Ledesma, una vita per il derby

Ledesma, una vita per il derby

Tredici derby, sei vittorie, sei sconfitte, un pareggio, due gol, tre espulsioni. L’ha vinto, l’ha perso, l’ha pareggiato il derby. Ha segnato nel derby, s’è arrabbiato, ha subito ingiustizie. S’è visto sventolare in faccia i cartellini rossi, s’è immolato nel derby. Il senatore della Lazio si chiama Cristian Ledesma, i…

Tredici derby, sei vittorie, sei sconfitte, un pareggio, due gol, tre espulsioni. L’ha vinto, l’ha perso, l’ha pareggiato il derby. Ha segnato nel derby, s’è arrabbiato, ha subito ingiustizie. S’è visto sventolare in faccia i cartellini rossi, s’è immolato nel derby. Il senatore della Lazio si chiama Cristian Ledesma, i derby fanno parte della sua vita. Ne ha giocati tredici, nessuno come lui in squadra. Ne ha giocati tanti, non si abituerà mai all’emozione che suscita la partitissima: «Come mi disse una volta Delio Rossi, nel derby devi avere la testa fredda e il cuore caldo, devi mantenere la calma anche se le pulsazioni salgono a mille. Devi cercare di pensare ai tuoi compiti, a ciò che va fatto in campo, altrimenti fai cose che non c’entrano nulla con una partita di calcio» .

IL PASSATO – Testa fredda e cuore caldo, già. L’esperto di derby è diventato Cristian Ledesma col passare del tempo. Gli insegnamenti di Delio Rossi, le esperienze vissute in campo, le vittorie conquistate, le sconfitte subite, gli errori fatti e corretti. Ledesma, laziale vero, il derby lo vive come un romano, come un tifoso. Lo sente sulla pelle, gli scorre nel sangue, lo vive con trepidazione. Basta un dato per capire quanto sia forte la pressione, quanto possa incidere su un giocatore sereno e pacato come lui. Su 10 espulsioni beccate in carriera (cinque con la maglia biancoceleste) l’italo-argentino ne ha subite tre contro la Roma. «Io sono una persona molto serena, soprattutto durante la settimana del derby. Negli ultimi anni cerco sempre più tranquillità a casa, cerco di liberare la mente e di non pensare troppo alla partita. Sentirla in modo esagerato può crearti problemi…» , raccontò una volta il buon Cristian. I giorni che precedono la partita li vive in famiglia, con la moglie Marta e i due figlioletti. Ledesma conosce tutti i trucchi dei derby, è un vantaggio da sfruttare. Ma quando sei in campo non c’è spazio per i calcoli, la ragione spesso viene sopraffatta dall’istinto e dall’agonismo.

IL DESTINO – Ledesma e i derby, quanti ricordi, quanti legami, quante storie. Ha segnato due gol, il primo lo realizzò il 10 dicembre 2006, Lazio-Roma finì 3-0 (in rete Ledesma, Oddo e Mutarelli). Il secondo lo centrò il 31 ottobre 2007, Roma-Lazio terminò 3-2, Cristian segnò una splendida punizione, ma la rimonta fallì. Al derby è legato, il derby l’ha consacrato. La prima rete arrivò in un momento difficile, spiccò il volo dopo un avvio tormentato in maglia biancoceleste, veniva fischiato. C’è un altro retroscena legato a quella prodezza, a quel bolide sparato da distanza siderale nel dicembre 2006: «La sera del gol alla Roma nel mio primo derby scoprimmo di aspettare Daniel, il nostro secondo bambino, è una forza della natura. Evidentemente quel gol è il ricordo più bello con la maglia biancoceleste, c’entra qualcosa anche col carattere del mio bambino!» , ama ricordare Cristian ogni volta che ne parla. Per il derby e per la Lazio ha sfidato la sfortuna, le critiche, i pronostici, i malumori, le paure, le ansie, i timori, gli arbitri, gli avversari, i nemici e gli infortuni. Nell’ottobre 2007 si fece male, recuperò in 22 giorni, fu operato al menisco del ginocchio sinistro, si rialzò in tempo e il 31 ottobre disegnò quella parabola su punizione. Il derby gli ha cambiato il destino più di una volta.

IL SOGNO – Ledesma sogna una grande notte, vuole centrare il quarto derby di fila, vuole vincere il settimo della sua storia laziale. Nell’elenco dei protagonisti a sorpresa lui c’è. Non segna su azione da due anni e mezzo, esattamente dal 18 settembre 2010. Cristian realizzò al “Franchi” di Firenze, la Lazio vinse 2-1 in casa della Fiorentina. Ledesma mimò il volo dell’aquila, ha tanta voglia di volare…

Il Corriere dello Sport

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