Miro Klose (ancora a secco contro la Juventus) e Stefano Mauri: «Klose è recuperato – ha dichiarato Petkovic – fisicamente sta bene. Ora deve dare tutto e dimostrare di saper fare la differenza. Mauri, invece, non ha ancora i 90 minuti: non posso mandare in campo tanti giocatori in condizioni precarie». Mauri, però, ci sarà, così come il pubblico dell’Olimpico (previsti 45 mila spettatori, gli juventini in curva saranno 4 mila ma altrettanti siederanno in tribuna) dopo la surreale sfida col Fenerbahce: «Senza l’aiuto dei tifosi non si va lontano», ha ammesso Petkovic». Stavolta, per fortuna, i tifosi ci saranno.

iltempo.it

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