Ledesma:”Imponiamo il nostro gioco”

Ledesma:”Imponiamo il nostro gioco”

E’ l’erede dei grandi laziali, incarna la vera lazialità, è una bandiera umana, è un vincente, parla da leader: «Non abbiamo ancora dato il massimo, possiamo fare di più. A Bologna non ci siamo riusciti, contro l’Inter dobbiamo farlo imponendo il nostro gioco. Siamo una squadra importante, stiamo facendo bene»…

E’ l’erede dei grandi laziali, incarna la vera lazialità, è una bandiera umana, è un vincente, parla da leader:  «Non abbiamo ancora dato il massimo, possiamo fare di più. A Bologna non ci siamo riusciti, contro l’Inter dobbiamo farlo imponendo il nostro gioco. Siamo una squadra importante, stiamo facendo bene» . Un simbolo per i tifosi, una guida per i compagni, un uomo-spogliatoio per il presidente Lotito. Cristian Ledesma è la lazialità, lo è in campo, lo è fuori. E’ tra i capitani della Lazio, in lui si rivede un intero popolo, l’ha eletto come rappresentante:  «La gente laziale mi ha dato tanto, non posso fare altro che ringraziarla. Indossare la maglia della Lazio è un onore, bisogna farlo con sentimento, con una voglia che va al di là
Il presidente Lotito loda l’argentino «Lo considero un riferimento. Con lui un buon rapporto»del desiderio di vittoria. Essere entrato nel cuore della gente laziale è motivo di grande orgoglio. Ogni volta che ne ho la possibilità ricordo i tifosi, è il minimo che possa fare. In questo modo cerco di contraccambiare l’affetto immenso che hanno nei miei confronti» .

IL PREMIO – Premio Lazialità 2012 a Cristian Ledesma, lo ha meritato per l’attaccamento alla maglia, per il modo in cui difende i colori biancocelesti, per come incarna lo spirito laziale, per essersi  «innamorato della Lazio e della sua gente, è un’anima vera» , recita la motivazione. Ledesma tra le star dell’evento svolto ieri in Campidoglio, è stato premiato da Paolo De Paola, direttore del Corriere dello Sport-Stadio. Cristian è salito sul palco, ha ritirato la targa, si è emozionato. Al suo fianco c’era il presidente Lotito, ne ha riconosciuto i meriti, il loro rapporto è rinato:  «Ledesma lo considero un punto di riferimento – ha spiegato Lotito –  spesso ci confrontiamo, adesso con lui c’è un buon rapporto, quella parentesi (legata al rinnovo contrattuale, ndr)  appartiene al passato. La nostra squadra si fonda sul collettivo, Cristian riesce a cementarlo. E’ con noi da qualche anno, rappresenta la memoria storica di questa società» . Lotito l’ha consacrato davanti alla famiglia biancoceleste, di fronte ai laziali del passato, uomini e campioni indimenticabili, sono accorsi in tanti ieri in Campidoglio:  «Ledesma nel corso del tempo ha assunto un ruolo di maggiore responsabilità, sa che bisogna vincere con la testa. E’ un po’ introverso, così appare, ma è uno tosto. E devo dire che è anche un po’ permaloso (risata, ndr)  . Ha carattere e mentalità forti, sa trasmetterli alla squadra. Non a caso quando non c’è in campo la sua assenza viene notata da tanti» , s’è conclusa così la lode di Lotito.

LA SFIDA – Ledesma cuore biancoceleste, anima della Lazio moderna, rimarrà a vita in società, ha firmato un contratto infinito. Prima le emozioni, poi il grido di battaglia. Domani sera arriverà l’Inter all’Olimpico, Cristian guiderà la sua Lazio, proverà a spingerla verso la vittoria. Il popolo laziale sogna una grande notte, in campo scenderanno in undici, sugli spalti saranno in migliaia a tifare. Ledesma ha promesso il massimo impegno, questa Lazio è destinata a crescere:  «Finora non abbiamo dato il massimo, se l’avessimo fatto staremmo qui a dire “non possiamo dare di più”. Ma non è così, ci vuole tempo per crescere, noi vogliamo farlo» , ha avvertito Cristian. I nerazzurri non fanno paura, la Lazio li affronterà a petto in fuori, così come Petkovic le ha insegnato:  «L’Inter è forte, ha campioni che possono decidere la partita, li abbiamo visti giocare, dobbiamo limitarli pensando di imporre il nostro gioco come abbiamo sempre fatto in casa. Sarà una gara difficile, non abbiamo paura» . La lazialità è uno stile di vita, è un modo di essere e anche di giocare. Un vero laziale non si accontenta mai né si abbatte:  «La Lazio deve riuscire a far bene in trasferta così come riesce a fare in casa, è quello che ci manca» . Cristian ha chiuso l’intervista con un sorriso, fiero e felice. Laziale.

Il Corriere dello Sport

Cittaceleste

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