ZOOM – Le due facce di Libor Kozak

ZOOM – Le due facce di Libor Kozak

Bello in Europa, impacciato in Italia. Implacabile quando sente aria di coppa, balbettante quando deve misurarsi con la dura realtà della Serie A. Questo è il Libor Kozak edizione 2012-13, l’ariete ceco che ha evidentemente scritto nel dna di dover sempre far discutere, anche nei momenti migliori.Come Cavani – Tre…

Bello in Europa, impacciato in Italia. Implacabile quando sente aria di coppa, balbettante quando deve misurarsi con la dura realtà della Serie A. Questo è il Libor Kozak edizione 2012-13, l’ariete ceco che ha evidentemente scritto nel dna di dover sempre far discutere, anche nei momenti migliori.

Come Cavani – Tre doppiette (l’ultima giovedì a Moenchengladbach, le precedenti con Mura e Panathinaikos) per un totale di sette reti in sei partite giocate: il gigante laziale quest’anno in Europa League non sbaglia un colpo. Ha segnato quanto Edison Cavani, anche lui a quota 7 in EuroLeague. Solo che l’uruguaiano li ha fatti tutti dalla fase a gironi in poi, anche perché il Napoli non ha dovuto giocare i preliminari, mentre Kozak ha segnato le prime 2 reti proprio nel playoff. Così per la classifica cannonieri dell’Uefa (che non calcola le reti dei preliminari) Cavani è primo e il laziale secondo con 5 reti, a pari merito con un altro «italiano», l’interista Palacio. Impressionante è comunque la media gol di Kozak.

Le 7 reti sono arrivate con 6 presenze, una delle quali consistita peraltro in uno piccolo spezzone di gara. I minuti giocati dal ceco nella coppa europea sono stati 369, la sua media è quindi di un gol ogni 53 minuti. Gol preziosi per la Lazio che dopo una decina d’anni è tornata a fare la voce grossa in Europa anche grazie alle reti del ceco. La cosa sorprendente è che quest’anno i suoi gol oltre che utili sono pure belli. Come il cucchiaio con cui ha messo a segno la prima rete al Panathinaikos e come il pallonetto con cui ha aperto le marcature a Maribor. E come i due gol realizzati giovedì al Borussia, il primo in spaccata, il secondo con il suo marchio di fabbrica: il colpo di testa.

E in Italia? – Possibile che un giocatore capace di simili imprese in Europa faccia poi scena muta in campionato? Finora le cose sono andate così. Otto presenze per il ceco (anche se solo due da titolare) e zero gol fatti nel corso dei 362 minuti complessivamente giocati. Che non sono tanti, ma sono appena sette in meno di quelli avuti a disposizione in Europa e che gli sono bastati per timbrare sette volte. Una dicotomia in parte frutto del caso ed in parte no. Perché il suo modo di esprimersi lo esalta nelle battaglie senza esclusioni di colpi che ci sono in ambito europeo e viceversa lo penalizza contro le ermetiche difese italiane. Ciò però non gli ha impedito di mettere a segno 10 reti nei precedenti due campionati (6 nel 2010-11 e 4 nel 2011-12).

Con Floccari – Kozak, insomma, ha dimostrato di saper segnare anche in Serie A. Ed è pronto a farlo ancora. Petkovic sta pensando di rilanciarlo già lunedì nel posticipo di Siena. Per sfruttare il suo piede caldo e anche perché si è accorto che la coppia composta da lui e Floccari funziona. Anche l’attaccante calabrese ha il piede caldo, a Moenchengladbach ha segnato il sesto gol nelle ultime otto partite. In totale, tra campionato e coppe, Floccari quest’anno ne ha fatti 9 (già eguagliato il primato stagionale con la Lazio). L’assenza di Klose ha probabilmente responsabilizzato i due attaccanti, che da quando non c’è il tedesco stanno tirando fuori il meglio di sé. Uno, Floccari, in ogni competizione, l’altro, Kozak, solo in Europa. Per ora.

La Gazzetta dello Sport

Cittaceleste

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