Le forze speciali di Petkovic

Le forze speciali di Petkovic

Ha calmato il caos, ha gestito il traffico. Ventinove uomini a disposizione, ne ha utilizzati ventidue tra campionato ed Europa League. Certo, non tutti sono contenti: c’è chi ha giocato di meno e c’è chi ha giocato di più. Ma la stagione è ancora lunga, le partite sono multiple e…

Ha calmato il caos, ha gestito il traffico. Ventinove uomini a disposizione, ne ha utilizzati ventidue tra campionato ed Europa League. Certo, non tutti sono contenti: c’è chi ha giocato di meno e c’è chi ha giocato di più. Ma la stagione è ancora lunga, le partite sono multiple e gli esami non finiscono mai. Ventinove uomini totali, ventidue di loro hanno messo piede in campo. Sono rimasti ai margini (almeno per ora)
gli infortunati Brocchi, Radu, Diakitè e Stankevicius più Carrizo, Zauri e capitan Rocchi. I primi tre avranno modo di rilanciarsi, sono recuperati, deciderà Petkovic quando utilizzarli. Carrizo, Stankevicius e Zauri, terzo portiere e difensori di complemento, conoscevano bene il loro futuro e la loro mansione. Non sarebbe stato facile trovare spazio neppure per capitan Rocchi, considerato come quinto attaccante, nonostante tutto ha scelto di restare a Roma. Prima o poi esordirà.

IL BILANCIO – Sette partite di campionato, quattro di Europa League, ventinove uomini da gestire. Gli allenatori preferiscono avere l’imbarazzo della scelta, così dicono, in realtà non è semplice organizzare il turnover mantenendo serenità nello spogliatoio. Le vittorie aiutano a gestire la truppa e per fortuna della Lazio ne sono arrivate ben otto nelle undici gare ufficiali fin qui disputate, questo ha agevolato il governo Petkovic. Il tecnico avrebbe voluto lavorare con un gruppo di 23-24 uomini totali, s’è dovuto adeguare e di necessità ha fatto virtù. Ha utilizzato due portieri: Marchetti e il vice Bizzarri. In difesa ha puntato su tutti ad eccezione di Diakitè, Radu, Stankevicius e Zauri. A centrocampo è rimasto fuori dalle convocazioni solo Brocchi (infortunato di lungo corso). I veri problemi si sono registrati in attacco: gli straordinari li ha fatti Klose (9 gare e 706′ di gioco), gli altri si sono dovuti accontentare di piccoli spazi e piccole parti. Le gerarchie sono cambiate più volte, il vice Klose l’hanno fatto a turno Kozak, Zarate e Floccari, solo Rocchi non ha partecipato alle selezioni. Scampoli di celebrità anche per il baby Rozzi, attaccante della Primavera che s’affaccia spesso in prima squadra: Petkovic l’ha sganciato in Europa League, è accaduto nel match di ritorno contro il Mura.

IL RECORD – Ventidue uomini utilizzati nella prima fetta di stagione, un numero gestibile, ma destinato ad aumentare. L’infermeria si è svuotata, tra oggi e domani torneranno a disposizione Brocchi, Radu e Diakitè, per la prima volta dall’inizio dell’annata 2012-13 il gruppo sarà al completo e sarà più difficile amministrarlo. Petkovic potrà schierare due Lazio e mezza: ha dimostrato bravura come direttore dei lavori ed organizzatore di gruppi, cercherà di mantenere inalterati gli equilibri alternando i suoi uomini. Da qui alla sosta di Natale ci saranno da giocare 16 partite in 64 giorni tra campionato, Europa League e Coppa Italia. Viene il fiatone solo a contare gli impegni fissati da un calendario folle, tutti dovranno tenersi pronti: «Sono sicuro che dopo questa sosta chi tornerà avrà le giuste motivazioni per confermare il proprio posto in squadra o per cercare di rubare quello di un suo compagno» , ha detto il tecnico in una recente intervista. Era un messaggio da cogliere al volo, l’ha rivolto ai giocatori che finora sono stati utilizzati di meno o che sono stati rimandati a causa di prestazioni deludenti. Ventidue uomini in campo, il record di minuti giocati appartiene ad Andrè Dias (900′), ha totalizzato 10 presenze. Alle sue spalle Hernanes (874′), Marchetti (810′), Biava e Candreva (803′), Ledesma (797′), Lulic (730′), gli altri seguono a ruota.



GLI ESCLUSI – La rosa extralarge, da non dimenticare, è stata ridotta grazie alle esclusioni di Matuzalem, Foggia, Sculli, Mendicino, Cinelli e Barreto, sono i fuori rosa. S’allenano a parte, non ci sono margini di reintegro, le loro vicende saranno rivisitate a gennaio, aspettano l’apertura del mercato e qualcuno che sia disposto a schierarli in campo.

I VALORIZZATI: Un super Konko. L’esplosione di Cavanda e Onazi
I valorizzati, quelli che si sono rigenerati con Petkovic in panchina, quelli che si sono affermati nel grande calcio. La nuova cura ha rivitalizzato Konko, sta giocando con continuità ed eleganza. I fastidi al polpaccio sinistro non sono spariti (rientrerà in gruppo tra domani e mercoledì, conta di farcela per il Milan), sono cronici, ma la gestione dello staff tecnico, in sintonia con lo staff medico, ha prodotto effetti positivi sul francese. Recupera in tempi brevi, è più sicuro, è meno affaticato, è meno esposto a gravi ricadute. Konko ha disputato 9 partite, ha totalizzato 657′ di gioco, ha espresso quantità e qualità. Nessuno ha mai avuto dubbi sulle sue doti tecniche, sono stati i problemi fisici a penalizzarlo, a limitare il suo rendimento. Konko tra le superstar delle undici partite fin qui disputate.

LE SORPRESE – Il ruolo di “sorprese” spetta a Cavanda e Onazi, due giovani in rampa di lancio. I voli del primo s’erano sempre fermati a metà, l’esplosione del secondo era stata frenata l’anno scorso dalla pubalgia e dalle scelte di Reja (preferiva puntare su gente pronta). Cavanda e Onazi hanno conquistato la fiducia di Petkovic, sono stati messi nelle migliori condizioni per esprimersi secondo virtù. Cavanda è diventato quasi titolare, ha tappato il buco a sinistra (creato a causa dell’assenza prolungata di Radu), ha giocato 9 partite tra campionato ed Europa League, è stato in campo per 634. Onazi s’è imposto alla prima stagione in serie A: 7 presenze, 335′ di gioco, ha strappato la convocazione nella Nigeria e ha esordito sabato sera nel match contro la Liberia (è entrato all’82′). Cavanda e Onazi possono rappresentare il futuro perché già simboleggiano il presente. Lotito è contento, la gestione Petkovic lo inorgoglisce. Ha creato una Lazio mista, fatta di big, di esperti e giovani, ha miscelato tutto e ha creato un gruppo. Non era una missione semplice da compiere, non lo era soprattutto per un tecnico straniero, arrivato in Italia, accolto con scetticismo. Petkovic ha stupito chi non lo conosceva per capacità di gestione e intuito, non soltanto per la produttività del suo bel calcio.

I RIMANDATI – Lulic in rodaggio, Zarate a caccia del suo riscatto
I valorizzati e i rimandati. Non è il vero Lulic, non è la freccia dell’anno scorso, l’assist-man, il goleador mascherato. E’ in rodaggio, anche l’anno scorso faticò ad entrare in forma, era la sua prima annata italiana. Quest’anno è stato penalizzato da un paio di infortuni, non gli hanno permesso di giocare: «E’ un diesel», ha spiegato Petkovic. E’ il suo pupillo, l’ha scoperto, l’ha lanciato, l’ha consacrato. Da Lulic è normale aspettarsi di più, s’è dovuto dividere nel doppio ruolo (terzino e cursore avanzato), anche questo non l’ha aiutato a confermare le prove della scorsa stagione. Il miglior Lulic serve alla Lazio sotto ogni punto di vista: esplosività, dribbling, cross, tiri, è un’arma preziosa, è un peccato vederlo giocare sotto ritmo. E’ un giocatore che ha caratteristiche uniche, è un diesel che sa inserire il turbo.

LA RISCOSSA – «Devo lottare», ha detto Mauro Zarate. S’è ripresentato così a Formello nei giorni scorsi. E’ stato escluso dai convocati per il match di Pescara, è rimasto a Roma, s’è ricaricato? Chissà. Tra i rimandati c’è anche lui, ha tradito le attese nel match col Genoa e ha perso il posto o comunque l’occasione di conquistarlo una volta per tutte. Petkovic non l’ha bocciato, ma s’aspetta molto di più, lo studierà in allenamento. Zarate e il tecnico hanno parlato prima del match dell’Adriatico, si sono confrontati: «Abbiamo parlato, è stata una semplice scelta tecnica, dovrà servire a lui per tornare più forte. Spero che Zarate, come altri, torni per creare una sana competizione. Dipende tutto da lui. Mi dispiace quando non ho giocatori a disposizione, spero di avere presto anche Radu, spero di recuperarli tutti quanti e averli a disposizione. La rosa è larga, sono contento quando molti giocatori spingono per trovare posto. Solo con una squadra compatta e unita si ottengono i risultati. Per me il gruppo è più importante del singolo giocatore», ha spiegato Petkovic. Zarate s’è allenato al massimo in questa settimana (così assicurano), deve trasformare la delusione in carica positiva. E’ visto sotto una lente diversa rispetto al passato, anche i tifosi s’aspettano un segnale, una scossa, un gioco diverso, un atteggiamento convinto.

CdS

Simone Davide

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