Lotito Accusa la Lazio

Lotito Accusa la Lazio

ROMA – Egoisti e disuniti. Sfasati, deconcentrati, montati. Una furia, il presidente Lotito. E’ piombato a Formello ieri mattina, ha chiuso la Lazio nello spogliatoio, c’era anche Petkovic. Lotito ha detto basta, s’è stancato, è salito sul ring per il round decisivo. Ha elogiato i giovani ancora una volta, s’è…

ROMA – Egoisti e disuniti. Sfasati, deconcentrati, montati. Una furia, il presidente Lotito. E’ piombato a Formello ieri mattina, ha chiuso la Lazio nello spogliatoio, c’era anche Petkovic. Lotito ha detto basta, s’è stancato, è salito sul ring per il round decisivo. Ha elogiato i giovani ancora una volta, s’è scagliato contro una parte del gruppo, contro alcuni “vecchi”: avrebbero dovuto dare l’esempio, lo stanno dando i baby. E invece, dopo la vittoria della Coppa Italia, si sono sentiti come dei. Le accuse sono state roventi, non s’è trattato di un semplice sermone, i predicozzi non hanno avuto effetto. Lotito non ha guardato in faccia nessuno, è andato giù duro: stavolta ha fatto nomi e cognomi, nelle scorse settimane s’era limitato a processare la squadra collettivamente. Ieri no, la corda è stata tirata troppo. Lotito ha alzato la voce, ha puntato il dito contro alcuni giocatori, li ha messi con le spalle al muro. In campo, contro il Napoli, ha rivisto atteggiamenti sbagliati, gli stessi che aveva censurato nei precedenti interventi. In campo, contro gli azzurri, non ha visto una squadra che gioca da squadra.

LE ACCUSE –

Lotito ha dato le “tre partite” a tutti perché tutti sono sotto esame, in bilico, sotto accusa. E se c’è qualcuno che vuole andar via deve dirlo, sarà accontentato a gennaio. Il presidente ha parlato di egoismo, di squadra disunita e disorganizzata. Il messaggio è entrato anche nelle orecchie di Petkovic, era nello stanzone, le bacchettate sono sempre meno in codice. E’ meglio scappare quando s’arrabbia Lotito. Negli anni scorsi non l’ha fatta passare liscia (a costo di rimetterci soldoni) a chi pensava d’essere un fenomeno e in campo andava a sbattere contro gli avversari. Non deve più accadere nella Lazio, guai a chi continua a macchiarsi di questa colpa: bisogna giocare insieme, come un gruppo vero. Lotito lunedì ha notato errori madornali, di supponenza, sono stati pagati a caro prezzo. Non ci sono maestri né maestrini nella Lazio, il capo pretende umiltà e concentrazione. Lotito s’è fiondato a Formello, ha parlato per circa 30 minuti, è rimasto nel quartier generale per molte ore, è uscito nel pomeriggio. Lotito ha riunito la squadra in mattinata, le parole espresse nella pancia dell’Olimpico allo scoccare della mezzanotte valevano come anteprima: «I giocatori hanno tante responsabilità, in campo vanno loro. Al di là dell’allenatore ci sono tanti che hanno acquisito una mentalità sbagliata, pensano di essere arrivati, in realtà non sono arrivati da nessuna parte. C’è poco spirito di gruppo, questo mina i risultati. Si devono riacquisire umiltà e volontà, solo così la squadra riuscirà a esprimersi al meglio. La squadra deve pensare a fare il proprio dovere, a dare il massimo in campo. I tifosi rimproverano il fatto che alcuni giocatori forse non stanno dando il massimo o sono troppo egoisti» , erano state queste le parole (poco velate) del presidente. A Formello, ieri, riecheggiavano. 

 

I GIOVANI –

Basta deroghe, contrordine compagni. Lotito, presidente e psicologo, ha cambiato strategia, è diventato inquisitore. Le uniche gioie gliele stanno dando i ragazzi, i giovani, i meno esperti, quelli che hanno l’età per sbagliare e crescere. Il presidente li cita spesso, li elogia per il modo in cui si propongono e si esibiscono. L’esempio lo stanno dando loro, la grinta la stanno mettendo loro, l’ha ribadito nello spogliatoio. « Io sono per i giovani» , aveva detto il patron dopo il 90’ di Lazio-Napoli. Contano gli uomini prima dei giocatori e il modulo tattico non è una pozione magica, è un involucro. Non facciano più i monellacci i biancocelesti, papà Lotito non perdona più.

Corriere dello Sport

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