Lazio super, con Hernanes e Klose

Lazio super, con Hernanes e Klose

Sempre loro, solo loro. Hernanes e Klose segnano, vincono, esultano. In generale, fanno: paura agli altri, piacere alla Lazio. Piaceri da tre punti. E allora si festeggi. Un ordinario lunedì per una strana coppia. Il Profeta l’ha trascorso invitando a cena alcuni amici per il churrasco, Miro invece aveva messo…

Sempre loro, solo loro. Hernanes e Klose segnano, vincono, esultano. In generale, fanno: paura agli altri, piacere alla Lazio. Piaceri da tre punti. E allora si festeggi. Un ordinario lunedì per una strana coppia. Il Profeta l’ha trascorso invitando a cena alcuni amici per il churrasco, Miro invece aveva messo in programma una giornata di pesca: rinviata, mare troppo grosso.

Decisivi
Troppo grosso è pure il rendimento dei due, ma per gli avversari. Petkovic li spolvera tutti i giorni, come l’argenteria, quella buona. E ti credo. Perché funzionava così con Reja e va così anche con il tecnico di Sarajevo: in campionato la Lazio trionfa (solo) quando segna almeno uno dei due. Il dato è impressionante. Con Hernanes e Klose in campo dall’inizio i biancocelesti hanno vinto 16 partite (13 nel torneo scorso e le prime 3 dell’attuale): di queste, 14 riportano nel tabellino dei marcatori almeno uno tra il Profeta e il centravanti. Solamente in due occasioni non è servito l’aiuto del brasiliano e/o del tedesco: Lazio-Parma 1-0 (gol di Sculli, provocato però da Klose) e Lazio-Novara 3-0. E allora hai voglia a dire che tutti sono importanti, che la rosa è all’altezza, che le riserve valgono i titolari: Hernanes e Klose decidono la Lazio. Non è un caso che l’anno scorso senza Miro i biancocelesti abbiano perso il treno Champions.

Nuovi allenamenti
Ma ora è un’altra storia. «È tornato quello del Morumbi», dice chi conosce bene Hernanes. È cambiato il mondo intorno a lui. Il nuovo ruolo in primis, che è sintetizzato da un numero: il Profeta a Verona ha giocato 94 palloni, più di tutti i suoi compagni. E’ al centro della Lazio, come mai lo è stato. E poi i nuovi metodi di allenamento, ai quali il brasiliano si è subito adattato. E’ uno stakanovista: spesso va oltre le sedute giornaliere, integrando la preparazione del professor Rongoni con i consigli di Jota Alves, il guru che lo segue dal Brasile. Problemi che non ha Klose. Miro si gestisce. E alla Lazio lo fanno fare: sa lui quando accelerare, quando rallentare. Petkovic se li gode. E da oggi comincerà a valutare se far riposare uno dei due a Londra in Europa League.

A Londra per vincere
Che poi, a sentire le parole dell’allenatore, sembrerebbe scongiurata l’idea di una Lazio che snobba l’Europa. «Non abbiamo paura, andremo in Inghilterra per vincere», ha detto Petkovic a Lazio Style radio. Perché tanto la squadra sa fare solo quello. Ancora Vlado: «A chi si stupisce ora dico che nulla si fa dall’oggi al domani. Il precampionato non contava, lì dovevo valutare i miei giocatori. Ma ora restiamo con i piedi per terra: dobbiamo migliorare, evitare alcuni errori individuali e imparare a chiudere le partite. L’Olimpico ha dimostrato che le partite possono essere rovesciate in qualsiasi momento». Guai a copiare Zeman, sembra dire: è sempre derby, pure Petkovic l’ha capito.

fonte: gazzetta dello sport

Simone Davide

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