Lazio viola di rabbia

Lazio viola di rabbia

FIRENZE – Non c’è proprio feeling tra Bergonzi e la Lazio. L’ultima volta si erano incontrati nel finaledella passata stagione, a Udine. Ricordate? Un fischio misterioso, poi scene da far-west. Roba da arrossire.Molti mesi dopo è l’arbitro di Genova a provocare imbarazzo con una serie di decisioni tutte contrarie alla…

FIRENZE – Non c’è proprio feeling tra Bergonzi e la Lazio. L’ultima volta si erano incontrati nel finale
della passata stagione, a Udine. Ricordate? Un fischio  misterioso, poi scene da far-west. Roba da arrossire.
Molti mesi dopo è l’arbitro di Genova a provocare imbarazzo con una serie di decisioni tutte contrarie alla squadra del presidente Lotito. Un gol di Mauri  cancellato per fuorigioco inesistente; la prima rete della Fiorentina realizzata da Ljajic che poteva essere annullata per fuorigioco attivo di Jovetic (Jo-Jo salta e impalla Bizzarri); un possibile rigore non concesso per un fallo di mano di Cuadrado  su tiro-cross di Lulic e ancora
un possibile secondo cartellino giallo per Tomovic perso per strada. Sono corrette, invece, le due espulsioni di Ledesma ed Hernanes e il rigore concesso ai  padroni di casa e sbagliato da Mati Fernandez. Finisce 2-0
per la Fiorentina e con un quattro in pagella per Bergonzi che  rovina una gara che la squadra di Montella ha meritato di vincere (come ha riconosciuto onestamente lo stesso Petkovic) ma che senza questa raffica di
errori poteva prendere un’altra direzione.

  Zona Europa Proviamo ad andare oltre Bergonzi. Impresa non facile. In attesa di acquistare un bomber da 15 reti nel mercato di gennaio la Fiorentina si arrangia a meraviglia con quel che passa il convento. A battere
la Lazio sono le due spalle di Jo-Jo: comincia Ljajic al 46’ del  primo tempo con una fantastica conclusione dal limite dell’area  e chiude Toni, entrato proprio al posto del giovane serbo, con una girata da vecchio lupo dell’area di rigore. Insomma, non si vive di solo Jovetic.  La squadra viola ha basi solide e un’identità tattica ben definita. Le premesse per una stagione  da zona Europa ci sono tutte partendo da un centrocampo
che ha qualità grazie a gente comeBorja Valero e Aquilani (ieri  in campo per pochi minuti ma capace di servire l’assist a Toni);  che ha corsa con Cuadrado e anche fisicità con Oliveira e Migliaccio. E ieri mancava  all’appello lo squalificato Pizarro. La Fiorentina è padrona del  campo per tutto il primo tempo. Oltre alla magia vincente di Ljajic costringe il portiere Bizzarri a un mezzo miracolo per levare dai pali una punizione avvelenata di Pasqual e sbaglia l’ennesimo rigore concesso per  un contatto Konko-Pasqual. Stavolta Montella si affida a Mati Fernandez. Con la benedizione di Jo-Jo reduce da due errori consecutivi. Ma la bomba del cileno finisce sul palo. La ribattuta  in rete di Ljajic viene cancellata da un tocco precedente ancora di Mati Fernandez.

Avanti Lazio In avvio di ripresa la partita cambia padrone. La Lazio, dopo aver sbagliato con Klose una comoda occasione da gol, si vede però punita dalla  raffica di errori di Bergonzi e finisce in nove per le espulsioni di Ledesma edHernanes. Non è stata però la solita Lazio. Praticamente inesistente Klose; molli sia Hernanes che Candreva; vulnerabile Konko nella sua zona  difensiva. Alla fine la palma del migliore incampo la conquista il portiere Bizzarri, incolpevole sui gol e autore di un paio  di interventi da punto esclamativosu Pasqual e Toni.

Già, Lucagol.  Il bomberone si ritaglia due minuti di gloria con una rete che scatena la gioia di Andrea Della Valle che ha voluto riportarlo a Firenze. Toni può diventare l’Altafini della Fiorentina. E con la sua saggezza può aiutare Jovetic a diventare un  campione da Pallone d’Oro e Ljajic l’uomo del futuro.

La Gazzetta dello Sport

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