Lazio, mai dire pareggio

Lazio, mai dire pareggio

Petkovic chiede alla Lazio di rischiare con intelligenza, di crederci di più. Quando nella ripresa i biancocelesti hanno preso in pugno la partita, la Fiorentina è rimasta inerte, dentro la propria area di rigore e senza uscirne per diversi minuti. Al sesto, liberato da un cross di Klose, Candreva ha…

Petkovic chiede alla Lazio di rischiare con intelligenza, di crederci di più. Quando nella ripresa i biancocelesti hanno preso in pugno la partita, la Fiorentina è rimasta inerte, dentro la propria area di rigore e senza uscirne per diversi minuti. Al sesto, liberato da un cross di Klose, Candreva ha colpito di testa, troppo centrale, e il pallone è finito tra le braccia di Viviano. Due minuti dopo Cuadrado ha impattato con il braccio il cross di Lulic che avrebbe meritato il rigore. Al decimo Klose si è ritrovato davanti a Viviano, ma ha colpito d’esterno senza trovare la porta. E al 14′, ancora su cross di Luliuc, Mauri ha segnato di testa, ma il gol è stato annullato per un fuorigioco inesistente. Quello è stato il momento migliore della Lazio, che al trentesimo ha visto crollare le sue speranze di rimonta. E’ stato espulso Ledesma e la partita è finita. Anche questa volta, come accade puntualmente dall’inizio della stagione, la Lazio non è riuscita a mantenere lo stesso rendimento per novanta minuti. In campionato, su nove giornate, ha vinto sei partite e ne ha perse tre. Petkovic non ha mai pareggiato in serie A. Al contrario, in Europa League, la Lazio fuori casa ha impattato con Tottenham e Panathinaikos.

STATISTICHE – Gli orrori di Bergonzi hanno pesato in modo determinante sul risultato. La Fiorentina ha meritato nel primo tempo e la Lazio è uscita alla grande per mezzora nella ripresa. Le statistiche premiano i viola: 52% contro il 48% dei biancocelesti nel possesso palla, 16 tiri (di cui 9 nello specchio) e appena 8 per la Lazio, 567 palle giocate contro 493, quasi il 70% dei passaggi riusciti con la squadra biancoceleste ferma al 64%. La Fiorentina ha avuto maggiore supremazia territoriale, ha protetto l’area meglio della Lazio (55% contro 45%), ha attaccato di più (54% contro 44%) ed è stata molto più pericolosa (61% contro 25%). Le partite vanno sapute analizzare riconoscendo i meriti degli avversari, come ha fatto Petkovic.

VELOCITA – Su tre sconfitte, due sono arrivate dopo gli impegni di Europa League. Il ko all’Olimpico con il Genoa a tre giorni di distanza dal pareggio con il Tottenham e domenica a Firenze di rientro dalla trasferta di Atene per affrontare il Panathinaikos. Non si può sostenere con certezza, però, che la Lazio abbia perso perché arrivava da due viaggi in Europa. Con il Genoa si ricordano una valanga di occasioni sbagliate e una delle migliori prestazioni stagionali. Al Franchi è stato determinante Bergonzi. Dopo il successo sul Maribor (unica partita in cui Petkovic ha fatto davvero uso del turnover) la Lazio simpose per 3-0 allAdriatico stritolando il Pescara in mezzora. L’altra sconfitta risale alla trasferta al San Paolo di Napoli, turno infrasettimanale di campionato. L’unica tesi che si può sostenere con certezza è quella di Petkovic. La squadra non tiene i novanta minuti, alterna fasi di dominio alla gestione del pallone e del risultato. Per dominare dall’inizio alla fine dovrebbe correre ad alta velocità. E avere ricambi dello stesso livello e qualità di Hernanes, Candreva, Mauri e Gonzalez. Petkovic ci potrà arrivare quando avrà recuperato tutti.

Il Corriere dello Sport

Cittaceleste

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